A piedi o in bus il nuovo potere pop

Sabato 15 aprile 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno

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I francescani al potere. Ma non i confratelli con tanto di corda alla cintola, bensì i politici con tanto di occhio alle foto. Ultima è la signorina Elisa Isoardi, 35 anni, cuneese, ex <Miss Fragola> e ora conduttrice televisiva. Ritratta un venerdì sera mentre stira una camicia bianca. Tutto normale e, detto fra noi, chi se ne frega. Se quella foto non la pubblicasse ella stessa su un social come Instagram, il che vuol dire vista in tutto il mondo. Ancòra nessun problema, figuriamoci che ne mettono anche di cani e del ragù della domenica. Ma il fatto è che la Elisa medesima risulta essere la compagna di tal Matteo Salvini. E che la poco innocente foto vorrebbe richiamare una atmosfera da Baci Perugina, vedi quanto somigliano a noi questi cosiddetti potenti. Salvini poi, passato dalle felpe all’inamidato, diteci se non è un segno del nuovo che avanza. Il segno della stagione che sotterrerà quegli odiosi della Casta.

 POLITICI GENTE COMUNE Certo, niente al confronto col molto aspirante capo del governo Di Maio. Quello tutto sorriso e compunto da sembrare sempre il giorno della sua prima comunione. O, è stato invidiosamente aggiunto, il nipote preferito dalle nonne. Il quale Di Maio, tutto gli si può dire, tranne che sulla bianchissima camicia (senza macchie come chi la indossa) e soprattutto sulla cravatta. Sempre la stessa azzurra a quadratini, è vero, ma è la cravatta del ruolo. Tanto che il Giggino non la toglie neanche per il pranzo di Pasqua con mamma e papà, ovviamente con relativa foto, se no a che serve. E indifferente, si è giustamente ricordato, alla regola secondo cui <la cravatta pulita attrae sempre la zuppa del giorno>, ma pare che fosse agnello disidratato.

 Insomma, tra ferri da stiro e tavole della festa, davvero questi politici somigliano a noi. Dite se non è rassicurante. E imminenti si annunciano foto mentre fanno la fila allo sportello della Asl, al mercato a comprare le cicorie, mentre si fanno i conti per l’ultima settimana del mese. Quanto al bus, hanno già dato. E al massimo livello attuale, bisogna ammettere, col neo-presidente della Camera, quel guaglione di Roberto Fico, che il bus lo prende per andare da Fiumicino al suo ufficio. Chissà come si è trovato il fotografo anche lì, ma davvero dobbiamo smetterla di insinuare sempre come comari.

 Fico ex pasionario dei centri sociali magari ancòra con eskimo appresso. Anche se, secondo qualche pedante, lui da semplice Fico non è che non li prendesse i taxi, come scontrini cantano. Ma gli ha soprattutto ricordato che lui ormai non è più un Fico. E tanto meno un Fico qualunque, ma un uomo di Stato che rappresenta lo Stato, e che metti caso qualcuno lo prende a male parole, l’insultato non è lui ma lo Stato. Ciò che non possiamo permettere, anche se abbiamo dello Stato la stessa opinione che abbiamo di chi non si ferma quando attraversiamo le strisce pedonali. Con tanti kamikaze in giro, un presidente pop può compromettere la sicurezza del Paese. A parte il fatto che non è che lui fa lo sgargiante e gli autisti a lui destinati non siano pagati lo stesso. Te li immagini i sindacati?

 CONCORRENZA SERRATA Né, fra l’altro, Fico è un debuttante assoluto dell’ondata di austerity con telecamere al seguito. Una estetica della miserabilità con l’occhio all’elettore. Renzi da premier fresco fresco andò al Quirinale in Fiat Panda. E a Palazzo Chigi si faceva mandare la pizza quattro stagioni, senza che questo francamente cambiasse granché la vita dei cittadini più interessati a un taglio delle tasse. Renzi anche in bici. E Rutelli in motorino (ma con auto di scorta dietro) da sindaco di Roma. Così come il suo successore Ignazio Marino, che almeno si metteva il caschetto, via. A parte l’ex premier Monti che prendeva il treno, come l’ex ministro dei trasporti, Delrio, che addirittura viaggia in seconda classe come un applicato aggiunto qualsiasi. Fino all’evoluzione della specie con cui ha fatto irruzione lo stile appiedato. Tutti a piedi come i camminatori della domenica. E apprezzando la differenza atletica, perché una cosa è farlo sul lungomare o al parco, altra scalare il Colle verso Mattarella.

 Avendo cominciato questi soliti guastafeste di grillini, volete che gli altri ci andassero con tanto di auto blu e sirene spiegate? A piedi i Fratelli d’Italia, con la Meloni che spiritoseggia dicendo che la sindaca Raggi ha tagliato le corse dei bus. A piedi la Lega (ex Nord). A piedi Forza Italia, tranne il Cavaliere che la sua età ce l’ha. A piedi il Pd, anche qui con lo spiritoso pronto all’uso (più a piedi di così dopo le elezioni non potevano essere). Col che, fatte le somme, tutto si può dire, non riusciranno a fare un governo ma sono fenomeni nel conquistare il cuore degli appassionati di teatro. E assolutamente capaci, come dice di sé un signore fine come il governatore campano De Luca, di <respirare il dolore del mondo>.