Supercibi degli dei fatti una mangiata

Sabato 11 novembre 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Poi dice che uno si mangia un comodino. E non perché abbia litigato con la suocera, alternativa gastronomica al folle che in Texas per lo stesso motivo ha ammazzato 27 persone in una chiesa. Né uno si mangia un comodino perché la sua squadra ha sbagliato il rigore. O perché al Superenalotto da 60 milioni lui aveva puntato sul 3 ed è uscito il 4. O perché ha perso il treno per cinque secondi. Uno si mangia il comodino a pranzo o a cena come potrebbe mangiare riso e lenticchie o pasta e cavoli. Essenziale che il comodino sia di bambù. Perché è più arretrato di una giacca di Fabio Fazio uno che ritenesse il bambù ancòra e solo una pianta ornamentale per la villa a Rosa Marina.

  LO SQUISITO BAMBU’ Ormai si può comprare bambù in vasetto nelle erboristerie o su Internet. Perché anche il bambù è uno di quei nuovi cibi ricercati non soltanto da qualche vegano quaresimale o da qualche reduce da un digiuno alla Pannella. Supercibo, anzi <superfood> all’inglese. Germogli sott’olio, o crema spalmabile. Ma anche bambù spadellato con altre verdure, o infuso in acqua per preparare tisane o insaporire i dolci. Buono con i funghi, una figata autunnale. Non esclusi grissini, biscotti, pane e crackers. E perché, delle formaggelle aromatizzate con le sue foglie, non ne vogliamo parlare? E con i risotti? Arrivano anche cotolette e hamburger bambutizzati. Anzi ora stanno preparando il panettone col bambù candito, possibile idea per Natale visto che non sappiamo mai cosa regalare. Tanto se non gli piace se lo riciclano.

 Ipocalorico, ricco di proteine e di fibre, di sali minerali e di vitamine, questo bambù sarebbe perfetto se contenesse anche lamine d’oro estraibili. Ma in compenso è un pieno di sostanze che riducono il colesterolo, quello cattivo più pericoloso dell’atomica nordcoreana di Kim Jong-un. Ovvio che ci siano sempre i guastafeste, secondo i quali non è che abbia più valori nutritivi dei legumi e della carne, solo magari meno grassi. Ma si sa che anche su Cristoforo Colombo hanno ora da ridire, eppure ha scoperto l’America. E poi lo starebbero adottando anche gli chef, quelli stellati che, più che cuochi, si credono Gesù Cristo.

 Se qualcuno a questo punto è già sazio di bambù, basta dirlo. Per la gentile clientela il menù prevede anche piatti di semi di chia direttamente dal Messico e dal Guatemala, ottimi contro gli zuccheri nel sangue e per la digestione. Oppure bacche di acaj, roba sempre del Centro America e delle quali i resoconti dei viaggiatori decantavano la capacità di infondere coraggio e forza, prima che scoprissero gli spinaci di Bracciodiferro. O bacche rosse di Goji, una cineseria che ora si troverebbe anche dal fruttivendolo sotto casa, antiossidanti capaci di far fuori i radicali liberi che altrimenti farebbero fuori noi. Ritorno in America del Sud con la polvere di Maca, anzi agli Inca, quelli che gli amici del sunnominato Colombo sterminarono con la croce in una mano e l’oro rubato nell’altra. Detta anche Ginseng del Perù, una pacchia per l’energia agli sportivi e per le prestazioni sul letto. E poi aglio nero. E kamut. E soia, che è il nuovo prezzemolo per ogni minestra, visto che ce la ritroviamo ovunque, magari anche per farci passare il raffreddore.

 ALTRO CHE RAGU’ Il fatto è che, se non sono strani, non se li fila nessuno. A cominciare dal nome, vince chi ce l’ha più mitico e incomprensibile, meno se ne capisce più funziona. E lorsignori permettano, aggiungendoci una porzione di esotismo, mica è roba che può arrivare da Minervino Murge manco fossero cicorielle selvatiche. Meno imbonimento ma non meno attributi ha un supercibo, pardon <superfood>, nostrano come la canapa, non quella indiana che serve a farti andare di testa. Passare per esempio da Conversano, dove un gruppo di giovani l’ha sdoganata non solo per farci panchine da giardino condominiale o addirittura nuove case. Ma anche pasta da leccarsi i denti col ragù di mamma, altro che comodini al bambù. E taralli e biscotti alla grande. E senza supercuochi superchic o superchoc da prima serata tv.

 Ché poi, se dobbiamo dirla tutta, c’è sempre la spirulina, che sembra un gioco di bambini ma è un altro cibo degli dei e del futuro, con tanta Puglia dentro quanto l’Africa dove la scoprirono i ragazzi di Grumo Appula che ora l’hanno lanciata. Micro-alga che sembra avercele tutte lei, a cominciare dal 65 per cento di proteine (la carne 20 per cento). E Omega 3 e altri antiossidanti sempre per campare più a lungo. E 45 volte il ferro dei sopradetti spinaci. E 35 volte il betacortene delle carote, 10 volte il calcio del latte. Aggiungici difese immunitarie e controllo del peso. Con tanto di pasta alla spirulina. E ora stanno lavorando per noi anche a una birra, oltre che a un miele e a un succo, come? Ma energetico.

  Avvertenze per gli scettici: fatevi gli ultimi spaghetti aglio e olio finché siete in tempo.