Zero in condotta al matrimonio vip

Sabato 2 settembre 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Diseducativo. Non per fare i moralisti, ma questo matrimonio da 25 milioni di dollari in Puglia, qualcosa bisogna pur dirla a questi ragazzi. Perché se li viziano così ora che lei ha 21 anni e lui 19, quando saranno più grandi cosa faranno? Non ci vogliamo neanche pensare al primo anniversario di nozze, lo sai com’è. Se non fai qualcosa all’altezza del ricordo e del filmino, sarebbe presto per dire <non mi ama più>, ma insomma. E per fortuna ci vogliono almeno due anni per passare alla fase, diciamo, più realistica del rapporto di coppia. Tipo che se prima lei Renée diceva al suo Jeff, <caro, mi aiuti a portare i detersivi?> al secondo anno diventa, <mo’, a questo non lo smuovono neanche le cannonate>. Evoluzione della specie.

 DA NEW YORK IN PUGLIA Per fortuna le nozze del secolo (finché non ci sarà chi spenderà 26 milioni di dollari) smentiscono un pregiudizio, di quelli che Einstein diceva che è più facile frantumare un atomo che un pregiudizio. Gli ebrei non sono tirchi, visto che ebree sono le famiglie dei novelli sposi. Magari se non erano ebree spendevano 30 milioni, ma lo stiamo dicendo che non bisogna viziare i ragazzi. E francamente non è che potevano svenarsi visto che il padre della sposa è solo il 522mo più ricco al mondo, mica poteva andare a rubare a san Nicola. Dice: più ricco di Trump, del quale era compagno di università (ciò che smentirebbe anche che Trump non possa avere più della quinta elementare). Ma la verità è che rispetto a un Bill Gates, tutti due possono chiedere <uno monetino> davanti alla chiesa.

 E poi, lasciamo perdere la spesa, se no pare che è la gelosia. Perché si sa com’è coi matrimoni, anche il 522mo più povero al mondo vuole fare la figura sua. Anzi, meno male che meno si sposano più spendono. Altrimenti neanche quel Pil avevamo, perché non c’è nulla che faccia campare un po’ di gente come un matrimonio. E poi il matrimonio è come Natale. Per tutto l’anno puoi fare finta, ti puoi mettere la pelliccia ecologica e dire che sei una animalista, ma a Natale e al matrimonio la guerra è guerra. Bisogna sparare, non si può perdere la faccia.

 Poi tutti sappiamo cosa questa Sutton e questo Cohen hanno combinato, ché già alla promessa nel marzo scorso a New York tutti hanno detto, figuriamoci quando si sposano. Non per criticare, ma un menù di venti pagine ci piacerebbe vedere che hanno scritto, magari per dire che gli davano la burrata hanno fatto la storia di tutta la razza loro delle mucche di Puglia. O come la cucina francese, che ci mette quattro righe per descrivere un piatto e poi vedi che è un carciofo ripieno. E poi, come diceva Oronzo Pugliese quando con i suoi bidoni doveva affrontare la Juventus, undici sono loro e undici siamo noi. Uno stomaco tengono i ricchi e uno i pezzenti, anche se i ricchi poi hanno il Maalox. Con venti pagine di menù e cento portate anche Totò non avrebbe avuto più tasche per i vermicelli. E Ugo Tognazzi sarebbe diventato una mongolfiera.

 MEZZANOTTE ALLA ZALONE Ovviamente nonostante la massima riservatezza, quei pettegoli dei giornali hanno scritto anche più di quanto sulla loro festa immaginassero gli sposi stessi, che pare abbiano preso appunti per le seconde nozze dopo il divorzio. Non ci sono state conferme, ma si vocifera che il mare si sia aperto quando i due sono arrivati più innamorati di Leonardo Di Caprio e Kate Winslet in <Titanic>, anche se quella era una tragedia e il paragone è proprio scemo. Ma è stato ufficialmente escluso che ci fosse Mosè. E non ne parliamo di come si sono combinate le invitate, roba che la Notte degli Oscar di Hollywood sembrava la festa della parrocchia. Le avesse prese uno starnuto per l’umidità di Santo Stefano a Monopoli, il fazzoletto era di Dolce&Gabbana.

 E poi un castello tutto per loro. Un cocktail di benvenuto per ciascuno dei 450 ospiti (onestamente non granché, visto che erano 400 anche al compleanno della moglie del senatore Cassano a Rosa Marina). Requisito tutto il raccolto pugliese di olive di quest’anno per mettere l’olivetta nel Martini degli invitati. Non si hanno notizie di trenini nei balli fra una portata e l’altra, ma nel caso non sanno cosa si sono perso. Solo illazioni sullo spaghetto aglio e olio di mezzanotte alla Checco Zalone. Mobilitati tutti i resort più esclusivi della zona, e pare che a Briatore gli sia preso un coccolone, lui con i suoi miserabili ricchi che in una sera spendono solo 25mila euro.

 Poche informazioni sulla torta, se no si arrabbia Emiliano che dice di farci i fatti nostri. Nessuna conferma che fosse tempestata di diamanti di Tiffany che sembravano cioccolatini. Anche il viaggio di nozze top secret. Qui onestamente col rischio di una perdita di punti, dato che ora anche una coppia Catacchio qualsiasi si fa due settimane in Polinesia. Perché purtroppo questa è la situazione, che questi maledetti poveri se ne approfittano perché sono in tanti.