Al di sotto dei propri sogni e bisogni

Venerdì 24 novembre 2017 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

In nome della Repubblica italiana la proclamo dottore. Ma in nome delle abitudini pugliesi preferisco ignorarla. Perché le imprese locali prendono soltanto un laureato su dieci assunti. Non solo un dato basso, ma più basso anche di altre regioni meridionali come la Campania. Ecco perché ti capita di vedere il padre di una ragazza appena cinta d’alloro all’università di Bari e sentirgli dire: ora andrà via. Se non se ne era andata prima. E tranne che non accetti un impiego che con i suoi studi e col suo titolo c’entra come Renzi con D’Alema. La chiamiamo fuga dei cervelli, bisognerebbe chiamarla <voi al mio posto cosa fareste?>.

 Quindi non solo il poco lavoro che c’è, ma anche quello che ti offrono. Secondo Bankitalia dipenderebbe da chi quelle assunzioni le fa. Nel senso che sono aziende a media-bassa tecnologia. Che non chiedono molta conoscenza.  Che sono troppo piccole o del settore delle costruzioni. Ma purtroppo dipende anche da ciò che tutti sanno e pochi ammettono: il laureato lo devi pagare da laureato. Quindi lo scegli se proprio non ne puoi fare a meno. Altrimenti ne fai a meno. Sapendo comunque che, se in Puglia si eccede, non è che il resto d’Italia sia un paradiso.

 Per un giovane su quattro il lavoro è lavoro a termine o part-time (ottenuto grazie soprattutto a parenti e amici). Ancòra. Il 70 per cento delle proposte del programma governativo <Garanzia giovani> sono tirocini. Il lavoro insomma starà tornando, ma bisogna vedere quale. E, soprattutto, nessuno è più disposto a pagarlo quanto si deve. Un po’ per necessità, un po’ per speculazione. Il fenomeno delle <buste-piaga>.

Così dal 2015 al 2016 la Puglia ha perso quasi 7 mila residenti, in gran parte giovani. E in buona parte laureati o diplomati. E se continua così nel 2065 la regione avrà un milione di abitanti in meno. Il 2065 è troppo lontano perché qualcuno se ne stia a preoccupare, soprattutto ora che il futuro non va oltre domani. Ma la lenta erosione sottrae il ricambio della classe dirigente della cui qualità stiamo sempre a lamentarci. Sarebbe ingeneroso ritenere che restino i peggiori, perché chi rimane e ce la fa è tutt’altro che peggiore. Ma un po’ di ingegneri, di medici, di architetti, di informatici, di ricercatori farebbero comodo a tutti. Dato anche che alla Puglia costano e poi li si regala agli altri chiavi in mano. E costano ancòra di più se vanno direttamente a studiare altrove.

 Ma per chi non lo vuole capire, il Sud non è un’Italia diversa bensì un’Italia più esagerata. Visto che in Italia solo il 2 per cento degli studenti universitari riceve borse di studio, e figuriamoci il Sud. E visto che da tutta l’Italia, e non solo dal Sud, l’anno scorso se ne sono andati all’estero in più di centomila. E visto che questo è un male oscuro europeo, soprattutto dell’Europa di mezzo dei Paesi ex comunisti, dai quali l’esodo soprattutto verso Germania e Stati Uniti è inarrestabile. Tanto da far dire che partono i giovani e restano i nazionalismi. Forma miope per difendere la propria piccola patria da un Annibale alle porte. Che poi è sempre l’eccesso di globalizzazione, specie se arricchisce solo la Cina.

 E’ la <classe disagiata> della quale parla un recente fortunato (nostro malgrado) libro. Lo stagista che paga per lavorare e il precario in coda per il nuovo smartphone a rate. E su tutto la frustrazione di una generazione che vive al di sotto dei propri sogni. Sedotti e declassati dopo essere stati incoraggiati ad avere aspettative giuste ma ora irrealizzabili. Per avere un’idea dell’aria che tira basta vedere quella nuova categoria sociale che va sotto il nome non entusiasmante di bamboccioni. Quelli cioè che fra i 20 e i 34 anni continuano a vivere con mamma e papà.

  Abbiamo suonato la grancassa perché per la prima volta in otto anni il loro numero è calato (dal 67,3 al 66 per cento, pensa tu).Come se il 66 per cento non  fosse niente. Perché, nonostante l’esodo visto, tre su cinque non sono disposti ad andare lontano da casa a cercare un’occupazione dato che non possono permettersi la casa propria senza appunto uno straccio di occupazione. E bamboccioni che sono più bamboccioni soprattutto al Centro Nord, anche se tutto farebbe immaginare il contrario nel Sud di genitori e nonni. La famiglia nella quale se c’è da mangiare per due, c’è da mangiare anche per tre. Ma lassù i fitti costano di più. E da soli sarebbero meno capaci di vivere di sacrifici essendone meno abituati.

 L’Italia è tornata a crescere dopo sette anni di crisi. Però cresce come sempre metà rispetto al resto d’Europa così come il Sud cresce metà rispetto al resto d’Italia. I ragazzi fuggono pur non volendolo ma la maggior parte restano a casa volendolo. Sono i militi ignoti di un’epoca. E mentre si discute stancamente su cosa fare per loro, per ora il laureato in architettura fa il  custode al museo.