Se a Manchaster due cuori e due generazioni s’incontrano

Martedý 21 febbraio 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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MANCHESTER BY THE SEA – di Kenneth Lonergan. Interpreti: Casey Afflek (Lee Chandler), Lucas Hedges (il nipote Patrick), Michelle Williams (la ex moglie di Lee). Drammatico, Usa, 2016. Durata: 2 ore 11 minuti.

 

Storia di un cuore in inverno. L’inverno glaciale di Boston, Massachusetts. L’inverno umano di Lee Chandler, tuttofare troppo taciturno, scontroso e attaccabrighe per non nascondere qualcosa. Che un giorno della sua vita solitaria è raggiunto da una telefonata: morto prematuramente il fratello Joe nella vicina Manchester, paesino di mare dalle giovanili battute di pesca in barca. Dove il minorenne nipote Patrick resta solo. E lui, il redivivo e improbabile zio, deve occuparsene come tutor, avendone piuttosto bisogno per sé.

 Ma il fatto è che in quella piccola e dimenticata Manchester si nascondono i fantasmi della sua esistenza, la causa del suo dolore. Scoprendosi man mano la sua passata felice vita di sposato con tre figli che adorava finché il destino non bussò alla sua porta. E da dove lacerato dovette andare via. Mentre ora il ritorno significa specchiarsi nel non minore deserto di emozioni del ritrovato nipote, in apparenza il suo opposto tra fidanzatine, hockey e band ma bisognoso anche lui di un calore umano sconosciuto.

 Il delicato film è tutto nel confronto fra questi due travagli interiori alla ricerca di un arduo equilibrio affettivo. L’incomunicabilità fra chi è stato troppo segnato dal suo passato per rimettersi in gioco e chi cerca di avviarsi nel futuro altrettanto incapace di darsi un senso. Confronto dai toni intimistici freddi e mai patetici. E in linea con la solennità di uno scenario dominato dalla neve e dal grigio mare tutt’uno con un cielo non meno plumbeo, e che la fotografia delicatamente ci restituisce. Una pallina da tennis finale sarà la chiave di volta di tutto.

 Regista e sceneggiatore di qualità (sua la scrittura di “Gangs of New York”), il newyorkese Kenneth Lonergan, 55 anni, ha scelto ritmi minimalistici a volte troppo lenti e dilatati da far torto alla sua stessa incisività. Ma sarebbero gli straziati tempi veri della nostra quotidiana sofferenza. Affidando al volto tormentato di un Casey Afflek assolutamente da Oscar gran parte del pregio del film (Casey fratello del più noto Ben). Film le cui nomination sono però sei, comprese quelle legittime dei due coprotagonisti (il nipote e l’ex moglie). Fra musiche che vanno da Albinoni, a Hendel, a Bob Dylan.

 La influente associazione americana dei cinefili lo ha eletto come il migliore dell’anno. Meglio, per dire, di “La La Land”. Riconoscimento non precisamente beneaugurante, visto che negli ultimi vent’anni solo quattro volte i sopradetti cinefili l’hanno imbroccata. A occhio e croce non dovrebbe andare diversamente anche stavolta. Ma sempre, per carità, con tanto di cappello ai cinefili.