Prima la Puglia prima il Mezzogiorno

Venerdý 24 febbraio 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Domanda alla Marzullo: è meglio un Emiliano in Puglia con tappe a Roma, o è meglio un Emiliano a Roma con tappe in Puglia? La risposta sembrerebbe scontata, specie da parte dei suoi avversari: sei stato eletto in Puglia e ci resti, la tua carriera politica non ci interessa. Ma è anche vero che da Roma sono arrivati finora i siluri più siluri per la Puglia, frutto anche dei non buoni rapporti dell’Emiliano medesimo con l’allora premier, Renzi. Pensiamo al Patto firmato con mesi di ritardo. Pensiamo alle noncuranze sull’Ilva. Pensiamo ai treni che per noi sono carrette anche quando ti fanno la cortesia di darti una nuova linea. Guarda guarda, quella diretta proprio fra Bari e Roma.

 Anzitutto, quanta possibilità c’è che ad Emiliano riesca la scalata alla segreteria del Pd, il primo o (ora) il secondo partito d’Italia? Lui dice che può vincere le primarie di fine primavera. Essendo aperte non ai soli iscritti, tutti i non iscritti sarebbero con lui (anche per liberarsi di Renzi). Se non ce la facesse, sarebbe comunque una spina nel fianco. Capace di opposizione interna meglio di quanto finora riuscito alla fuoruscita ditta  D’Alema&Bersani, accecata di un rancore che quando si parla di Renzi è più naturale di una zucchina biologica. Per questo, l’eventualità che Emiliano li seguisse nella diaspora erano più remote di un viaggio verso Saturno a piedi.

 La sua appena iniziata Marcia su Roma è avvenuta senza compagni di strada. Per esempio, non c’entra niente il Sud, anche se avrebbe dovuto e potuto esserci. Tutto il Sud è governato dalla sinistra. Ma in tutto il Sud questa sinistra somiglia all’armata Pd appena smembrata. Il lucano Pittella renziano. Il campano De Luca prima renziano ora anti-renziano ma del tipo un uomo solo al comando. Il calabrese Oliverio potenzialmente disponibile ma finora non pervenuto. Il siciliano Crocetta troppo impigliato nei fatti di casa sua per mettere il naso fuori. Infine il sindaco di Napoli, De Magistris, d’amore e d’accordo fra due uomini ciascuno dei quali soffre ogni ombra altrui. Il rischio è che il Sonno delle Regioni generi mostri.

 Eppure metti quanto al Sud sarebbe potuto servire che, annunciando di rimanere nel partito, Emiliano avesse detto: io vengo soprattutto in rappresentanza del Sud da voi tutti finora poco calcolato benché vi abbia dato fior di voti. E da ora parte una nuova stagione di attenzione al Sud che conviene a tutta l’Italia perché farà crescere tutta l’Italia. Sarebbe stato un segno forte anche per non farsi insinuare da dietro che non seguire D’Alema&Bersani fosse una sua scontata convenienza senza troppa nobiltà.

 Ma questo non vuol dire che da ora in poi con Emiliano il Romano non possa avvenire. Il Sud può tornare a essere un progetto e non solo una indicazione geografica. Specie per un politico che il boom di questi giorni lo ha avuto soprattutto in tv e sui giornali. Lui che sfonda il video con una fisicità mica alla Orfini o alla Speranza. Con la voce tuonante da antichi comizi. E con argomenti spicci e trovate che danno sempre un titolo ai giornali. Proprio quei giornali da lui tanto non amati quanto più hanno contribuito a crearne il personaggio. Altrimenti Emiliano non sarebbe Emiliano.

 Ma c’è un particolare: la Puglia. Si conoscono le accuse: trascurata per smanie di ambizione personale. Cui lui ha risposto col cellulare sempre acceso per tutti. E schizzando solitario da un’emergenza neve a un’emergenza Ilva con la leggerezza imprevista di una pallina. Ma i problemi restano. L’Ilva stessa a corto di soldi e verso una vendita che può significare rilancio o affossamento. La Xylella che se ne va per conto suo felice di essere considerata un fatto di natura con cui convivere. La sanità fra campanilismi a difesa dell’ospedale che non si tocca, spesa incontrollabile dei farmaci, ricoveri fuori regione. Per non parlare di quella che avrebbe dovuto essere la madre di tutte le preoccupazioni: il lavoro. Che significa partenza di tanta bella gioventù.

 Con uno dei suoi titoli studiati o involontari, l’Emiliano ha risposto che ora la Puglia potrà andare in automatico, grazie anche a un ticket col vice Nunziante. Ma una Puglia che continui a essere percepita come diversa conviene soprattutto a lui. E lui sa benissimo che la Puglia e il Sud da sempre in attesa sono il suo serbatoio di appoggi congressuali, mica la Toscana dell’esule Rossi. In un partito in cui precedenti provenienze meridionali hanno avuto finora meno valore del quattro di spada.

 Insomma se proprio Emiliano il Romano deve farsi perdonare di guardare più se stesso allo specchio che fuori dalla finestra, l’occasione c’è. Trump ci ha infelicitato la vita col suo “America First”, prima l’America. Emiliano lo faccia pure con la nostra vita se potremo dire di lui che venne un uomo con Puglia First e Sud First nel cuore. Sfondando, se è il caso, non solo il video.