E tu,maschietto sei molestatore?

Sabato 18 novembre 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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La <soap opera> di maggior successo mai girata e proiettata in tv. Neanche un boss di Hollywood come il bavoso Harvey Weinstein sarebbe stato capace di idearla come sta venendo fuori dalla vita. Da quando due tosti giornali americani hanno rivelato al mondo il suo vizietto dei pedaggi sessuali fatti pagare alle attrici dei suoi film. Dopo di che non si è salvato nessuno dalla scoperta dell’acqua calda, da come molti uomini di potere abusano del loro potere. E non da oggi cinematograficamente parlando, se è vero che il libro <Il sofà del produttore> è del 1991.  E se è vero che il famoso Darryl F. Zanuck già negli anni ’40 si faceva portare ogni pomeriggio una ragazza diversa nel suo ufficio con la promessa di un contratto. E se è vero che Marylin Monroe confermava: <Loro volevano assaggiare la mercanzia>.  La stessa accusa fatta da Clarissa Marchese, ex Miss Italia, al regista romano Fausto Brizzi: <Dai, spogliati, per farti lavorare devo potermi fidare di te>.

 PEDAGGIO SESSUALE Da allora non si sta salvando più nessuno dall’ondata tanto puritana quanto ipocrita. Con qualche comicità da far invidia a uno Zalone. Il cinepanettone di Brizzi che esce senza il suo nome, primo caso al mondo di film anonimo. Kevin Spacey sostituito da un altro in un film già girato e già in promozione con la sua faccia. Vengono fuori sporcaccioni ovunque: all’Onu, all’Unione europea, a Wall Street, nel calcio, nella moda, nelle università, nel teatro, nelle bocciofile, nelle sacrestie. In Inghilterra un ministro si dimette e un altro si suicida. Senza dimenticare né il presidente Trump né il suo collega Clinton con la stagista Monica Lewinsky. Si diffondono allarmi: <Non entrate in ascensore con XXX>, <attente a YYY alla conferenza>. La multinazionale Trip Advisor annuncia che segnalerà gli alberghi e i b&b nei quali si sarebbero consumate violenze sessuali. E ogni giorno sono nuovi nomi in un clima da stadio.

 Il fatto è che tutti sapevano e nessuno diceva. Certo, ci sono le mitomani. Certo, c’è chi cerca il suo quarto d’ora di celebrità. Certo, ci sono le furbe. Certo, ci sono vendette. Anche da parte di quegli uomini molestati a loro volta da altri uomini. Ma nessuno può dire di non aver mai saputo o perlomeno immaginato di quanto fosse schifoso l’abuso porcaiolo di chi poteva disporre del futuro altrui e ne approfittava. E di quante carriere si siano fondate su un’umiliazione e quante siano state stroncate per non accettarla. E non è né un’accusa né un’assoluzione per nessuna quanto lo sunnominata Marylin aggiungeva con molto cinismo: <Se dicevi no, ce n’erano altre venticinque disposte a dire sì. Non era un dramma>. Non proprio così, vista la sua stessa fine.

 ESAME DI COSCIENZA Né, diciamolo, l’umanità è stata mai granché diversa. Solo che, dai, erano altri tempi. Solo che ci voleva chi togliesse il tappo. L’Asia Argento immolata e lapidata. Altrimenti già, per esempio, il libro <Cuore> non avrebbe dovuto chiamarsi <Cuore> visto che Edmondo De Amicis pestava la moglie. E tre premi Oscar avrebbero dovuto essere tolti a Clark Gable che stuprò Loretta Young. Anzi, sapete che facciamo? Facciamo come il giunco che abbassa la testa per fare passare la piena. Perché con quel ceffo di Winstein il capro espiatorio lo abbiamo trovato. E così nessun maschietto si deve porre il problema, per carità, di aver taciuto pur sapendo ciò che le loro colleghe avevano dovuto fare per non perdere dignità e autostima. Tipo Brad Pitt già star (quindi potente) quando la sua fidanzata Gwyneth Paltrow a 21 anni fu convocata in quella stanza d’albergo. O Matt Damon che si vide convocata la moglie. O Meryl Streep pur così combattiva, Mamma mia. Mentre Russell Crowe si preoccupava di far insabbiare un’inchiesta giornalistica invece di istigarla. Però di quello lì erano tutti amici, e film e interpreti li decideva lui. Insomma complici invece che indignati. Codardi invece che combattivi. Opportunisti invece che antagonisti.

 E’ anche figlio di questa viltà chi oggi dice che la si sta facendo grossa. E che magari chi parla chissà perché lo fa. E dopo tanto tempo, poi. Anche se purtroppo l’ondata rischia appunto l’effetto <soap opera>, la realtà rischia di diventare fiction. E il numero non aiuta, più se ne sentono più rischiano di non essere credibili dopo tanta morbosità. Ma mai che il signor maschietto si interroghi se sia giusto che il suo eros debba coincidere per forza con l’umiliazione altrui. Con la sopraffazione. Tu che leggi, lo fai? Noi lo facciamo? Altrimenti avrebbero ragione gli islamici che vedono il corpo femminile solo come possibile provocazione nei confronti degli uomini e non come diritto di esistere indipendentemente da loro. Intanto in Italia almeno una donna su tre ha subìto un ricatto sessuale, che non è un precisamente una  galanteria. E zero denunce, dovessero pure essere costrette a vergognarsene.