Ecco l’Italia troppo potente

Sabato 23 luglio 2011 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

Di recente si sono aumentati lo stipendio di 1135 euro al mese, con voto unanime e alla chetichella. Il loro stipendio base è di 10 mila euro al mese, più ogni mese oltre 4 mila per il segretario-portaborsa (spesso un familiare), rimborso affitto 3 mila euro, indennità di carica fino a circa 6500 esentasse, compensi a parte per la presenza nelle commissioni. Gratis cellulare, tessere di cinema teatro bus metro autostrada treno aereo, piscine e palestre, cliniche, assicurazione infortuni. Non si sa se in dotazione sono previsti anche i portatessere per portarsi appresso tutte queste tessere. Inoltre ristorante a prezzo di mancia. Pensione dopo 35 mesi (i cittadini normali dopo 35 anni), possono cumulare cariche stipendi pensioni. In base alle ultime rilevazioni, lavorano non più di tre giorni a settimana.
 I PRIVILEGI DEI POLITICI Incassano poi in media 100 mila euro a testa per rimborso spese elettorali, nonostante un referendum abbia abolito il finanziamento pubblico ai partiti (ma è bastato appunto cambiargli il nome). Tutti gli ex di qualcosa ne conservano in gran parte i privilegi (esempio Irene Pivetti, che ora fa la conduttrice televisiva ma è stata presidente del parlamento per la Lega Nord e ha ancòra a disposizione ufficio, segretaria, auto blu e scorta). Si è calcolato che la sola Camera dei deputati costa al cittadino 2215 euro al minuto, perché bisogna aggiungerci anche i superstipendi di commessi e dintorni.
 Questa la Casta parlamentare. Ma ci sono in Italia oltre 8 mila Comuni, 110 Province, 20 Regioni. Molti Comuni sono così piccoli e così attaccati che senza un cartello non si capirebbe quando si passa dall’uno all’altro. Ma ciascuno ha un suo sindaco, un vice sindaco, assessori, consiglieri comunali, un direttore generale, dipendenti, servizi propri (dal trasporto all’igiene) a poche centinaia di metri dai servizi dell’altro Comune. Metterli insieme? Qualcuno lo fa, ma non vorremo compromettere l’autonomia e l’identità di ciascun Comune.
 Quanto alle Province, tutti dicono di volerle abolire, ma bocciando la mozione di qualche settimana fa non lo hanno fatto. E perché le Regioni, le Province, i Comuni devono avere l’attuale numero di consiglieri e assessori, non ne bastano, diciamo, la metà? E non basta la metà dei parlamentari? (Come la proposta costituzionale del ministro Calderoli vorrebbe ora fare ma non se ne farà niente perché mancherà il tempo e allora la proposta è un po’ così).
 E poi, tutto sommato, visto che si va a vedere sempre l’erba dell’altro, si vogliono abolire le Province ma resta la pletora dei consorzi (bonifica, sviluppo, per la difesa della lucertola trinariciuta), degli enti gestionali, dei Gal, delle Asi, degli ambiti territoriali ottimali, delle Comunità montane, delle aziende e società partecipate dagli enti pubblici (tutte con corposi consigli di amministrazione a gettone invece che con molto più funzionali amministratori unici). E certe città (un caso anche in Puglia) che dichiarano di aver raggiunto i 100 mila abitanti per far scattare in su i compensi di tutti i loro rappresentanti? E la nuova provincia pugliese Bat che ha tre capoluoghi a ciascuno dei quali spettano i compensi delle città capoluogo?
 L’IMMANE COSTO DELLO STATO Ma siccome si deve guardare l’erba del vicino, questo è un Paese con quattro Polizie spesso in confusione fra loro, oltre 10 Authority che dovrebbero vegliare sul rispetto di certe leggi (ma non basta la magistratura?), Tar, Consiglio di Stato, le Questure, le Prefetture, decine di ospedali inutili, decine di tribunali inutili che invece di sveltire rallentano ancor più i tempi della giustizia, decine di aeroporti inutili, decine di università inutili, migliaia di enti inutili. Spesso gli assessorati regionali (come in Puglia) sono affiancati da agenzie che svolgono i compiti degli assessorati e sono il mezzo per assumere gente aggirando il patto di stabilità. E si finanzia di tutto, dagli spettacoli, allo sport, ai sindacati, alle feste anche se ci si lamenta sempre dei tagli.
 Al vertice di questa montagna di spesa ci sono i potenti. Non solo quelli che estorcono Ferrari e soggiorni sei stelle a New York alle loro vittime. Quelli che passano consulenze, lavori pubblici, nomine agli amici. Ma anche quelli che sfrecciano a 200 all’ora con le loro auto oscurate e col faretto sopra. E quelli dall’aria di mammasantissima cui bisogna baciare la mano. Senza capire che quando la gente dice basta, allora è basta e l’aria si fa amara davvero.