Congiura mondiale contro il cellulare

Sabato 22 settembre 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Un cataclisma sta per abbattersi su di noi, roba che neanche il Vesuvio con Pompei. Vogliono far sparire i cellulari. Ormai monta nel mondo una congiura peggio di tutti i Codici da Vinci della storia. Fino al punto che il posto in cui sono più avanti nell’insano proposito è proprio la californiana Silicon Valley dove li hanno inventati. E dove i dirigenti delle aziende tecnologiche responsabili sborsano 33 mila dollari (quasi 30 mila euro) per iscrivere i loro figli in classi che hanno abolito gli stessi smartphone che li hanno arricchiti. Come se i macellai sponsorizzassero una campagna per non far mangiare la carne. E non c’entrano neanche i Cinque Stelle, che pur sognano un mondo più povero per farci stare meglio.

 IN TESTA LA SCUOLA Con la scuola <no cellular> ha cominciato la Francia, dove fino alla terza media sono proibiti ai ragazzi. A costo di terribili crisi di astinenza, anche se c’è chi dice che è come i divieti di balneazione, si tuffano lo stesso. Lo fa anche il 90 per cento delle scuole inglesi. E che il tremendo intento sia contagioso, lo dimostra anche l’Italia. Dove c’è addirittura chi rischia la pelle proponendo che l’apparecchio non sia venduto ai minorenni. E dove ora il neo-ministro Bussetti ha detto che l’esempio francese è <un’opportunità per riflettere sull’uso consapevole dei telefoni in classe>, capendo solo lui quale sia questo <uso consapevole> (prima o dopo i pasti?). Italia dove comunque non è consentito chattare o filmare compagni e professori durante le lezioni, sperando che non sia come il <Severamente proibito calpestare le aiuole>. E dove l’ex ministra Gelmini (quella amata come un purgante) ha presentato un Parlamento una proposta per il <no> netto, d’accordo anche Salvini chissà se avendo scambiato il cellulare per un immigrato. Ma che l’ha dichiarato con un tweet.

 Non attendendo i tempi biblici del Parlamento, il liceo scientifico San Benedetto di Piacenza ha fatto per conto suo. I telefonini non sono sequestrati, ma perfidia peggiore: sono schermati da custodie che li mettono fuori uso. Così i ragazzi possono tenerli sul banco. Possono guardarli con la stessa disperazione di chi li ha appena visti cadere in acqua. Possono piangere come Ronaldo dopo l’espulsione. Ma devono, dice la cattivissima preside, non solo non distrarsi ma tornare a parlare fra di loro. E il fatto drammatico è che i genitori sono d’accordo, senza neanche eccepire sulla sicurezza dei loro <pezzi di cuore> (altro che genitori bulli bacchettati da Mattarella). Anche perché, ma rimanga fra noi, a dare il via libera alla bieca reazione è stato un ragazzo che fotografava il sedere di una compagna e lo postava sui social. Inutile dire cosa succede all’una quando cade il blocco, neanche il 25 aprile in Italia è stato una Liberazione all’altezza.

 CORSI DISINTOSSICANTI Però sai come vanno queste cose. Se ne esce Jurgen Klopp, l’allenatore del Liverpool, a dire che la migliore decisione della sua vita è stata non usare i social tipo Facebook. Si accoda la Vetrya, impresa tecnologica di Orvieto (altra rinnegata) che ha inaugurato un’area <digital detox> (disintossicazione da Internet) nella quale i dipendenti possono leggere, riposare o addirittura meditare, pensa tu, senza cellulari. E la loro produttività sarebbe anche maggiore. E il responsabile di una grande azienda americana fonda il Digitalde-toxing.com, per aiutare a lavorare in modo <più felice, sano e strategico> senza appunto nulla di digitale. Esempio seguito, ancòra in Italia, da tal Alessio Carciofi, autore di un libro nel quale racconta come dopo tre giorni di passeggiate si è sentito tanto meglio da tradire anche lui il cellulare. Con corsi che includono una fine settimana nella natura e senza connessioni. E mica una grotta del Tibet, essendo pronto in Umbria un Hotel Eremito (guarda un po’), ex monastero con 12 celle singole senza wi-fi e nel quale durante la cena si resta in silenzio, mascelle a parte.

 Possiamo resistere quanto vogliamo, ma la Reazione Internazionale va come un Hamilton in discesa. Così sempre in America il <rehab>, la riabilitazione dai cellulari, è ormai maledettamente tanto diffusa quanto quella da droga, alcol, gioco d’azzardo e anche sesso (dovrebbero farlo sapere a Trump). Con centri specializzati ovviamente costosissimi e settimane di astinenza più dolorose di un autogol al 94mo. Col rischio di una epidemia peggiore delle sconfitte di Renzi. Milano ha lanciato l’aperitivo disconnesso in 18 locali specializzati. E a Miss Italia le concorrenti hanno dovuto stare senza cellulare per 12 ore al giorno, penitenza da abbruttire, altro che concorso di bellezza. Non poteva mancare il tour operator che offre viaggi <no smart>. Meno male che, pare, il cellulare lo controlliamo in media solo 2600 volte al giorno, poco più di 100 volte all’ora. Nuoce più gravemente alla salute sorbirsi Mauro Corona in tv.