Con Van Gogh sulla soglia dell’eternitÓ

Lunedý 7 gennaio 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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VAN GOGH. Sulla soglia dell’eternità – di Julian Schnabel. Interpreti: Willem Dafoe, Oscar Isaac. Biografico, Usa, 2018. Durata: 1 ora 41 minuti.

L’artista ha il dono di farci vedere ciò che gli altri non vedono. Si chiama cervello laterale. Come per esempio Van Gogh. Percorre un campo di girasoli inariditi e avvizziti. Li dipinge e tutti scoprono i girasoli, il loro incendio di luce e colore. Sappiamo cosa è oggi il pittore olandese: il più quotato al mondo, con scene di fanatismo a ogni mostra su di lui. A Bari in questi giorni se ne viviseziona lo stile con affascinanti strumenti di alta tecnologia. Eppure da vivo non vendette un quadro. E fu sempre perseguitato come un pazzo del quale liberarsi. Pur vivendo inoffensivo e randagio alle soglie di una eternità che gli arrise sùbito dopo quel colpo di pistola che lo spense proprio quando si cominciava a capirne il genio.

 Gran personaggio da film questo Vincent, come già in precedenti opere, ancorché sempre ai limiti dello stereotipo. Insultato ed evitato, tra alcol (che qui però non appare) e follia, fra un manicomio e l’altro, tra visioni e lacerazioni. Alla ricerca continua di attenzione per continuare, di carità per vivere, di amore per sopravvivere. Uno che poteva svenire guardando la potenza della natura e ascoltandone, come diceva, la voce di Dio.

  Il periodo raccontato è quello francese fra Arles (da dove i maligni e ignoranti lo cacciarono) e Auvers-sur-Oise. Ma più che la cronaca, la macchina da presa scandaglia a mano la psicologia, prodiga di primissimi piani. Ma prodiga pure di inquadrature che sono bellissime opere pittoriche anch’esse. Quasi scontato visto il regista, quell’americano Julian Schnabel che è soprattutto pittore, e non meno tormentato, sulla scena di New York.

 Un martellante spartito di piano accompagna la deriva maledetta e pietosa, cui un Willem Dafoe in gran forma conferisce la tensione necessaria. Eppure un senso di incompiuto aleggia su tutto, brividi ed emozione che non prendono sempre come potrebbero. Ma non alla fine, quando la bara dell’artista è ripresa dall’alto circondata dai suoi quadri prima derisi e non compresi, nell’occasione rubati spudoratamente. E ora infine milionari, con un mercato che sembra voler fare giustizia postuma a spese di uno che non riuscì mai a ottenerla quando la invocava.