La guerra perduta contro la cattiveria

Sabato 12 gennaio 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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In una vignetta di Altan, un padre alza al cielo il figlio in fasce ed esclama: Bello di papà, sa già digrignare i denti. E’ prevedibile che più in là con gli anni il marmocchio sistemi una legnata nel cranio a un tifoso avversario. Sono tempi in cui la bontà e la gentilezza sono più improbabili di un Dracula vegetariano. E un sorriso è più raro di un pinguino all’Equatore. E il veleno alla bocca è più normale di un nuovo fidanzato di Belen. Più che un colpo di fantasia, è sembrato quindi un gesto disperato quello del sindaco di Luzzara, paesino padano che dette i natali a un commediografo e poeta come Cesare Zavattini. Il quale sindaco, cosa ti fa? Con una ordinanza vieta la cattiveria, come anni fa il sindaco Emiliano a Bari vietò gli sguardi di sfida, con tanto di minacciosi cartelli plurilingue in strada.

 SINDACO KAMIKAZE Ora dire semplicemente <cattiveria vietata> sarebbe stato più improbabile di un Salvini in smoking nel Belpaese della complicazione cose semplici. Cosicché il titolo dell’ordinanza recita così: <Istituzione del divieto a manifestare rabbia, cattiveria, rancore e ogni atto fisico o verbale teso ad arrecare offesa a singoli o gruppi di persone>. Roba alla Cetto Laqualunque. Con sanzioni per chi non avesse capito che anche un san Francesco sarebbe stato da ora in poi considerato più volgare di un Grillo in calore. Sanzioni tipo la visione obbligatoria di <La vita è bella di Benigni>, come se appunto fosse una punizione. O la lettura di autori del calibro di Primo Levi o Conrad, della Yourcenar o Camilleri, evidentemente considerati alla stregua di purghe.

 Prima ancòra che il sindaco buonista fosse massacrato dagli scemi del villaggio che popolano Facebook, ci ha pensato qualche giornale di quelli senza sconti neanche con una madre Teresa. Ma vedilo vedilo, questo sindaco che fa la predica agli altri. E che proprio lui si è autopunito con le sue pene civiche, leggendo un bel mucchio di libri durante le vacanze. Reo di aver trattato il premier Conte come una iena farebbe con un coniglio. E reo di aver definito <pericolosi pagliacci> Di Maio e appunto Salvini, colpevoli di non essere del Pd come lui (nel qual caso sarebbe andata anche peggio).

  E’ vero che sui social la reazione più caritatevole nei suoi confronti è stata <Muori, datti fuoco, escremento>.Però il nostro sindaco se ne è uscito acciaccato ma non esanime dicendo di aver pensato alla sua ordinanza proprio quando ha capito che si stava ammalando anche lui. Nel frattempo la Premiata Ditta Insulti si era fatto a pezzi il vicesindaco di Trieste che ha gettato nei rifiuti la coperta di un senzatetto. Vicesindaco che ha poi detto di non essere stato capito.

 Questo il circo equestre nazionale, con tutto il rispetto per la vecchia nobiltà del circo. Primatista ovviamente una depravazione verbale su Internet di fronte alla quale Sodoma e Gomorra erano opere pie. Eppure ogni inizio anno è prodigo di tanti di quei buoni propositi da tappezzarci i viali del paradiso. Mentre si alzano gli ultimi allarmi contro la fine della civile convivenza in un ring giornaliero che distrugge, odia, insulta, irride, infanga. Ha cominciato quell’irriducibile del papa a dire che meglio gli atei che gli ipocriti in chiesa, quelli che odiano gli altri ma ci vanno con le mani giunte. Due neuropsichiatri italiani hanno esaltato l’effetto benefico degli abbracci sul cervello e sulla salute, tra amigdala, ippocampo, ipotalamo, corteccia cingolata, corteccia orbito-frontale e talamo. Abbracci che, più di baci e carezze, stimolerebbero l’ossicina, prevenendo lo stress ma anche il raffreddore (non ancòra note le reazioni dei killer da tastiera).

 CAPPUCCETTO ROSSO Dopo Capodanno, come minimo ci si ripromette di mettersi a dieta o di smettere di fumare. Qualcuno di andare a lezioni di inglese. Dietrofront previsto non più tardi di inizio febbraio. Secondo studi americani, tutto il segreto per il benessere è nella gratitudine, che andrebbe giornalmente allenata così come pranziamo e dormiamo. Sufficienti cinque minuti al giorno per elencare cinque ragioni di gratitudine. E mica roba da <La vita è una cosa meravigliosa>. Basterebbe apprezzare il profumo del caffè al mattino. O un complimento più inaspettato di un gol di Higuain. O un mazzo di fiori. Insomma miti pretese per sorprendenti risultati. Dicono.

 Insomma niente da puntarci alle scommesse dopo un annus horribilis concluso con un marito abbandonato che ha trascinato per strada la ex moglie con un collare per cani al collo. A proposito, anche gli animalisti hanno dato il loro apporto alla crociata contro la cattiveria, rieccola. Basta col dire <porco cane>. O <tagliare la testa al toro>. O avere <il cervello di gallina>. Soprattutto finiamola con questo lupo che si mangia la nonna aspettando Cappuccetto Rosso. Tanto i bambini oggi nascono, come si è visto, già digrignando i denti.