Odio io, odi tu Italia al veleno

Sabato 18 febbraio 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

“Neghite”, “Africa”, “insemenìo”. Annega, Africa, scemo hanno gridato a un profugo ghanese di 22 anni che si suicidava in Canal Grande a Venezia. Decine di persone a guardare lo spettacolo, molte a filmare col telefonino, nessuna a far qualcosa per salvarlo. Insultarlo, sì. Ma meraviglia la meraviglia nell’Italia repubblica democratica fondata sull’odio. Quel costante desiderio di nuocere, secondo il vocabolario Devoto-Oli. Un’Italia rabbiosa, secondo la scrittrice Dacia Maraini. Davvero un gigantesco Bar dello Sport che ha rotto gli argini scegliendo questo modo di stare insieme. Un Bar dello Sport in cui Giorgia Galassi, 22enne estratta viva dall’Hotel Rigopiano dopo 58 ore, è coperta da una valanga di rancori per aver messo su Facebook foto di una sua vacanza in Svizzera, per aver scritto che la vita continua. Dovevi avere più sensibilità, sei una menefreghista. Moralismo bastardo da parte di chi non sa nemmeno lontanamente cosa abbia voluto dire stare quasi tre giorni là sotto.

 INSULTI PER TUTTI  Ma tant’è. Quando è arrivata la Patata Bollente, non è che nell’aria risuonasse musica di Mozart. E’ il famoso titolo di un giornale sulla “vita agrodolce della Raggi”, la sindaca di Roma “nell’occhio del ciclone per le sue vicende comunali e personali”. Laddove quel “personali” la dice lunga sul riferimento non solo politico al tubero. Con polemiche da Curva Sud, tanto aspettate quante benvenute per il giornale. Il quale, invece di lasciare, il giorno dopo raddoppia con riferimenti a mammiferi come le vacche. E con i Cinquestelle stretti a coorte nel difendere la loro sindaca su un tema provvidenziale per far dimenticare lo sfascio della capitale. Loro che hanno cominciato la loro ascesa con un gentile argomento come il VaffaDay. E il loro capo, Grillo, immemore di quando chiedeva agli utenti del suo redditizio blog cosa avrebbero voluto fare in auto da soli con la Boldrini. Più altro fior da fiore sulla Boschi.

 Curva Sud per Curva Sud, il calcio non si è tirato indietro. Vedi il centrocampista della Roma, l’olandese Nainggolan, quello tutto tatuaggi e cresta gallesca . Il quale dichiara a bbuono a bbuono il suo odio (rieccoci) per la Juve, non riuscendo ad acquietarlo battendola in campo. Con la sua società che se lo coccola invece di multarlo per antisportività. E il suo allenatore Spalletti che la gira a bischerata stile toscani (quelli che se la mattina si alzano senza odiare qualcuno, non stanno bene). Poi i tifosi sfasciano tutto e loro si indignano. Juve a sua volta impegnata nei veleni del dopo partita con l’Inter. Col suo patron John Elkan a sorprendersi della rabbia altrui per aver perso visto che dovrebbero esserci abituati. Perfidia degna nipote di cotanto nonno avvocato Agnelli.

 TANTO POI SI SCUSANO Corre nel frattempo la direzione del Pd, dove per amore reciproco neanche si parlano fra loro. Come del resto avviene da tempo nella politica nazionale, dove gli odiatori sono più feroci verso gli amici di partito che verso gli avversari. Odio domestico. Né la Roma fogna d’Italia risparmia il Trastevere, cioè la terra al di là del Tevere. Essendo apparsi in giro manifesti anche contro il papa, ovviamente in quel puro stile romanesco tipo “famostostadio” alla Totti. “A France’, n’do sta la tua misericordia” dicevano rivolti a Francesco, cui è attribuito un peccato mortale (pardon): aver deciso di spazzare un po’ di corruzione e malavita anche in quel Vaticano da tempo impegnato a dare il suo apporto alla Grande Bellezza da bassifondi che è Roma Capitale.

 Varie & Eventuali di tempi recenti. Insulti al capitano del Milan, Montolivo, infortunato e quindi obiettivo più indifeso come chiunque stia male. Stesso trattamento per il capo del governo, Gentiloni, in occasione dell’intervento al cuore. Tifo su Facebook (solito sfogatoio di dementi) per il killer del ragazzo di Vasto che gli investì la moglie uccidendola. Minacciato sul web tennista dopo una sconfitta (ma qui con l’ombra di chi magari aveva scommesso sulla sua vittoria). Finché, assolvendo al dovere nazionale di dare il peggio di sé, anche il Festival di Sanremo contribuisce alla fogna collettiva. L’ospite Diletta Leotta indossa un vestito dallo spacco anteriore panoramico e pronta la collega Caterina Balivo a definirla inadeguata scatenando il consueto massacro on line.

 Ultima ma non ultima, Asia Argento, una col solo merito di essere figlia del regista horror Dario. La quale in un tweet irride la “schiena lardosa della ricca e svergognata Giorgia Meloni”. Pur conducendo un programma tv contro la violenza verso le donne. Roba da Paese sull’orlo (diciamo) di una crisi di nervi. Poi chiede scusa (come la Balivo) ed è fatta, tanto l’essenziale è averlo detto. Le scuse altra faccia del religioso perdono con cui ci si assolve da ogni colpa. Italia Paese troppo (falsamente) cattolico per essere anche etico.