Caro Veneto quante bugìe stai dicendo al nostro sud

Venerdì 25 gennaio 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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<Eroica gente del Sud, rimango allibito da quanto sta accadendo sul progetto di autonomia del mio Veneto. Il Sud è una foresta che cresce, quotidianamente, ma che non ha mai avuto diritto di parola perché c’è sempre chi gli indica la strada sbagliata da percorrere. Nord e Sud hanno avuto un punto di partenza comune dopo la seconda guerra mondiale, ma resta innegabile che in questi decenni ci sia stata una divaricazione profonda. Alcuni territori, quelli del Nord, sono economicamente decollati; quelli del Sud non si sono invece mai affrancati, come sarebbe stato giusto attendersi visto il loro potenziale umano e ambientale>.

 <Qualcosa quindi è accaduto. O, per meglio dire, non è accaduto al Sud. Anche senza una autonomia del Nord, in questi decenni il Sud non ha portato a casa nulla in termini di sviluppo. E non mi si venga a dire che abbia avuto meno opportunità del Nord come cospicui investimenti sul fronte infrastrutturale, dei fondi comunitari, degli aiuti di Stato, delle agevolazioni fiscali. Questa autonomia che viene dipinta ai cittadini come la morte del Sud è, invece, una grande opportunità per loro. La verità è che l’autonomia fa paura a molti amministratori del Sud, perché è una vera assunzione di responsabilità. Ma chi racconta che l’autonomia  è un baratro per il Sud, dice qualcosa di contrario alla Costituzione vigente>.

 Firmato: Luca Zaia, presidente della Regione Veneto.

 <Illustre presidente Zaia, è l’“eroica” gente del Sud che le risponde. Ed eroica deve essere davvero visto che, come lei dice, cresce nonostante discriminazioni della spesa pubblica nazionale, sulla quale vorremmo informarla dato che lei non ne parla. Il Sud ha il 34 per cento della popolazione, ma questa spesa pubblica non ha mai superato finora il 28 per cento nonostante gli impegni (a parole) dei governi. Moltiplichi per decenni questa differenza di 40 miliardi l’anno e faccia sapere se ora, per ogni 100 euro del vostro reddito, il Sud ne avrebbe 50>.

 <La vediamo, presidente, disinformata anche su altro. Sono i Conti pubblici territoriali a dire che la spesa pubblica dello Stato è per ogni cittadino del Centro Nord di 14.998 euro l’anno e di 12.033 per ogni cittadino meridionale. Questo si traduce in un livello di servizi pubblici al Sud sempre sotto il minimo indispensabile, e in un livello della qualità della vita per il quale il Sud secondo voi dovrebbe vergognarsi invece di avere scuse. E questo benché la qualità della vita meridionale abbia comunque pregi tali da far accorrere in vacanza al Sud molti dei suoi cittadini. Si dovrebbe imparare dal Sud che fa il più col meno, altro che>.

 <Se si ignorano queste cifre, presidente, è facile dire la bugia che il ritardo del Sud dipende dai meridionali: incapaci e piagnoni. Poi lei dice che Nord e Sud hanno avuto una partenza simile dopo la seconda guerra mondiale. Meriterebbe zero in storia, ma può riparare. Le distruzioni al Sud non ebbero pari al Nord. Solo a Foggia per i bombardamenti ci furono 20 mila morti, dieci volte più di quelli di tutto il Centro Nord.  E gli americani decisero il piano Marshall proprio perché consapevoli di ciò che avevano combinato nella loro risalita dell’Italia. Però quel piano fu speso quasi tutto al Nord, per il teorema secondo il quale, se cresceva il Nord, sarebbe cresciuto anche il Sud come bagaglio appresso. Anche per questo al Sud si volle rimediare con la Cassa per il Mezzogiorno. Furono interventi che ricostruirono il Sud, lo fecero crescere più del Nord e consentirono il miracolo economico italiano anche grazie alla solita emigrazione meridionale. Finché la Lega Nord di sua conoscenza non decise che fosse il Nord ad aver più diritti del Sud nonostante il divario. Altro che cospicui investimenti e agevolazioni fiscali>.

 <Quanto al Sud, presidente Zaia, che avrebbe paura di una maggiore autonomia, lasciamo perdere. Il Sud ha accettato il federalismo della sua Lega, ritrovandosi con tasse locali più alte del Nord. Ma senza che il federalismo si sia occupato, dal 2001, di mantenere l’impegno di fissare il livello minimo al disotto del quale i servizi pubblici al Sud non avrebbero dovuto scendere. Né tanto meno l’altrettanto assicurato fondo di perequazione delle infrastrutture. Con queste condizioni preventive, il Sud non avrebbe affatto paura dell’autonomia. Ma perché lei non ne  parla?>.

 <Signor presidente, lei non parla neanche dei nove decimi delle vostre tasse che vorreste trattenere sul vostro territorio come se fossero cosa vostra sottraendole al resto d’Italia e impoverendolo. E violando la Costituzione che invoca. Secondo voi i ricchi hanno più diritti solo perché più ricchi. Ma guardi che se non continuaste a beneficiare di tutto quanto detto, al Veneto toccherebbero meno soldi di oggi e l’autonomia non gli converrebbe. Il fatto è, presidente, che l’eroica gente del Sud, non avendo l’anello al naso, lo ha capito>.