Ma il Sud è meno importante dell’africano

Venerdì 27 luglio 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Certo, ci vuole coraggio a parlare di Sud in questo momento. Nel senso che non gliene importa niente a nessuno. Con questo caldo e le vacanze. Al massimo si parla del povero Marchionne, uno che solo gli utili idioti di una sinistra invertebrata sono convinti che abbia fatto più male che bene all’Italia. O si parla di Ronaldo. Ah, scusate, si parla anche di Ilva, sperando non per complicare le cose. E si parla di dignità e di lotta al precariato, che sarebbero cosa buona e giusta se non diventassero un boomerang. E se non nascondessero un veleno punitivo verso chiunque produce o sta meno peggio di altri, tipo le pensioni d’oro anche quando sono frutto di lavoro e non di privilegi. Visto che ormai non fanno quasi più notizia per il tanto parlarne, si parla soprattutto di immigrati. Che diventano il vero problema nazionale almeno in rapporto a chi grida di più.

 Qualche giorno fa a Capo Rizzuto è avvenuto qualcosa che rischia di passare inosservata. I bagnanti di una fra le spiagge più ricercate della Calabria hanno lasciato gli ombrelloni per andare incontro a una sessantina di profughi scaricati da un veliero davanti a loro. Siriani, curdi, iracheni, quindi non quei neri che sembrano indigesti ovunque. Acqua, merendine, asciugamani, telefonate al 118. Si potrebbe ricordare che una ventina di anni fa questo giornale candidò il Salento al premio Nobel della pace per la sua accoglienza di popolo all’ondata di albanesi. Ma erano altri tempi, non era ancòra la cosiddetta <invasione>. Poi gran parte di quegli albanesi si sono tanto integrati da lavorare a gomito con noi, ma questo non è politicamente corretto dirlo. Se no Salvini si arrabbia.

 Magari è solo un episodio. Ma magari vuol dire che l’immigrazione ha nervi meno scoperti al Sud benché sia il Sud a sostenerne il primo impatto. Fatto sta che continua a essere l’argomento egemone in un governo in cui pare che ci sia solo la Lega (ex Nord). Vedi la questione del quartiere Libertà a Bari. In continuo degrado già da prima che apparissero gli immigrati. Abbandono, serrande abbassate, fuga di abitanti, rassegnazione, gente chiusa in casa. Soprattutto malavita padrona. Non tutto così, mica è il Bronx. Ma una miscela sempre più esplosiva. Nella quale gli africani (pure sfruttati da chi si arricchisce volgarmente su di loro) diventano quasi la causa di tutto essendone solo l’effetto. Tanto che ci si vuole far arrivare Salvini per uno spot che non risolverà uno solo dei problemi esistenti.

 Sia chiaro: è facile sprizzare umanità quando la catapecchia degli africani (o i campi rom) non li si ha sotto casa. Ma quelle condizioni di degrado del Libertà sono solo una esasperazione dei veri problemi del Mezzogiorno. A cominciare dai giovani che se ne vanno a caccia di un futuro migliore. Ancorché la stessa di prima sembra la conclusione anche di questo governo: visto che non c’è più niente da fare, il problema del Sud non esiste ed è inutile fare qualcosa. E’ vero che questo governo è in carica da soli 45 giorni, dovesse impicciarsi anche la ministra Lezzi. Ma è pure vero che la guerra all’immigrazione incontrollata (col risultato indubitabile di aver scomodato l’ipocrita Europa) rischia di diventare un’arma di distrazione di massa se non si affronta il resto.

 Per esempio, si continua a uccidere dal Gargano al Salento. E la Puglia è la regione col maggior numero di attentati a sindaci. Davvero il tanto spiccio Salvini non crede che la criminalità debba essere in cima ai suoi pensieri più del profugo? E soprattutto in un Sud che, fra l’altro, lo ha eletto? O la drammaturgia riguarda solo le navi delle Ong in Mediterraneo? Mafie che fra l’altro sono almeno il cinquanta per cento dei problemi del Sud. Ovvio che i più vicini al Sud dovrebbero essere i Cinque Stelle, che al Sud devono il loro sfondamento. Anche se il meridionale Di Maio sembra più imbarazzato nel ricordarsene che propenso a farlo valere. Fosse così, non si potrebbe aggiungere la delusione al rancore che tanto ha fidato in loro?

 Con un’altra ragione: questa maggiore autonomia chiesta da Veneto, Lombardia ed Emilia. Cui proprio in questi giorni si è accodata la Puglia, perché la sola parola autonomia fa accendere come un videogioco gli occhi del presidente Emiliano. Tutto giusto, per carità, e perfettamente costituzionale. Ma il diavolo si nasconde nei dettagli. Perché una manina misteriosa ha aggiunto qualcosa al provvedimento che riguarda le tre del Nord. E cioè un riferimento al famoso <residuo fiscale>, cioè i soldi delle loro tasse che vorrebbero trattenersi. Il trito <ci teniamo i nostri soldi>. Non solo perfettamente anticostituzionale. Ma perfettamente da Lega restata Lega Nord. E pericolosissima trappola per il Sud, con la Puglia come Cappuccetto Rosso. Però si continua a parlare di immigrati, dovessero questi (ex) terroni credere di essere uguali agli altri.