Difendo il Suv è un’utilitaria

9 luglio 2011 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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Non è che uno ce l’abbia con i Suv, quei mezzi camion debordanti nelle nostre città. Magari uno si chiede soltanto perché debbano prendersi spazio doppio al posteggio. Magari uno si chiede perché se ce l’hai davanti non devi vedere più niente e ti devi fidare di lui. Magari uno si chiede perché devi essere costretto a seguirlo buono buono perché non ti conviene distrarti e tamponarlo, a lui gli fai il solletico ma tu finisci dritto all’autodemolizione. Magari uno si chiede perché quando ce l’hai dietro ti deve prendere l’ansia perché lo senti muggire come un toro. Magari uno si chiede perché si deve impossessare di tutta la carreggiata e non puoi superarlo se no ti butta sul marciapiede. Magari uno si chiede perché quelli che stanno a bordo ti guardano in testa con disprezzo, anzi tu devi abbassare gli occhi come si faceva con i re Maia per evitare la decapitazione.
 LE TASSE DEL GOVERNO Non è che uno ce l’abbia con i Suv, quegli altrimenti detti fuoristrada che dovrebbero andare a fare gli Indiana Jones fra le dune del deserto e non nei budelli intasati delle città. Magari uno si chiede soltanto perché tradotti significano “Sport Utility Vehicle”, cioè veicolo utilitario sportivo ma più che utilitarie sembrano carri armati o rimorchiatori. Magari uno si chiede perché li si dice veicoli utilitari ma poi Yahoo Italia answers aggiunge “con elevate prestazioni e finiture da vetture di lusso”. Magari uno si chiede cosa deve pensare della sua Panda se è utilitario il Suv. Magari uno si chiede perché sono così grossi per contenere spesso una sola persona tutta larga. Magari uno si chiede perché debbano avere quattro tubi di scappamento che ti puntano cattivi.
 Ora la manovra finanziaria del governo li ha tassati come auto di lusso, e uno magari non dorme la notte pensando che li definiscono “veicolo utilitario” e teme che prima o poi tassano anche i suoi infradito. Però il governo deve aver deciso che quelli che hanno il Suv vogliono sentirsi ricchi e potenti e quindi, zàcchete, non poteva soltanto tagliare le pensioni di quei ricchi e potenti italiani che sono i pensionati. Insomma anche i ricchi devono piangere un po’ e tutti, sia chiaro, allo stesso livello, Suv e pensionati. E se il pensionato non si compra il Suv, sono cavoli suoi, con tutti quei soldi che prende e potrebbe benissimo permetterselo se non fosse un po’ tirchio. (Ironia).
 La verità è che in questo Paese c’è invidia sociale, a uno piace il Suv perché vuole stare bello comodo e sbruffoneggiare dall’alto, ma gli devono sempre dire addosso. Né vanno a vedere che uno in fondo si prende il Suv e non la Ferrari dove deve stare col culo per terra, poi magari gli prende la lombo-sciatalgia e gliela deve pagare la mutua con i soldi di tutti. E poi uno che si prende il Suv che costa un botto, i soldi li spende e li mette in circolo, mica è come quelli che li portano alle Cayman o a San Marino e tutti a chiedersi come si sono fatto il Maserati se non hanno una lira.
 IL RISCATTO DEI PENSIONATI E comunque, basta con questa ipocrisia. Ogni tempo ha avuto i suoi Suv, anche se si chiamavano in modo diverso. E non è peccato né reato avere il Suv o la barca al club, anche se la barca è un venti metri accessoriato come un superattico. Essenziale è che i pensionati paghino le tasse come i suvisti, pardon, che i suvisti paghino le tasse come i pensionati. E che, se si devono dare i soldi allo spettacolo o ai terremotati dell’Abruzzo, non si carichi sempre di imposte la benzina, che è usata anche dai poveracci che vanno a lavorare con la Panda.
 Poi, ciascuno si attrezzi di “Sport Utility Vehicle” come crede, siamo per fortuna lontani dalle bandiere rosse e dai sol dell’avvenire, abbiamo visto che fine hanno fatto con tutte le loro dittature del proletariato e i loro “morte ai capitalisti”. Anzi la nostra economia ha bisogno di robuste iniezioni di consumo, altrimenti la San Giorgio non si rimette in moto. Né è giusto stare a sindacare se serve proprio un Suv per andare da un angolo all’altro e bloccare il traffico per concordare con l’amico la pizza stasera.
 Finché siamo in democrazia il piacere del Suv è legittimo come quello di chi si tappezza le braccia di tatuaggi o si fa la collezione di Tex Willer. E quanto alla sobrietà e alla misura, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Diciamo solo che sorprende un po’ che si affianchino Suv e pensionati, ma onestamente bisogna anche dire che di questi tempi non stiamo a fare più queste vecchie distinzioni.    
