Ragų di grillo e brodo di vermi

Sabato 6 gennaio 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 Voi che state gustando l’ultimo panettone natalizio, avete notato nulla di strano? E voi, che avete appena succhiato una torta mimosa? Nel panettone poteva esserci una farina ricavata dal baco da seta. La panna della torta poteva essere fatta di mosche dallo stesso sapore. E visto che per la crisi isterica scappate sùbito in bagno, come mai finora non avete mai disdegnato rane fritte o lumache di terra o sushi? Perché tutti a fare previsioni sul 2018, ma nessuno ha pensato a questo possibile scambio di battute al ristorante. <Cameriere, c’è una formica nel risotto>. Oh, signore, ci scusi. <Ma no, posso averne altre?>. Perché neanche un oroscopista impunito come Paolo Fox ci ha mai detto che da quest’anno comincia l’era dell’insetto nel piatto.

 MANGIAMO INSETTI Chessò, tavolate di cimici d’acqua della Thailandia. Millepiedi cinesi. Vermi aromatizzati alla paprika. Aperinsetti al curry. Tartare di grillo. Cavallette croccanti. Scarafaggi al ragù. Zucchine di locuste. Crema di scorpione. Scarabei al barbecue. Cicale marinate. Snack di vespe. Lepidotteri al pomodoro. Polpette di tenebrione. Brodino di cimici d’acqua. Non è l’ultimo film dell’orrore alla Dario Argento. Ma è la decisione dell’Europa di dare via libera dal 1° gennaio alla vendita di questo <novel food>, nuovo cibo tradizionale basato appunto non solo sugli insetti provenienti da Paesi terzi. Ma su insetti auto-prodotti da noi. E serviti immediatamente a tavola. Magari aggraziati perché, finché non ci fai l’abitudine, francamente sarebbero da vomito compulsivo peggio che per un programma di Fabio Fazio. Al momento, il 54 per cento degli italiani ne ha ancòra ribrezzo (24% indifferenti, 16% favorevoli). E siccome il Salvini pronto all’uso si è sùbito sbracato a difesa dell’agricoltura italiana, gli è stato ricordato che c’era la sua Lega al governo quando quegli accordi commerciali furono firmati. Ora digerisciti il rospo.

 Gli è che, poiché nel 2050 saremo 9 miliardi (due e mezzo in più di ora), chi ci darà da mangiare se faremo gli schizzinosi, questo sì e questo no? E poi, le larve di mosca hanno tre volte più proteine della carne di manzo o del pesce, così come ragni e grilli. Le formiche sono più nutrienti del pollo. Termiti, bruchi e larve di scarabei sono ricchi di omega-3. I grilli garantiscono anche un buon apporto di calcio. Le calorie di cento grammi di insetti oscillano fra le 300 e le 750, quanto un etto di pasta e di lardo. I bachi da seta hanno più grassi delle salsicce. E cento grammi di loro larve soddisfano il fabbisogno giornaliero di rame, zinco, ferro, vitamina B1 e B2. Molti altri sono una ricca fonte di lisina e triptofano, aminoacidi essenziali soprattutto per i vegetariani. Anzi con i nostri fertilizzanti e pesticidi abbiamo fatto sparire il 76 per cento degli animali con le ali. Siamo davvero i soliti umani.

 INIZIATO IL FUTURO Ma c’è anche la varietà del gusto, parliamoci chiaro. Erbaceo i bachi da seta, ancorché duretti da masticare, bisogna ammetterlo. Tenue quello dei grilli, che fritti tendono a frantumarsi in bocca come una pappa. Elastiche le camole del miele, che ricordano i pinoli. Aggressivo quello delle tarme della farina, stimolano la salivazione ai limiti dello sputo. Inevitabile che forma e colore complichino il primo assaggio, ma vogliamo parlare della schiuma del capitone? Basta turarsi il naso come si faceva una volta votando Dc, magari ridere come deficienti per alleggerire l’ansia e ricordare che il disgusto è un tabù sociale. E poi, questa è tutta roba a chilometro zero e sostenibile, nel senso che non fa danni alla natura. E non richiede mezzo invaso del Pertusillo come per carne e verdure (fino a 16 mila litri per un chilo di manzo). Bistecche che, finalmente diciamolo, sono già un pasticcio di insetti visto quanti se ne usano per i mangimi, anche se non sentiamo il millepiedi in bocca.

 La finiremmo di fare gli schifiltosi se solo ricordassimo che sono stati proprio gli insetti il primo <gourmet> dei nostri antenati, cicorielle e invertebrati prima che diventassero carnivori col sangue alla bocca. E staremo a vedere come se la sbrigano gli chef stellati col filetto della tarantola. Per ora si fa presto a dire insetti come se fossero una razza inferiore. In medicina si studia il loro sistema immunitario per combattere le nostre malattie, non le loro. Imitando la tela del ragno si ottengono nuove sostanze super resistenti. La loro presenza sulla scena del crimine può fornire informazioni preziosissime all’entomologia forense. E addirittura il Nobel per la medicina 2017 è stato ottenuto partendo dagli studi sull’orologio biologico dei moscerini della frutta. Potremmo mangiarci la sputacchina per evitare la xylella ai nostri ulivi.

 Nessun compromesso solo con la zanzara, la più inutile e infame di tutti: per lei solo sterminio di massa. Per il resto, buona dieta a sei zampe.