Parigi a piedi nudi e senza parole

Giovedė 24 maggio 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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PARIGI A PIEDI NUDI – di e con Dominique Abel e Fiona Gordon. Commedia, Francia, 2016. Durata: 1h 18 minuti.

 Perché recensire un film come <Parigi a piedi nudi>? Non ha un grande regista, non ha attori noti, esce in Italia a fine stagione e dopo due anni: tutto lascia credere al riempitivo mentre fuori fa già caldo. E invece merita che se ne parli per la sua stravaganza.

 E’ un film comico con le sequenze del muto e parole qui e lì. Un film recitato di corpo più che di dialoghi. Un film con le movenze di un Tati e di Charlot, anzi dei clown del circo. Un film con alcune gag strepitose. Pieno di poesia e di ingenuità. E che, fosse riuscito a mantenere il ritmo per tutto il tempo, non avrebbe meritato quella inquietante domanda iniziale. Traduzione: non ci è riuscito.

 Tutta la trama si risolve nella stralunata Fiona che dal ghiaccio del suo Canada (essendo lei proprio canadese nella realtà) sbarca a Parigi alla ricerca della zia Martha (la grande Emmanuelle Riva, qui alla sua ultima interpretazione). Ma mentre questa sembra scomparsa, girando girando in territorio sconosciuto e ostile per una imbranata come lei, Fiona finisce un paio di volte nella Senna. Soprattutto si imbatte (diciamo che si tamponano) con Dom, barbone galante (il belga Abel) che involontariamente è la causa di alcuni suoi guai. E che le dà la caccia mentre lei cerca di seminarlo. Questo tira e molla per Parigi è alla base di tutto ciò che avviene. Nel senso che succede di tutto.

 Da raccomandare in particolare, nel genere esilarante, il ballo nel ristorante, l’elogio (diciamo) funebre, la sorte dell’urna funeraria. Ma poi, a Parigi c’è la Torre Eiffel o la Statua della Libertà? Se lo spettatore non pretende uno dei cento film da non perdere nella vita, può bastare. Insolito, ecco, è un film insolito. Con due soggetti che, ne dovessimo incontrare di simili dalle nostre parti, si consiglia vivamente di evitarli.