lL’Italia riammessa ai mondiali: credeteci

Giovedì 14 giugno 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 È la notizia che nella sua storia ogni giornale avrebbe voluto dare per primo. E ora è la <Gazzetta> ad avere la fortuna di darla: l’Italia è stata riammessa ai Mondiali di calcio in Russia. È inutile che ci chiediate il perché e il per come, siamo anche noi travolti dall’emozione. Comprate immediatamente il libro “Andiamo al Cremlino” del giornalista-scrittore Gianni Spinelli, uno bravo e scafatissimo che si è sempre occupato di sport in maniera alternativa. Ma che stavolta vive il suo capolavoro professionale, raccontando l’impossibile che è avvenuto dopo la depressione nazionale e le maleparole al povero Ventura. Trattato peggio di un appestato. Ma ora scopriamo senza colpe. Anzi, visto che vive a Bari, sarebbe il caso di organizzargli una festa di scuse sotto il balcone.

 E allora, popolo d’Italia, contrordine. Voi che vi eravate venduti i televisori. Voi che avevate rinunciato alle spaghettate e alle anguriate sui terrazzi. Voi che avevate deposto il tricolore. Voi che avevate perduta l’occasione di sentirvi per una sola volta patrioti. Voi che avevate chiuso in garage le auto scoperte con le quali andare a clacsonare e folleggiare. Voi che vi sentivate la barzelletta universale (anche per tanti altri motivi, in verità). Voi che eravate rimasti all’eliminazione, è l’ora delle resurrezione.

 Il lettore ci scusi il tono, ma è davvero ancor più che se avessero fatto papa una donna. O che Salvini avesse rivelato origini meridionali. È tanta la tachiaritmia (la vertiginosa accelerazione del cuore che ha ucciso il calciatore Astori) che non riusciamo ad andare avanti. Comunque, la faccenda è questa: si è scoperto che qualcosa non filava in quella squadraccia di marcantoni svedesi che ci aveva fatto fuori. E il merito è di un “political strategist” americano, esperto di cospirazioni che aveva lavorato con Obama. Il quale è stato ingaggiato con urgenza da Renzi  (non riuscendosi a capire chi sia questo nuovo premier Conte) e ha <combinato> tutto, e tutt’altro che gratis.

 Inutile dire che l’unico a disporre di quella cifra da Paperone sia stato proprio lui, il Berlusca, bisogna ammettere sempre disponibile per il Paese nonostante tutto quello che gli hanno fatto passare. Berlusca che pur alla comunicazione della cifra è svenuto. E inutile dire come si sia arrivati al colpo di scena della partenza per Nižnij Novgo\rod, sede della prima partita. Solo per i nostri lettori riveliamo che come commissario tecnico è stato scelto un nome di successo come Zdenek Zeman, ancorché un perdente di successo, visto che quasi mai è riuscito a concludere un campionato senza essere cacciato. Ma nel libro Spinelli spiega tutte le ragioni tecnico-sportive-storico-caratteriali che lo hanno eletto a un posto più ambito di quello di Mattarella. Non escluso, forse, un debole e un intervento per lui dello stesso Spinelli, <intrallazzatore> dal volto umano.

 Rimandiamo al libro anche sui calciatori convocati (niente Verratti), sul modulo di gioco, sul tipo di allenamenti all’ultimo momento con Zeman che ovviamente li ha crepati tutti. In un'atmosfera tanto incredula che ancòra c’è qualcuno che non ci crede. E francamente lo capiamo. E sul libro anche tutti i particolari sul tragitto della squadra, con la prima partita contro una Corea del Sud che solo ad ascoltarne il nome ritorna l’incubo di alcune delle peggiori figure coprofile nazionali.

 Siccome poi il <political strategist> di cui sopra è uno che dava lezioni anche a un James Bond, possiamo immaginare che non è che la squadra si possa fermare al primo turno. Anzi lui, non si sa come, dice di sapere come andrà a finire, anzi Spinelli lo racconta, ma qui non lo vogliamo anticipare per non togliere il gusto e la speranza. Ma visto che ci stiamo dentro come neanche un padre Pio sarebbe stato capace, il massimo sarebbe andare sino in fondo, toccando noi ogni giorno ben altri fondi. E battere in sequenza, chessò, un Brasile, una Francia, una Germania e diventare campioni del mondo. Segnati la data: 15 luglio, Mosca, ore 17. E tira fuori la tromba, nel caso.

 Ci rendiamo conto che possa sembrare <Una storia di fantacalcio>, e bisogna dire che così Spinelli ne parla, consapevole di quanto scettico, smagato e depresso possa essere il popol suo. Storia peraltro con importanti risvolti politici e sociali, pari a quanto avvenne con la vittoria di Bartali al Tour de France dopo l’attentato a Togliatti. Ma Spinelli è tanto convincente da farci vivere il suo racconto potenzialmente incredibile come in presa diretta. Una stimolante scrittura per immagini, comprese le immagini vere delle tavole illustrate del non meno ispirato disegnatore Valerio Pastore. E scrittura piena di ironia non solo calciofila.

 L’operazione-riammissione si chiama, per i posteri, <Codice pallone>. Compratevi il libro (Gelsorosso ed., pag. 120, euro 12) e capirete perché siamo tanto emozionati da chiederci ancòra se sia tutto vero.