Se non mi piaci sei mezzo finito

Sabato 2 marzo 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Il mondo a premi come al supermercato. Quante volte abbiamo avuto voglia di avere per le mani quello che con la macchina in doppia fila ci impedisce di uscire? Ma fra poco forse avremo giustizia, e non grazie al vigile urbano.  A farci capire che futuro ci aspetta provvedono per ora programmi televisivi. Come l’episodio <Nosedive> della serie <Black Mirror> su Netflix, che immagina una società nella quale ogni persona ha un punteggio da uno a cinque in base ai suoi comportamenti e alla sua reputazione, con premi e punizioni corrispondenti. O come la puntata <Majority rule> della serie <The Orville>, in cui gli astronauti atterrano su un pianeta dove ogni cittadino col cellulare alla mano ti può schiacciare un <like> (mi piace) o un <dislike> (non mi piace) sul petto decidendo della tua sorte (si finisce in un processo tv in cui puoi essere condannato o assolto dai telespettatori via Internet). Per non parlare del famoso romanzo <Grande Fratello> in cui già nel 1984 lo scrittore George Orwell immaginava occhi a teleschermo puntati sulla vita di tutti i cittadini in un mondo con un Unico Partito. 

 TUTTI CONTROLLATI Ma non è che si debba aspettare tanto. Vedi in Cina, dove già succede di peggio, e volontariamente, in attesa del 2020 in cui sarà obbligatorio. Ogni momento della vita quotidiana è lì controllato attraverso le tracce elettroniche che ne lasciano (fra carte di credito, tessere elettroniche, telecomandi, budge al lavoro). O tramite un immenso sistema di 170 milioni di telecamere e droni che col riconoscimento facciale permette di identificare 10 milioni di volti in meno di un secondo. O microchip su tutte le nuove auto. Mentre nella provincia di Henan la polizia è dotata di occhiali con mini-telecamere capaci di riconoscere un volto (esempio, di un ricercato) fra una folla di 10 mila persone in 100 millisecondi. E a Shanghai le telecamere sui semafori non solo riprendono i pedoni che attraversano col rosso, ma ne proiettano i volti su maxischermi: una gogna efficace da loro, chissà quanto da noi. Immediatamente finiremmo a <Striscia la notizia> e a cento interrogazioni parlamentari. Con la multa forse addirittura condonata. E il protagonista all’<Isola dei famosi>.

 Non solo, però, maxischermi in Cina. Un sistema di punti assegnati o tolti crea cittadini buoni o cattivi. I buoni sono quelli che onorano i debiti, quelli che pagano puntualmente le bollette, chi rispetta i limiti di velocità, chi non gioca dieci ore al giorno ai videogame, chi non salta le lezioni. Con conseguenze immediate. I buoni potranno muoversi in un <canale verde>, i cattivi non potranno muovere un passo. Esempio, per ottenere prestiti dalle banche. Per mandare i figli nelle migliori scuole. Per iscriversi alle università. Per il ricovero negli ospedali. Per l’assegnazione di una casa. Per prenotare un aereo. Per viaggiare su treni veloci. Per una vacanza in alberghi super. E premi come buoni-spesa, noleggio di auto senza deposito, precedenza nelle pratiche burocratiche. Un <credito sociale> tendente a un clima di fiducia reciproco. A una <cultura della sincerità> E tutto certificato dal governo.

 LA COLONNA INFAME Che possa essere un gigantesco sistema di controllo, non ci piove. Nessuno ha mai creduto che la società cinese sia un modello di democrazia. Anzi è proprio una dittatura. Ma per l’immenso concorso già in milioni hanno già firmato. Forse per paura di un rifiuto che catalogasse fra i <cattivi>. O per avere i privilegi speciali dei <buoni>. Soprattutto apprezzata l’affidabilità dei debitori, quella che non farebbe finire alla Colonna Infame di piazza Mercantile a Bari. Perché in fondo con tutta la giostra il governo vorrebbe incrementare i consumi concedendo più prestiti. E su un miliardo e 300 milioni di persone, chissà quante pecore nere.

 Da noi in Occidente, cosa ci si aspettava che dicessimo? Ci siamo divisi in <apocalittici> e <integrati>, come già ci vide Umberto Eco quando iniziò la semplice era televisiva. Tra chi ritiene che possa (e debba) succedere solo lì, e chi dice che si può ragionare. Pensiamo da noi solo una scena come nei bagni al Tempio del Cielo di Pechino, dove contano pure quanta carta usi per asciugare il viso, e nei nove minuti successivi non ne puoi avere altra. Più probabile dalle nostre parti un Tom Cruise che nel film <Minority report> si mette occhiali da sole scuri per fregare il riconoscimento facciale. E chi si indigna per la seconda fila altrui, è ipotizzabile che un’altra volta posteggi in terza. Ed è una opinione anche la Var nel calcio, che ti dice che non è rigore ma l’arbitro lo dà.

 Ma il fatto è che, quando cominci con lo sguardo addosso, prima o poi finisci per fare ciò che lo sguardo vuole. C’è una telecamera fra la sicurezza e l’arbitrio. Essenziale è saperlo. Non essendo però una soluzione quella all’italiana, dove nove volte su dieci la telecamera non funziona.