Farhadi indaga nell’anima fra thriller e melo

Lunedì 12 novembre 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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TUTTI LO SANNO – Scritto e diretto da Asghar Farhadi. Interpreti: Penelope Cruz, Javier Bardem, Ricardo Darìn. Drammatico, Francia-Spagna-Italia, 2018. Durata: 2 ore 7 minuti.

Dietro le finestre illuminate si svolge la vita segreta di ognuno di noi, diceva Ingmar Bergman. All’interno di ogni famiglia si celano mille cose dette e non dette, anche se <Tutti lo sanno>. E che esplodono quando meno te lo aspetti lacerando la trama di ipocrisie e di formali affetti. Come ben se ne accorgono nella provincia agricola spagnola di Rioja, quando il parentado vario si ritrova gioiosamente per le nozze di una di loro. Arriva dall’Argentina anche Laura, sorella della sposa, con la vivace figlia Irene.

 La festa non raggiunge i livelli di un grasso grasso matrimonio greco, ma siamo lì lì. Tutti tanto fuori di testa (e di vino) che nell’orgia di balli, e di canti e di brindisi non si accorgono della sparizione di Irene, capace di tutto ma non tanto da svanire all’improvviso. La tragica verità è che è stata rapita, e la richiesta di riscatto arriva poco dopo. Cosa fare? Avvisare o no la polizia? E chi fra loro è in grado di mettere insieme la somma richiesta?

 Invece di creare solidarietà nel dolore, il dramma li spacca. Si frantuma il loro apparente decoro. Ciascuno sospetta dell’altro. Esplodono antichi rancori. Irrompono peccati e rimorsi. Riemerge il passato turbolento di tutti. E si rivela un antico segreto che riguarda Laura e Paco, il proprietario di una vigna che dà da bere ma non da mangiare a tutti. Con conflitto di interessi, bugie, meschinità, ambiguità e immoralità di fronte alla controversa proprietà. Alla <robba> di verghiana memoria.

 Asghar Farhadi, il regista di Teheran premio Oscar, ci ha abituato da tempo al suo scandaglio delle ambiguità dell’animo umano, alla denuncia delle conseguenze sociali delle scelte individuali. Come nei suoi precedenti bellissimi film, a cominciare da <Una separazione> e <Il cliente>. La critica ha un po’ bistrattato questo, non all’altezza degli altri. Critiche esagerate da sofisti, perché anche qui risalta di sicuro il marchio del grande autore. Fra thriller e melo, si allenta un po’ la tensione, si dilatano i tempi, ma si sta lì serrati e partecipi fino al colpo di scena finale.

 Bisogna aggiungerci le inesorabili grandi interpretazioni di Penelope Cruz (Laura),  Javier Bardem (Paco), Ricardo Darìn (Alejandro). E la domanda: voi, al posto loro, cosa avreste fatto?