Se il talento di famiglia è nel crimine

Martedì 5 giugno 2018

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

LA TRUFFA DEI LOGAN – di Steven Soderbergh. Interpreti: Channing Tatum, Adam Driver, Riley Keough, Daniel Craig. Commedia, Usa, 2017.  Durata: 1h 55 minuti.

La più sgangherata rapina del mondo. Anzi una truffa, appunto <La truffa dei Logan>. Laddove costoro sono due fratelli, uno senza un braccio perso nella guerra in Iraq (Adam Driver), l’altro zoppo ed ex giocatore di football americano. Con tutto il rispetto, un po’ inadatti. Ma il progetto scatta quando quest’ultimo (Channing Tatum) è licenziato ingiustamente per una inezia burocratica. Sono della Virginia, quella profonda provincia che ha fatto vincere Trump. E qui presa in giro come terra di zoticoni, cafoni e ignorantissimi. E se il presidente diceva <America great again>, America di nuovo grande, loro vogliono imitarlo facendo <great again> il loro conto in banca.

 Hanno però bisogno di un addetto ai lavori. E lo trovano in un esperto in esplosivi (Daniel Craig, ex James Bond), con un inconveniente: che è in carcere. Il modo in cui lo fanno evadere e tutti i successivi passi dell’impresa sono uno spasso continuo. Per la incredibilità delle trovate, geniali più che comiche. In cui ogni personaggio sembra sprovveduto e bislacco finché non se ne capisce il ruolo che mai si sarebbe immaginato. In un quadro in cui ogni tassello è a posto. Con montaggio veloce, gran musica, colpi di scena, ironia e autoironia. Forse troppe, in alcuni punti occorrendone meno per non scivolare nella confusione della farsa e dell’improbabile.

 Ma il film è fresco e brioso. Nel contorno di una società di plastica (indovinatissima la bambina miss) in cui tanti antieroi sembrano l’incarnazione del qualunquismo e della mediocrità del tempo. In un’America di mezzo, bifolca e disoccupata che sembra mille miglia lontana dall’avveniristica California o dalla luccicante New York. E il film segna il ritorno alla macchina da presa di un big come Soderbergh (già Oscar con <Traffic>) dopo tanti annunci di noia, di ribellione al sistema e anni di fiction tv.

 Spicca nel coro la ineguagliabile inespressività di Adam Driver, ha un piccolo ma succoso posto la Oscar (per <Million dollar baby>) Hilary Ann Swank, fa mostra di sé la bella modella Riley Keough, nipote di Elvis Presley. E si dimostra come stare senza cellulare (a volte) convenga. In che senso? Chiedetelo ai Logan.