Il giochino di incolpare il Masaniello di turno

Venerdý 21 aprile 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

La trappola per il Sud. Il sindaco di Napoli, de Magistris, ha istituito uno sportello per denunciare diffamazioni contro la città. Tipo il sindaco di Cantù che recentemente ha definito Napoli <una fogna>. Secondo de Magistris, il pregiudizio e il luogo comune non sono folclore ma fanno danni al Sud sapendo di farli. Pregiudizi e luoghi comuni sul Sud in verità più diffusi delle stelle in un cielo d’estate. Ma iniziativa del controverso de Magistris che ha consentito a qualche solita nota penna settentrionale di ironizzarci su. Parlando di consueto Sud che preferisce gridare al complotto esterno per i suoi problemi invece di prendersela con la sua classe dirigente.

 Niente di nuovo sotto il sole. Vi lamentate perché vi conviene essere vittimisti e non darvi da fare. Che i vittimisti ci siano, è indubbio. Ma non meno di quelli che in tutta Italia perdono la partita e danno la colpa all’arbitro. Anche perché accusandone il Sud, si evita di dover riconoscere che in quanto a classe dirigente, non è che basti varcare il Rubicone per trovare giganti. E si evita di dover riconoscere come e quanto questo Paese ha creato il Sud, altro che il de Magistris di turno.

 Qualche esempio? Tra il 2009 e il 2016 alle università del Sud sono stati tagliati fondi del 19 per cento contro il 12 del Centro Nord. Vittimismo? Magari sistema rapido per far partire i giovani meridionali. Che fra l’altro spendono al Nord in media mille euro al mese ciascuno, alimentando coi loro consumi quel sistema produttivo. E contribuendo a incrementare lo stesso divario che li costringe ad andar via, che crea la fuga dei cervelli. Trappola per il Sud.

 Ormai è noto che 35 dei 46 miliardi dei Patti per il Sud non saranno disponibili prima del 2020, perché i soldi dell’apposito Fondo servono ad altro. Servono per rispettare il Fiscal compact, l’azzeramento del rapporto Deficit/Pil (ricchezza prodotta) entro il 2019, quando secondo l’impegno con l’Europa dovrà arrivare allo 0,2 per cento dall’attuale 2,4. Ma i Patti prevedono che se le Regioni del Sud non avranno speso tutta la loro cifra entro il 2019, dovranno restituire i soldi allo Stato. Sembra una barzelletta. E’ invece un’altra trappola per il Sud.

 Nessuno deve dire (se no è vittimista) che il Jobs Act è stato in gran parte finanziato coi soldi destinati al Sud per ridurre il già detto divario. Ma così i soldi per ridurre la disoccupazione al Sud hanno finito per ridurre la disoccupazione soprattutto al Nord, dove c’è il grosso delle aziende che li hanno utilizzati. Sud che assiste il Nord. Ma il Jobs Act ha funzionato finché l’incentivo ad assumere c’è stato. Ora che lo sgravio riguarda chi fa assunzioni al Sud, si grida allo spreco. Prima utile misura, ora scandalo. Altra trappola per il Sud.

 Questi bonus vari funzionano poco perché un’azienda assume se la sua produzione aumenta, non perché la drogano col metadone. Intanto però la manovra economica appena annunciata taglia la <Visco Sud>, meno tasse per chi investe al Sud: promessa di recupero nel 2018. Ma un’azienda del Sud aumenta la produzione se ci sono le condizioni per farlo. A cominciare da un territorio sul quale l’insufficienza di infrastrutture non le facciano costare tutto di più.

 Detto e (s)fatto. Il nuovo piano per le grandi opere cancella l’alta velocità ferroviaria Salerno-Reggio Calabria. E cancella per ora il Ponte sullo Stretto che è come le nuvole in primavera: vanno e vengono. Poi finanzia un solo altro lotto della statale 106 Jonica, la più pericolosa d’Europa con un morto ogni dieci giorni: il resto è da rivedere. Poi esclude gli aeroporti del Sud dallo sviluppo del traffico cargo, quello delle merci. Poi prevede per i porti del Sud, compreso Bari, il collegamento che incredibilmente manca a ferrovia e autostrade. Ma intanto Taranto è rimasta senza traffico di trasbordo dopo l’addio di Evergreen, e Gioia Tauro dopo l’addio di Maersk.

 Ultime notizie. Ora si prevede l’assegno mensile per i poveri, che per i due terzi dei 7 milioni appena conteggiati sono al Sud. La speranza è che non vada a finire come in un recente passato, quando di fronte all’ipotesi di un sostegno sociale, l’Istat con un abracadabra fece sparire un milione di poveri del Sud attribuendoli al Nord.

 Il Sud è diventato Sud anche grazie a una serie infinita di queste decisioni. Tutte trappole che hanno fatto aumentare non diminuire il divario. Ma il giochino è trovare sempre una classe dirigente meridionale da colpevolizzare. Ora mettiamo che de Magistris sia davvero un incrocio fra Mao e il fratello narciso di Masaniello, come la citata solita nota penna settentrionale ha scritto. Ma la domanda è se tali note penne sappiano tutto il resto. Perché se lo sanno, sono omertosi. Se non lo sanno, sono superficiali. Lasciando spazio al più comodo pregiudizio. E accusando di vittimismo chi scopre il trucco e non porge più l’altra guancia.