Solo uno sguardo e saprò tutto di te

Sabato 5 gennaio 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Cos’è un battito di ciglia, un innocente battito di ciglia? Dimmi come lo fai e ti dirò chi sei. Anzi: dimmi come lo fai e capirò le tue intenzioni. Anzi entrerò nella tua mente, leggerò il tuo pensiero, anticiperò il tuo comportamento. Dovremmo imparare a non fare foto ogni due passi e a diffonderle in giro con lo smartphone. Peggio ancòra se giriamo un video, come è ormai abitudine alla cenetta in casa, alla gita con gli amici, in spiaggia con la fidanzata, allo stadio con gli ultras. Perché se un tempo si diceva <Taci ché il nemico ti ascolta>, ora si può dire <Nasconditi ché il nemico ti controlla>.

 INTELLIGENZA ARTIFICIALE Si chiama <riconoscimento facciale>. Mettiamo di avere un’immagine ricavata da Facebook, da una telecamera stradale, dalla videocamera in un ufficio pubblico, da droni che volano su di noi, dal cellulare. Ogni volto ha dagli otto ai 150 punti unici di quella persona. Non solo naso, bocca, fronte, mento, ma anche linee, pori, grinze, cicatrici. Da quel viso piatto e statico se ne può poi ricavare uno più mobile visto da tre posizioni (si dice <tridimensionale>). E per capire di chi è (e di chi non può essere) si può confrontare quel volto con i volti di altri milioni di persone conservati in archivi elettronici mondiali sempre più ricchi, con una esattezza al 95 per cento (Beppe Catacchio non potrà mai essere Vito Carella anche se si somigliano). Il computer è inoltre in grado di capire come diventerà col passare del tempo (tecnica usata per riconoscere persone scomparse o per delinquenti latitanti da molto). Ma dal volto puro e semplice si può arrivare alla mimica del volto, alla sua espressione. E dall’espressione alle emozioni. E dalle emozioni alle intenzioni. Appunto il sogno antico di scrutarti dentro. Di poter dire: tu per me non hai più segreti. Età, razza, stato d’animo.

 E’ l’intelligenza artificiale, bellezza, e tu non puoi farci niente. Solo scomparire tipo <Chi l’ha visto?>, chiudersi in un convento, o girare in burka, l’abito islamico femminile che lascia scoperti solo gli occhi (e neanche, visto che gli occhi sono la prima spia dell’anima). Ma i programmi dei computer oggi sono capaci di tutto con i famosi algoritmi, procedure matematiche che diventano onnipotenti mettendo a confronto dati. Anni fa sono stati sviluppati in Italia dei manichini con telecamere al posto degli occhi. Scopo: interpretare, appunto, l’espressione di un passante davanti a una vetrina e capire come reagiva osservando un certo capo di abbigliamento. Quindi, se avrebbe acquistato o no prima che lo facesse (o non lo facesse).

 Ma anche quando stiamo al volante. E’ il sistema adottato nei gran premi automobilistici di Formula 1, quelli di Hamilton e di Vettel. Si sono messe a confronto memorie e immagini di corse precedenti, oltre che delle precedenti prestazioni individuali dei piloti. E così si è arrivati a prevedere se alla successiva curva Vettel avrebbe conservato la posizione o se Hamilton lo avrebbe superato. E si è arrivati a prevedere la distanza a un certo punto tra Ferrari e Mercedes con un errore di soli cinque centimetri. Insomma, un battito di ciglia. Dice: ma se si sa tutto questo, è inutile gareggiare. Però non è detto che ci si azzecchi al cento per cento, perché di più imprevedibile dell’uomo c’è solo la donna. Ma si possono così correggere stili di guida. E aiutare i commentatori tv a fare bella figura anticipando cosa potrebbe succedere e calcolandone la percentuale.

 ANTICIPARE IL FUTURO Ma non solo automobilismo, c’è anche il calcio. Una società inglese si è specializzata, sempre confrontando milioni di dati, nell’avvertire le squadre sulla possibilità di infortunio muscolare di un proprio calciatore (tranne Ronaldo che è più invulnerabile di Achille). Ne ha previsti 170 su 184, accuratezza 90 per cento, con inevitabile (ingiusto) sospetto di iettatura e conseguenti cornetti sotto la maglietta. E invece dovevano ringraziarla per la possibilità offerta di anticiparli, quegli infortuni. E non soltanto sport. Calcolate anche le probabilità di guasto di macchinari industriali, azzeccate in questo caso all’88 per cento. Se si tiene conto che negli ultimi due anni sono state prodotte più informazioni che nel resto della storia dell’umanità, si capirà che con queste previsioni non c’entrano né la magia né tantomeno il fondo schiena.

 Ovvio però che a questo mondo non siamo tutti candidi come mammolette. Attenti quindi a non esagerare con i nostri battiti di ciglia, perché che ne faranno dipende come sempre dalle mani nelle quali la scienza può finire. Se sarà benessere o pericolo. Con l’uranio si diagnosticano malattie ma si fanno anche bombe atomiche. Ora addirittura si può animare in un video la faccia di una persona modificandone la voce e facendole dire qualsiasi cosa. Si consiglia di cominciare ad avere sospetti se si sente Salvini parlare bene dei neri.