Con quattro domande ammazzo gli scolari

Sabato 19 maggio 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno

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Vale l’Invalsi o non vale l’Invalsi? Non è che si vuole disturbare la scuola proprio sotto la fatica finale di scrutini ed esami. Ma l’incubo dell’Invalsi aleggia ora su medie e superiori come un drone malefico, dopo essere appena piombato sulle elementari. L’Invalsi, quell’extra prova, anzi quella prova extra con la quale si vuole accertare il livello di istruzione dei ragazzi in italiano, matematica e ora anche inglese e computer. Che è adottato in tutta Europa. Ma che in Italia è amato dalla maggior parte degli insegnanti come un tacchino potrebbe amare il giorno di santo Stefano. E dalla maggior parte dei ragazzi come uno juventino potrebbe amare un interista.

 INVALSI <SI’> E <NO> Se ne riparla non solo perché siamo arrivati all’ennesima temuta ora fatale. Ma perché i ragazzini delle elementari si sono appena trovati di fronte a qualcosa che 40 anni dopo sembra aver reso inutile la legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi. Il qualcosa è la domanda: <Pensando al tuo futuro, quanto pensi che siano vere queste frasi?>. Laddove le frasi sono: <Raggiungerò il titolo di studio che voglio>, <Avrò sempre abbastanza soldi per vivere>, <Nella vita riuscirò a fare ciò che desidero>, <Riuscirò a comprare le cose che voglio>, <Troverò un buon lavoro>. Con sei livelli di risposte possibili da <Per niente> a <Totalmente>. Quiz tipo <L’eredità> in tv.

 Per capire chi doveva rispondere, trattasi di ragazzini di 10 anni, anzi di 9 per gli anticipatari. L’età giusta per porsi il drammatico problema: ma io avrò abbastanza soldi per vivere? Ma io riuscirò a comprare le cose che voglio, porca miseria? Con annessa depressione in caso negativo, anzi con premesse tali che chissà se vale la pena diventare grandi o non sia meglio farla finita lì. Perché tutti sappiamo che i 10 anni di oggi non sono più quelli di una volta. Anzi il futuro non è più quello di una volta. Per cui dovrò pensarci sùbito se potrò fare il ricco commerciante e comprarmi la Ferrari. Altro che andare a giocare a pallone o correre sui pattini, disastroso lassismo infantile.

 Ora non si sa se commiserare di più le piccole cavie, o organizzare una immediata campagna antiterroristica contro un serial killer invisibile: il Burocrate. Capace di tutto, anche di distruggere l’innocenza. Di uccidere i sogni. E immaginare che felicità alla fine delle elementari sia sapere immediatamente dove precipitarsi a guadagnare il primo milione di euro. Burocrati <per niente>, anzi <totalmente> decerebrati. Ma più pericolosi di un lupo in un pollaio.

 Se Di Maio col suo eventuale governo è sicuro di <scrivere la storia>, loro sono sicuri di riscrivere le leggi delle genetica e dello sviluppo umano. Li ringraziamo comunque per l’occasione perché ci consente di riparlare degli ineffabili Invalsi. In questo caso convinti di saper trasmettere <il valore delle possibilità>, manco parlassimo del poker. Infatti i ragazzini dovrebbero averlo capito a volo. Anzi non si vede perché non gli si consenta di votare già da ora, essendo troppo tardi a 18 anni trovarsi un partito che con la sua politica glieli faccia guadagnare, quei soldi.

 POVERI INSEGNANTI Mettiamo allora che gli Invalsi vadano <totalmente> bene, come si risponderebbe al loro questionario medesimo. Diamo per <totalmente> giusto che una Santa Inquisizione con roghi e camere della tortura accerti se questi ragazzi ne sappiano qualcosa nelle materie fondamentali dell’istruzione. E mettiamo anche che gli insegnanti con la coda fra le gambe non abbiano giustamente da obiettare che essi, con i loro giudizi di ogni giorno, che ci stanno a fare? (non se ne può più di questi lamentosi insegnanti). Mettiamo che se gli studenti del Sud vanno peggio di quelli del Nord all’Invalsi, è colpa dei sopradetti insegnanti, mentre dipenderebbe dalla loro manica larga quando invece vanno meglio agli esami di maturità. E mettiamo che le condizioni sociali ed economiche non contino <per niente> sul rendimento a scuola, per cui aver potuto frequentare l’asilo nido non sia, per esempio, un netto vantaggio del Nord sul Sud (pur dicendo la Costituzione che ci devono essere pari opportunità).

 Mettiamo tutto questo. E siccome il Burocrate Totale (anzi <totalmente>) non è che imperversi da oggi, uno è sicuro che il Politico Conseguente faccia quanto serve per cambiare la situazione se l’Invalsata dà risultati <per niente> incoraggianti sul livello degli studenti detti. Bene, ciò che si fa per rimediare è nell’ordine: 1. la più bassa spesa europea per la scuola e la cultura; 2. i più bassi stipendi per gli insegnanti; 3. la loro condanna al più basso livello di considerazione mondiale. Ma tranquilli: dicono che grazie all’Invalsi la scuola è più credibile. Incredibile. Tanto da far venire la voglia, al prossimo arrivo di ispettori e Savonarola vari, di dirgli di andare a morire ammazzati. Questo in totale sincerità. Anzi <totalmente>.