Lei non sa chi sono io

Sabato 29 luglio 2011 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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Il Potente lo si può riconoscere sùbito: in genere sta sempre al telefono. Prima, quando c’erano solo i fissi, stravaccato sulla sedia, pardon poltrona. Per ore, senza giacca, le bretelle sulla camicia. Ora che sono solo cellulari, ovunque lo si veda, ce l’ha attaccato all’orecchio. Perché il Potente è sempre impegnato con cose importanti, mica è uno che lo chiama Peppino e gli dice dove andiamo a farci un aglio e olio stasera.
 Il Potente ha sempre fretta, mai che lo vedi camminare come i cristiani qualsiasi, insomma a passo d’uomo. Sembra che si sia appena occupato di qualcosa di fondamentale per il Paese e che si fiondi da un’altra parte per occuparsi di qualcosa di altrettanto fondamentale. E quando gli aprono lo sportello dell’auto, schizza dentro come un’anguilla, sbattono lo sportello e la macchina parte sgommando. E quando arriva, il Potente con la borsa in mano schizza fuori alla stessa velocità, atteggia un sorriso benedicente che sembra più un ghigno e scompare nel ventre di un palazzo per la mitica riunione. Il Potente si riunisce sempre.
 COME RICONOSCERE IL POTENTE Poi il Potente non va mai solo. Lasciamo stare Berlusconi con le guardie del corpo, l’auricolare e la faccia serena di chi ha appena perso il treno. Ma tutti gli altri Potenti da lui in giù sono sempre circondati e seguiti da un codazzo di persone (un vecchio portaborse un giorno disse un “codardo” di persone). Con la faccia concentrata anche loro e la cravatta svolazzante di chi ha il mondo sulle spalle (o in pugno).
 Sarà un caso, ma il Potente ha sempre una segretaria bona. Con tailleur e tacchi minimo 12 secondo il primo comandamento di un intenditore come Armani: la donna non deve avere scarpe basse ma tacchi perché sui tacchi ondeggia (ed è immaginabile tutta la potente, pardon, penetrante carica simbolica di quell’ondeggiare). Anzi ha più di una segretaria efficiente come nei film, quelle che ondeggiano di qui e di lì perché il Potente ha sempre bisogno di quella cartellina urgente. E il Potente ha sempre la scrivania ordinata e sgombra, tu ti chiedi come faccia con tutte le cose importanti di cui si occupa e tu che sei molto più miserabile hai un casino ché non riesci mai a trovare un foglio. Ma il Potente è uno che decide, mica sta lì ad esaminare.
 Il Potente è uno che, quando tu sei in autostrada e non vai a più di 130 perché c’è il Safety Tutor e la signorina del TomTom sta sempre a suonarti il gong, lui sfreccia a 200 all’ora con la sua auto tutta oscurata e il faretto blu sopra. Forse il Safety Tutor è stato ammaestrato a non impicciarsi di chi conta, oppure il Potente non paga le multe altrimenti che Potente sarebbe. E poi, si sa, il Potente ha sempre fretta, e mica sta andando al mare come quel suo collega che fu beccato una volta, e un’altra volta a 200 all’ora portavano la moglie (oscurata) a un burraco da amici.
 DALLA CASTA ALLA CRICCA Il Potente è sempre profumatissimo e col fazzolettino nel taschino della giacca. E in genere non ti guarda negli occhi un po’ perché li devi abbassare davanti a lui, un po’ perché ha sempre un pensiero per la testa, un po’ perché tu gli parli e lui non ti sta neanche a pensare perché sei un Impotente (nel senso buono). E alla fine ti saluta cordialmente con lo stesso calore di una ghiacciaia. C’erano certi Potenti, al tempo della Cassa per il Mezzogiorno (anche se i soldi andavano tutti al Nord) che facevano paura, stampato in faccia il vizio più che la virtù, la bramosità più che l’umanità, l’arroganza più che lo spirito di servizio.
 Il Potente è infine inossidabile e immortale. Oltre che ingordo e famelico. Quando diventa Potente, te lo vedi Potente per quarant’anni, sempre lui, magari ora da una parte ora dall’altra. Ed è una Potenza contagiosa, nel senso che si trasmette dalle prime alle seconde file. Dalla Casta dei politici, mettiamo, alla Cricca dei numeri due. Vedi, per dirne una, l’on. Milanese, il segretario del ministro Tremonti, quello accusato di dispensare nomine, promozioni, appalti, consulenze, posti di lavoro, presenze televisive in cambio di auto di lusso (Ferrari, Bentley, Aston Martin), di yacht, di orologi Patek Philippe, di soggiorni superlusso a New York e Montecarlo, mentre pagava un appartamento (nel quale abitava anche il suo capo) 18 mila euro al mese.
 Ci vorrebbe una rivolta degli Impotenti (nel senso buono). E consola che già una volta sia successo che il più Potente di tutti sia stato preso a monetine appresso.