Si chiama estate si legge prigione

Sabato 22 luglio 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Prohibited. Interdit. Verboten. No permitido. Così <vietato> in inglese, francese, tedesco, spagnolo. Stiamo vivendo l’estate più vietata della storia. Una nota scrittrice barese scrive su Facebook le cose che sapeva fare da bambina: acchiappare farfalle; accendere falò; saltare cento volte con la corda; preparare una lenza; pescare le pelose; arrampicarsi sugli alberi; arricciare i polipetti; mangiare salipc vivi; costruire un aquilone e una fionda; scavalcare cancelli chiusi. Non dice catturare lucertole né suonare campanelli e scappare. I bambini di oggi non potrebbero fare nemmeno la metà di questo campionario. Non potrebbero acchiappare farfalle perché protette. Né accendere falò perché ci pensano i delinquenti. Né arrampicarsi sugli alberi perché in città non ce ne sono più. Meno che mai costruire una fionda causa misure di sicurezza per l’Isis.

 VIETATO TUTTO Il fatto è che siamo nell’estate non solo più vietata e più impaurita della storia, ma nell’estate più cafona della storia. Ciò che ha istigato il moralismo di un’Italia del tutto immorale. In prima linea i sindaci che hanno disseminato le loro città più di cartelli di divieti che, chessò, di bidoni per la spazzatura o di parcheggi per le auto. E hanno emesso più ordinanze di minacce che parole di benvenuto ai turisti. Anche in Puglia, ancorché sia vero che l’estate è la stagione in cui si dà ovunque il peggio di sé.

 Qualche cenno? A Fasano vietati fornelli da campo e tavolate in spiaggia che neanche una festa di matrimonio. Stessa abitudine nelle calette di Polignano a Mare dove spuntano accampamenti tipo tribù Cheyenne. A Gallipoli foglio immediato di via in caso di schiamazzi (senza indicazione di decibel, immagina i ricorsi al Tar). A Lecce niente alcolici nei market dopo le 22 e nei pub dopo le 3 quando la festa è appena cominciata e non è che possano sballarsi ad acqua minerale. A Ostuni niente pass per auto nel centro storico anche perché se in quei budelli si incastra un’auto ci vuole la Protezione civile. Fra i lidi La Barchetta e Sporting di Castellaneta Marina fino al 15 agosto niente suoni e rumori a terra (quindi bocce e tennis) né sdraio e ombrelloni dopo il tramonto per non disturbare le tartarughe Caretta Caretta che proprio lì dovevano deporre le uova (sanzioni da 25 a 500 euro mai applicate a difesa di umani).

 Ancòra. A Ortanova (Foggia) cittadini tenetevi i rifiuti in casa, causa contenzioso fra il Comune e l’azienda che dovrebbe raccoglierli. Ideale con questo caldo. A Porto Cesareo caccia aperta a chi lascia in strada mobili o televisori vecchi (finora nessuno ne ha lasciati di nuovi). Dario Vergassola, comico ligure ma pugliese di adozione testimonia di sacchetti della spazzatura lanciati dai finestrini delle auto, ma assicura che avviene anche dalle sue parti, perché sai la gente ha fretta. A Potenza non consentito sostare (in auto o a piedi) in zona prostitute, pena 500 euro di multa che sono lo stipendio di un co.co.pro.

 TURISMO VILLANO A Fossò (Venezia) divieto ad hoc per un bastardo cane di grossa taglia che scappa dal suo giardino e va a mordere le ruote delle auto in sosta che sarebbero saporite. A Pisa vendita di birre d’asporto solo calde contro la movida (partita la prima denuncia per crudeltà mentale). A Cesena niente paludi di acqua stagnante in casa e niente erba troppo alta contro la zanzara-tigre (verso la quale è consentita ogni forma di genocidio). A Sarno (Salerno) dal 1° giugno al 30 settembre i defunti onorateveli come volete ma non con fiori freschi che poi marciscono e sono cavoli. Roba di routine le fontane proibite ovunque e per ogni categoria di piedi a panzerotto. A Rimini arenili chiusi di notte perché il sesso andatevelo a fare nei letti vostri. A Budoni, zona Costa Smeralda, chi si mette in borsa sabbia, ghiaia, ciottoli risponde di furto e non di collezionismo. In Romagna ombrelloni a due metri uno dall’altro per evitare di farsi i fatti altrui (tre metri in Sardegna, due e mezzo in Puglia). E sui lidi di Forte dei Marmi cieli preclusi ai droni che ti ronzano sulla testa e vanno sùbito a riferire su Facebook che vi mettete le dita nel naso. A Firenze marciapiedi bagnati anti-bivacco (si studia se metterci colla). Risciò sotto tiro ovunque (sarebbero più molesti di un Suv).

 Li abbiamo voluti, i turisti, e ora ce li teniamo. Sono in numero direttamente proporzionale ai divieti. E viceversa. E’ vero, il turista spesso fa come se fosse a casa sua, e in un Paese tanto ordinato e ligio alle regole come l’Italia non si fa. A un festival letterario di Albissola, Ponente ligure, gli applausi agli autori disturbavano la signora del balcone di sopra. Allora hanno scritto <Applausi> su centinaia di fogli e li hanno alzati ogni volta invece di battere le mani. Applausi silenziosi. A conferma che non c’è da noi tragedia che non si trasformi in farsa.