< Hey tipa, vieni in camera con me >

Sabato 15 dicembre 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Questa è in sintesi il testo di una canzone. <Hey tipa. vieni in camera con me!... ah dubito / che voglia solo fare amicizia, mi vuole subito (Wow!) / mi vede e dice "WOW" / e le sue amiche "WOW" santarelline…/ Quanto sei porca / dopo una vodka / So che mi vuoi non dire di no /…io non lo so cosa ti faccio / però mi cerchi lo so che ti piaccio / sono una merda ragiono col cazzo / oggi ti prendo, domani ti lascio / Hey tipa! vieni in camera con me! e portati un'amica po-portati un'amica! / Hey troia! vieni in camera con la tua amica porca… / faccio paura, / sono di spiaggia / vi faccio una doccia, pinacolada  / bevila se sei veramente grezza, / sputala / poi leccala leccala… / gioco a biliardo, con la mia stecca / solo con le buche / solo con le stupide / 'ste puttane da backstage sono luride / che simpaticone! vogliono un cazzo che non ride / sono scorcia-troie / siete facili, vi finisco subito / …>.

 MORTE IN DISCOTECA La canzone si intitola <Hey Tipa> e fa parte del repertorio del cantante Sfera Ebbasta. Sfera Ebbasta è il nome d’arte di Gionata Boschetti, 26 anni, di Cinisello Balsamo, che avrebbe dovuto esibirsi il venerdì notte della settimana scorsa nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo di Ancona. E’ quella nella quale 5minorenni e una madre sono morti nella calca a causa di uno spray urticante che ha provocato il panico e la fuga in massa. Minorenni erano quasi tutti i presenti. E proprio la giovanissima età di quel pubblico ha scatenato su Facebook un serrato dibattito. Ma un testo <immondo e sconcio> come questo di <Hey Tipa> ha qualcosa di educativo? Un dibattito sull’onda della pietà per quanto avvenuto, che comunque non c’entra con la canzone: avrebbe potuto avvenire anche aspettando Gigi D’Alessio.

Anzitutto l’indignazione degli adulti. Non sono moralista, dice uno. Ma per me questa roba fa semplicemente schifo, povere nuove generazioni. Quale messaggio si comunica dicendo <troie> e <vi faccio una doccia, pinacolada>? E pensa che nelle scuole impazziscono per questo Sfera, bisognerebbe non farlo andare più in giro. Un’altra: bello, un porco che invita al dominio sessuale sulle donne. E complimenti alle ragazzine che forse non si sono accorte della battaglia che combattiamo anche per loro contro il maschilismo dilagante. Un terzo: noi padri e madri accettiamo di tutto, sfiduciati forse da tutte le volte che ci siamo allarmati ma ci siamo infranti su un muro di gomma. C’è un disegno preciso perché si formi una gioventù non pensante. Un quarto: è un mondo in mano a questi furbacchioni gonfiati di soldi dai nostri figli che credono di fare la rivoluzione solo perché vanno a morire in queste nuove cloache che sono le discoteche. All’una lì avevano già due ore di ritardo: in quel tempo quanti alcolici hanno venduto ai bambini?

 ETERNI FARISEI Il problema, ribatte una ragazza, non è cosa canta Sfera, né che migliaia di ragazzini lo replichino tristemente senza distinguere. Il problema è che molti di quei ragazzini non trovano ascolto altrove. Soprattutto in famiglia. Dove si turano le orecchie vedendo che i loro figli si sorbiscono quello schifo di testi: come a Corinaldo, vero?, dove li hanno pure accompagnati. Ci sono però anche famiglie e figli in gamba ma considerati all’antica. E quanto ai testi, obietta un 50enne, traduciamoci qualche canzone di Lou Reed, David Bowie, Iggy Pop e poi ne riparliamo. E Bob Marley, che esaltava le canne. E il nostro Vasco Rossi con la sua <Colpa di Alfredo> sia pure ironica  (<E’ andata in casa con il negro, la troia>). La verità, interviene un signore di mezza età, è che uno come Sfera racconta ciò che esiste anche senza di lui: le minorenni che vendono loro immagini o video porno per una ricarica da 10 euro del cellulare, che scopano con il ragazzo con più <mi piace> della scuola per poi postare una foto su Instagram e guadagnare cento <like>. Queste non esistono perché ci sono gli Sfera. E’ tutta una estetica e uno stile di vita. Adesso vediamo gli effetti di ciò che abbiamo seminato. Ma capire e dare risposte ai loro problemi non ci interessa. Non siamo intellettuali, critici, insegnanti o educatori. Siamo gli eterni farisei.  E sì, diamoci sempre tutte le colpe e facciamo il gioco di questi nuovi idoli da quattro soldi, è la replica.

 Il fatto è che ci sono stati sempre i cattivi maestri: invece di sparare trivialità nelle discoteche, si sparava nelle strade. E mai come ora la famiglia è tanto in crisi da non riuscire neanche a badare a se stessa. Per non parlare della scuola, svilita e prostrata da chi ne ha voluto minare il ruolo sociale. E con Internet che dilata tutto e sfugge a ogni controllo. Mi dispiace, dice un ultimo commento, che la nostra generazione debba ripetere con i suoi figli gli stessi sbagli fatti con noi quando avevamo vent’anni. E intanto, mentre si sbaglia, Sfera invita le tipe ad andare in camera con lui.