  
 
Non è che uno ce l’abbia con i Suv, quei mezzi camion debordanti nelle nostre città. Magari uno si chiede soltanto perché debbano prendersi spazio doppio al posteggio. Magari uno si chiede perché se ce l’hai davanti non devi vedere più niente e ti devi fidare di lui. Magari uno si chiede perché devi essere costretto a seguirlo buono buono perché non ti conviene distrarti e tamponarlo, a lui gli fai il solletico ma tu finisci dritto all’autodemolizione. Magari uno si chiede perché quando ce l’hai dietro ti deve prendere l’ansia perché lo senti muggire come un toro. Magari uno si chiede perché si deve impossessare di tutta la carreggiata e non puoi superarlo se no ti butta sul marciapiede. Magari uno si chiede perché quelli che stanno a bordo ti guardano in testa con disprezzo, anzi tu devi abbassare gli occhi come si faceva con i re Maia per evitare la decapitazione.
 Da " La Gazzetta del Mezzogiorno" del 9 luglio 2011
 LE TASSE DEL GOVERNO Non è che uno ce l’abbia con i Suv, quegli altrimenti detti fuoristrada che dovrebbero andare a fare gli Indiana Jones fra le dune del deserto e non nei budelli intasati delle città. Magari uno si chiede soltanto perché tradotti significano “Sport Utility Vehicle”, cioè veicolo utilitario sportivo ma più che utilitarie sembrano carri armati o rimorchiatori. Magari uno si chiede perché li si dice veicoli utilitari ma poi Yahoo Italia answers aggiunge “con elevate prestazioni e finiture da vetture di lusso”. Magari uno si chiede cosa deve pensare della sua Panda se è utilitario il Suv. Magari uno si chiede perché sono così grossi per contenere spesso una sola persona tutta larga. Magari uno si chiede perché debbano avere quattro tubi di scappamento che ti puntano cattivi.
 Ora la manovra finanziaria del governo li ha tassati come auto di lusso, e uno magari non dorme la notte pensando che li definiscono “veicolo utilitario” e teme che prima o poi tassano anche i suoi infradito. Però il governo deve aver deciso che quelli che hanno il Suv vogliono sentirsi ricchi e potenti e quindi, zàcchete, non poteva soltanto tagliare le pensioni di quei ricchi e potenti italiani che sono i pensionati. Insomma anche i ricchi devono piangere un po’ e tutti, sia chiaro, allo stesso livello, Suv e pensionati. E se il pensionato non si compra il Suv, sono cavoli suoi, con tutti quei soldi che prende e potrebbe benissimo permetterselo se non fosse un po’ tirchio. (Ironia).
 La verità è che in questo Paese c’è invidia sociale, a uno piace il Suv perché vuole stare bello comodo e sbruffoneggiare dall’alto, ma gli devono sempre dire addosso. Né vanno a vedere che uno in fondo si prende il Suv e non la Ferrari dove deve stare col culo per terra, poi magari gli prende la lombo-sciatalgia e gliela deve pagare la mutua con i soldi di tutti. E poi uno che si prende il Suv che costa un botto, i soldi li spende e li mette in circolo, mica è come quelli che li portano alle Cayman o a San Marino e tutti a chiedersi come si sono fatto il Maserati se non hanno una lira.
 IL RISCATTO DEI PENSIONATI E comunque, basta con questa ipocrisia. Ogni tempo ha avuto i suoi Suv, anche se si chiamavano in modo diverso. E non è peccato né reato avere il Suv o la barca al club, anche se la barca è un venti metri accessoriato come un superattico. Essenziale è che i pensionati paghino le tasse come i suvisti, pardon, che i suvisti paghino le tasse come i pensionati. E che, se si devono dare i soldi allo spettacolo o ai terremotati dell’Abruzzo, non si carichi sempre di imposte la benzina, che è usata anche dai poveracci che vanno a lavorare con la Panda.
 Poi, ciascuno si attrezzi di “Sport Utility Vehicle” come crede, siamo per fortuna lontani dalle bandiere rosse e dai sol dell’avvenire, abbiamo visto che fine hanno fatto con tutte le loro dittature del proletariato e i loro “morte ai capitalisti”. Anzi la nostra economia ha bisogno di robuste iniezioni di consumo, altrimenti la San Giorgio non si rimette in moto. Né è giusto stare a sindacare se serve proprio un Suv per andare da un angolo all’altro e bloccare il traffico per concordare con l’amico la pizza stasera.
 Finché siamo in democrazia il piacere del Suv è legittimo come quello di chi si tappezza le braccia di tatuaggi o si fa la collezione di Tex Willer. E quanto alla sobrietà e alla misura, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Diciamo solo che sorprende un po’ che si affianchino Suv e pensionati, ma onestamente bisogna anche dire che di questi tempi non stiamo a fare più queste vecchie distinzioni.