Non sono bambini sono elefantini

Sabato 6 maggio 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

Si fa presto a dire capriola. Non quelle dei calciatori sudamericani dopo un gol, che sembrano più pupazzi a molla che cristiani. Ma quelle che un tempo facevano i bambini sul letto e che ora non sanno fare più. Quelle che tu temevi che si spezzassero l’osso del collo e invece loro se la ridevano come assassini. Ora, arrivati a dieci anni, sono una via di mezzo fra Paperissima e Fantozzi. Agili come sacchi e scattanti come elefantini. E non è che non sappiano più fare solo la capriola. Magari non sanno neanche arrampicarsi su quella pur odiosissima pertica delle vecchie palestre scolastiche. O sulla corda come i marines. Perché non si sono mai arrampicati neanche su un albero, se mai ne hanno conosciuto uno. I nostri figli o nipoti sono i più sedentari e meno sportivi d’Europa.

 ADDIO CORSE E BICI Scena su una piazza cittadina. Una bellissima macchinina Audi 7 sgomma fra i piedi degli astanti. Che bello che bello rivolto all’ignaro <pizz’e core>. Il quale per la verità ha la stessa espressione gioiosa di una veglia funebre. E si capisce, povera anima. Chi si diverte come un citrullo è il papà che sta guidando il prototipo con un mouse a distanza, mentre il piccolo immobilizzato al volante si sta chiedendo perché gliene doveva toccare uno scemo così. E perché non può correre felice di qua e di là sapendo noi tutti che la prima cosa che vogliono fare i bambini è correre e correre. Fra il sudario di terrore dei loro moderni genitori che non saprebbero mai cosa fare in caso non apocalittico di caduta e bernoccolo.

 Il fatto è che sono scomparsi i giochi di strada, quelli che quando li facevamo sembravamo tutti delinquenti. <Uno monta la luna> e si imparava a saltare la cavallina umana fra crolli collettivi che neanche i viadotti delle autostrade. Interminabili partite di rametta fra un pozzetto della fognatura e l’altro. E sono scomparsi i giochi di cortile per la pura e semplice scomparsa della materia prima: i cortili. Come sono quasi scomparse le parrocchie che non è che possano fare i miracoli pur essendo parrocchie. E parchi e giardini che si spera abbiano resistito all’ultima bravata dei vandali.

 Oggi tanti bambini ormai non più bambini non sanno andare in bici, anche perché nessuno gli è mai stato dietro dietro nel caso tragico di un ginocchio sbucciato che un tempo era una medaglia d’onore al merito civile. E quanto all’educazione fisica, nessuna delle settimanali riforme della scuola l’ha mai introdotta alle elementari per non correre il rischio che i ciccini ci tornassero a casa sudati. L’unica attività fisica curriculare (come dicono loro) è lo zaino di quattro chili sulle spalle, proprio quello unanimemente riconosciuto come sistema rapido verso la scogliosi.

 MERENDINE DIABETICHE Si lamenta che sei quindicenni su dieci non hanno nei muscoli un grammo di forza fisica, neanche se gli diamo spinaci come Bracciodiferro. E dopo pochi minuti in piedi devono sedersi perché sono stanchi. Né ci capita più di sentirli schiamazzare su e giù per le scale dei condomini, neanche nel giorno di Halloween quando vanno a bussare per il dolcetto o lo scherzetto senza sapere perché (non più di quanto lo sappiano i genitori che li istigano). Solo ascensore. E se per la merenda a scuola provi a piazzargli, chessò, una mela invece che una merendina diabetica di grassi saturi e zuccheri, i compagnucci di classe li bullizzano e gli viene il trauma da dieta mediterranea. Così oltre che sedentari sono i più obesi d’Europa, questo per rispondere a quelli secondo i quali gli italiani sono sempre ultimi in tutto. Gufi.

 Per fortuna nessuno s’azzarda più a scuola a fargli saltare l’ora di ginnastica se si comportano male. E non per il valore attribuito all’ora di ginnastica, ma per quello attribuito alla puntale imbufalita sommossa dei genitori per la serie <come si sono permessi>. Passano, i nostri bambini supertecnologici, un paio di ore al giorno col cellulare alla mano, o al computer, o al videogame, per i quali la forza necessaria si racchiude nel giro di indice e pollice. E quando sono proprio stanchi, stravaccati davanti alla tv. E poi dicono che non hanno le baby sitter. Un libro da leggere? Non li vorremo proprio stressare.

 In una scuola media del Mantovano hanno fatto uno di quegli esperimenti che sono davvero da oscurantismo medievale. Due giorni senza cellulare, pensa tu la crudeltà mentale. Per vedere come reagivano i ragazzi, se non finiva a suicidio collettivo come le balene. Sono per fortuna sopravvissuti alla cura Mengele, il medico dei nazisti. Molti si sono sentiti persi, molti annoiati, alcuni hanno avuto la sensazione di vivere come i vecchi, altri si sono scoperti più liberi (recuperando però a prova appena conclusa l’oggetto della loro prigionia). Non si sa se qualcuno se ne è andato a schizzare nel vento, ma metti che gli prendeva la tosse il lattuccio caldo chi glielo dava?