Genitori, anzi killer di scuole

Sabato 29 settembre 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Sia dedicato alla scuola il prossimo monumento al Milite Ignoto. O almeno una medaglia al Valor Vinile, nel senso di oggetto di altri tempi. Vedi questa moda dei <genitori bulli>, cui ha dovuto dedicare un rimbrotto nientemeno che il presidente della repubblica. Cioè uno che non alzerebbe la voce neanche con la gru. Non meno distruttivi dei figli violenti, li ha definiti più arrabbiato che con Di Maio. Genitori che aggrediscono gli insegnanti in un clima che neanche una riunione di condominio. E insegnanti che ogni mattina vanno a scuola con lo stesso spirito con cui il toro entra nella plaza dove lo attende la fiesta.

 TROPPO BULLI Che qualcosa si sia inceppato, non ci sono dubbi, signor presidente. E ha ragione anche a dire che qualche tessuto si è lacerato nella società. Ed è vero che se le nuove generazioni corrono, gli adulti devono cercare di tenerne il passo ma non istigandole. Né addirittura sorpassandole nel Guiness dei primati del peggio. Sì, ma vallo a raccontare a quei gentili signori (e a quelle non meno gentili signore) che ogni fine anno considerano il voto ai loro figli una provocazione da lavare col sangue. Che durante l’anno scambiano un invito a studiare di più per un affronto a tutta la famiglia e parentado accluso. Che ritengono una interrogazione una sfida alla Gomorra. E che se vengono convocati perché qualcosa non va, ci vanno almeno con la <taser>, la pistola elettrica che ti stende per un giorno. Per non parlare delle denunce più numerose degli chef in televisione.

 Cosicché le cronache dalle scuole sembrano la guerra in Siria. Tanto per restare alle ultimissime, insegnanti picchiati a Roma, Milano, Padova, Lucca. E anche Giovinazzo, tanto per completare la malaunità d’Italia. Laddove il genitore bullo non è solo uno che non vuole essere da meno della bullaggine del figlio. Ma è il prodotto di un tempo in cui l’insegnante non si deve permettere di giudicare perché non ne capisce più di me. Perché io vado su Internet e ne capisco più di lui (o soprattutto lei). Altro che competenza sua. E se crede il contrario, è una Casta da abbattere, visto che uno vale uno. Anzi, prima che abbattere, da menare. Noi genitori li facciamo crescere, voi trasmettete solo nozioni.

 Al liceo scientifico Fermi di Bologna hanno inventato l’auto-aiuto tra mamme e papà potenzialmente bulli. Ventotto tutor scelti fra maturandi e genitori più anziani, che mediano fra gli altri genitori e la scuola. Insomma una conciliazione prima dello sbarco in Normandia. Con dimezzamento dei casi, diciamo, più spicci. E lo stesso preside Lazzarini (da poco scomparso) aveva scritto un decalogo dal titolo <Come far fallire la scuola>, in cui ovviamente spiegava tutti i modi in cui ci provano. Tipo: <Prima di arrivare a una bocciatura noi mandiamo lettere, c’è il registro elettronico che si può consultare. Invece, spesso, solo dopo vedi comparire il genitore, che ti dice: ma perché non mi avete telefonato?>. Oppure: <Le famiglie delegano sempre più agli insegnanti, ma solo fino a prova contraria. Appena qualcosa non va, attaccano>. Insomma una scuola a <responsabilità illimitata>.

 TUTTI RONALDO E’ la stessa contestata scuola cui ormai viene delegato tutto dagli stessi genitori che hanno altro cui pensare. I ragazzi mettono le dita nel naso? Colpa della scuola. Passano col rosso? Ecco, perché non si fa più l’educazione civica. Che, come si è capito, dovrebbe essere frequentata soprattutto dai genitori che se ne lavano le mani. Non essendo però, i sopradetti genitori bulli, una specializzazione da aule. Vedi il settore sport. Seguono le partite di calcio dei figli con lo stesso spirito di Jack lo Squartatore. Non fanno maturare i figli considerandoli tutti Ronaldo, e sia mai l’allenatore non li fa giocare, come, io pago? Cosicché la schiappa non capirà mai di esserlo. Il presidente di una squadra di rugby di Rovigo ha mandato una letterina a un papà troppo ultrà, con la quale lo ha gentilmente invitato a non farsi più vedere. Con celata soddisfazione dello stesso figlio baby rugbista, stressato dall’incitamento sanguinario a spezzare le gambe agli avversari.

 Ma ci sono anche i concorsi di bellezza. O le gare canore. O la scuola di danza. Tutti campi di battaglia per genitori i cui figli non sono solo <pezzi di cuore>, ma la rivalsa per tanti Fantozzi sempre schiacciati da simbolici megadirettori galattici. Una proiezione. Devi essere tu ciò che io non sono stato. Anche se la creatura, più che pensare a Freud, vorrebbe solo divertirsi. Ci soccorre appunto lo psichiatra Vittorino Andreoli, uno che a solo vedergli i capelli capisci che se ne intende. Stiamo regredendo alla <pulsionalità>, dimenticando il cervello. Al <faccio quello che voglio solo perché lo voglio>. Prevale la cultura del nemico. E la ragione? Più che genitori bulli, qui siamo all’Homo stupidus stupidus, altro che sapiens. E la donna? Anche.