Questo Nord uccide il Sud e gli dice anche Caino

Venerdì 21 dicembre 2018 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Dunque il governatore del Veneto, Zaia, dice che il governo può scrivere una pagina di storia. Come? Ma dando l’autonomia alla sua Regione. E poi a Lombardia ed Emilia. Se lo facesse, aggiunge, verrebbe ricordato per aver portato alla modernità un Paese ormai stanco. Ma questa autonomia, scusi, non sarà un regalo al Nord? Ma no, sarà una opportunità vera di ammodernamento anche per il Sud. Come? Nessuna risposta. Ciò che per lui è certo è che non è affatto una questione di Nord contro Sud, ci mancherebbe. Anche il siciliano Sturzo era un federalista impenitente. Quindi.

 Il governatore Zaia si aspetta che la cosa sia fatta prima di Natale, tipo il 21 dicembre>. Oggi. Anche se ogni tanto ci sono dichiarazioni che non gli tornano. Ma ricorda che Salvini lo ha promesso. E lo ha fatto anche Di Maio giorni fa a Treviso. Ed è esplicitamente previsto nel contratto fra Lega (ex Nord) e Cinque Stelle. Ma che vuol dire questa autonomia? Poter decidere da noi, spiega Zaia, sulle 23 materie finora in comproprietà fra governo e Regioni, ciò che già sarebbe fare di ogni Regione uno Stato a sé. Ma in linea con la legge e la Costituzione, assicura.

 Sarà un sospetto, ma nell’intervista pare esserci un convitato di pietra del quale non si parla. Insomma una cosa non detta. E che vi si giri attorno per far finta. Allora Zaia lamenta che qualcuno fra i grillini pensa davvero a questa autonomia, appunto, come un regalo al Nord. Domanda: parla della ministra del Sud, Barbara Lezzi, la quale è molto solerte nel ricordare che l’autonomia sarà a <costo zero>? Sembra una di quelle domande con risposta incorporata. E’ qui che Zaia la mette sull’occasione di ammodernamento per il Sud. Ma risposta sul <costo zero>, niente. Ovvio. Perché egli nasconde furbescamente che il trucco è tutto lì. Perché la sua autonomia sarebbe a <costo zero> come può esserlo un gioiello di Bulgari.

 Ma ormai lo sanno anche i bambini, anche se non bisogna dirlo per non scoprire gli altarini. La sua autonomia significa che il Veneto tratterà sul suo territorio il 90 per cento delle sue tasse per un diritto derivante dall’essere più ricco. Magari sarebbe stato più giusto se fosse stato più povero. E se le sue tasse le trattiene sul suo territorio, non le paga allo Stato. E se non le paga allo Stato, lo Stato non potrà dare al resto dell’Italia i servizi pubblici che finora dà. Al Sud in testa, che già di servizi ne ha di meno. Ciò significa che il Veneto se ne frega degli altri per pensare solo a sé, per stare sempre meglio alla faccia di chi sta peggio. Si chiama egoismo, o no?

 Ma no, replica Zaia, sempre senza mai pronunciare la parola <soldi>. Chiaro, specifica, che devono essere fatte salve la <solidarietà e la sussidiarietà nazionali>. Che vuol dire, scusi (ma non glielo chiede l’intervistatore). Vuol dire che <finire in assistenzialismo non aiuta nessuno>. E che non si può premiare Caino e non Abele, chiarisce mettendola sul biblico. Laddove bisogna ulteriormente chiarire. Abele sarebbe il Veneto (col Nord) e Caino il Sud. Cioè quell’assassino di Caino del Sud vuol togliere i soldi e uccidere quel benefattore di Abele del Nord, che con la sua autonomia vuol toglierli al resto d’Italia ma restando in Italia.

  Proprio in questi giorni l’Istat ha certificato che chi vive in quel Caino di Sud continua a guadagnare la metà di chi lavora al Nord (e facendo lo stesso lavoro). E anche ammettendo che il costo della vita al Nord sia maggiore, non lo è mai del doppio. E l’Istat ha certificato anche che il Sud paga più tasse (ebbene sì) ma senza avere gli stessi servizi del Nord. Cornuto e mazziato. Sempre l’Istat ha detto che dopo la <ripresina> di due anni fa, il divario fra Nord e Sud è passato dal 44,1 al 45 per cento. Che al Sud c’è la povertà assoluta più alta d’Italia. E il record di ragazzi che emigrano e di quelli senza lavoro che non fanno nulla consumandosi nell’attesa del diritto fondamentale al lavoro in una Repubblica fondata sul lavoro. E sempre in questi giorni i soliti Savonarola che si occupano di qualità della vita hanno confermato che tutte le città del Sud sono al disotto delle città del Nord. Cercando di far vergognare il Sud della colpa di essere più povero e con meno qualità della vita, nel Paese in cui dovresti averla benché per ogni cittadino del Nord lo Stato spende ogni anno 4500 euro in più che per un cittadino del Sud.

 Questo sarebbe il Sud <Caino> di fronte a un Abele che a tutti i suoi privilegi vuole aggiungere quello infame di tenersi le sue tasse per stare sempre meglio. Un Nord faccia di tufo che vuole ammazzare ancòra di più il Sud ma dicendogli <Caino> e aggiungendo che questa è solidarietà. Delle polveriere ci si rende conto quando esplodono ed è troppo tardi. Chissà che il Sud non lo sia. E se ancòra non lo è, ci sono tutte le ragioni perché all’improvviso lo sia ed esploda.