Eccolo qui il pensionato salvatore del Sud

Venerdì 31 agosto 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

Partono i giovani e arrivano i vecchi: ecco d’ora in poi le stazioni del Sud. Se sarà realizzato il progetto <pantere grigie> della Lega (ex Nord). Cioè attirare al Sud gli anziani italiani o stranieri con l’esenzione delle tasse sulla pensione per dieci anni. In modo da ripopolare un territorio che negli ultimi vent’anni ha perso un milione e 800 mila abitanti (come se fossero sparite in un colpo tre città come Napoli, Bari e Catania). E in modo da far aumentare il Pil, il reddito nazionale, dell’uno per cento, 18 miliardi. E in modo da risollevare le sorti del Sud, ma aumentandone il numero già debordante di vecchi visto che i loro figli e nipoti se ne vanno.

 Il modello è il Portogallo (e altri Paesi simili) dove ormai proporzionalmente pare che ci siano più italiani che portoghesi. O tipo la calda Florida, dove vanno a svernare tutti quelli con i reumatismi. Il nostro vantaggio sarebbe l’estensione non solo agli stranieri. Regioni per ora interessate, come si sa, Sicilia, Campania e Sardegna, quelle più bisognevoli di iniezioni umane ed economiche. E paesini di non più di 4 mila abitanti, quelli più dissanguati e immaginabile paradiso per anziani che già soffrono di solitudine e vogliono soprattutto una rete di vicini e amici. Ci sono molti meridionali, si dice, che vivono a Milano o Torino o dov’altro: quale migliore occasione per rientrare a casa? Dove la vita costa meno, anche se mezzi esiliati erano lì e altrettanto lo sarebbero qui. Quando magari vorrebbero la più dinamica vita della città, visto che in Portogallo vanno soprattutto a Lisbona, non dove morì Cristo.

 I pensionati troverebbero un clima buono e cibo altrettanto, garantiti dalla ditta. Gli si potrebbero offrire le tante case vuote del Sud (dice niente la dauna Rocchetta San Antonio che le cede a un euro?) E porterebbero il beneficio di un aumento dei consumi, sapendo però che non è che a quell’età siano di questi consumatori (infatti le pubblicità si rivolgono soprattutto ai giovani, che però non possono spendere). Comunque l’Irpef con loro persa sarebbe recuperata con l’Iva. Magari si spera che possano avviare qualche attività economica, come fanno gli zii d’America quando tornano e aprono un minimarket di alimentari. E in ogni caso si ritiene che possa crearsi attorno a loro tutta una piccola economia di posti di lavoro (chissà se giovanili) fra guide turistiche, terapisti, badanti, circoli di burraco che moltiplicherebbero l’effetto <pantere grigie>.

 L’età matura porta acciacchi, per i quali ci vorrebbe una sanità. Proprio quella al Sud penalizzata da una attribuzione di fondi statali che privilegia il Nord perché ci sono più anziani (per cui un anziano ricco dell’Emilia è curato più di uno povero calabrese). Può essere una occasione per fare giustizia, termine tutt’altro che automatico quando si parla di Sud. E l’età matura richiede trasporti perché non si può più fare a piedi, ma questa è un’altra vergogna ai danni del Sud. E non solo per i treni sui quali questo giornale ha fatto una lunga battaglia contro croniche orecchie da mercante.

 Richiede, l’età matura, anche servizi, per ciascuno dei quali il federalismo della Lega (allora decisamente Nord) ha lasciato il Sud sotto il livello costituzionale minimo di decenza, che ora si scoprirebbe. Non puoi tenere gli anziani su una panchina. E l’età matura richiede sicurezza, altro nodo al pettine di uno Stato che di fronte a una emergenza di Bari gli sposta i poliziotti appena assegnati a Bitonto per lo stesso motivo.

 Gli anziani vorrebbero insomma una migliore qualità della vita, al Sud penalizzata da decenni delle penalizzanti politiche viste, e non è detto che possa bastare l’esonero dalle tasse. Il progetto della Lega sarebbe a costo economico zero, ma a proprio vantaggio politico alto per togliere voti ai Cinque Stelle. I quali per il Sud promettono il reddito di cittadinanza, cioè una forma di assistenza che non ne cambia le condizioni. Sud dove più che un assegno per sopravvivere (comunque non vano vista la povertà in aumento) servono quegli investimenti pubblici crollati nel silenzio generale. Mentre solo una promessa (tale anche col governo Gentiloni) è quel mancato livello di spesa del 34 per cento pari alla percentuale di popolazione meridionale e che finora ha sottratto al Mezzogiorno 80 miliardi l’anno (andati al resto del Paese per aumentare il divario).

 Ora si promette l’import di pensionati. Ogni proposta può essere un sasso nella palude. Come dire, il futuro del Sud affidato a chi non ha futuro. Mentre i giovani che ce l’hanno sono costretti ad andare a regalarlo agli altri.