Tutti single e soli nel lungo silenzio

Sabato 4 maggio 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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E mica dovremo aspettare il 2030 perché si giri il film <Odissea single>, e neanche nello spazio. Già ora in Italia un terzo delle famiglie è composto da una sola persona. Mononucleari, si dice, e sembra una parola minacciosa. Famiglie di single. E per vocazione, non perché ci siano vedove e vedovi. Quelle che se la cantano e se la suonano per conto loro. Si alzano la mattina e con chi parlano? A chi dicono vado di fretta prendo solo un caffè, a chi dicono ci vediamo all’ora di pranzo, a chi dicono vai tu a prendere i bambini a scuola, a chi dicono mi sento molto raffreddato? Neanche al cellulare parlano, ché ormai è tutto whatsapp, sempre più frequenti i casi di calcificazione della voce per scarso uso come quando lasci per troppo tempo la macchina ferma e non parte più. Solitudine. E non è una stella cadente a caso come quelle della notte di san Lorenzo.

 IL MONDO ATTUALE Nell’anno del Signore 2018  metà della popolazione italiana era celibe, l’81 per cento degli uomini fra i 25 e i 34 anni e il 65 per cento delle donne non era sposato. Solo l’altra metà viveva in coppia. E in coppia vuol dire che se dici, vi presento mia moglie, ti guardano come uno strano, questi sono ancòra marito e moglie. Oggi al massimo si dice, la mia compagna e il mio compagno. Anzi ci sono quelli che pur essendo marito e moglie per non fare brutta figura dicono anche loro, la mia compagna e il mio compagno. Non ne parliamo neanche di fidanzata e fidanzato.  Diminuiscono i matrimoni e aumentano separazioni e divorzi, quadruplicati dal 1991. E se non rompi entro i 55 e i 64 anni sembri uno sfigato, visto che è allora che ci si vuole rifare una vita. Come, sempre insieme? Complimenti molto più somiglianti alla commiserazione. E matrimonio non più vincolo sacro, figuriamoci, ma un contratto tipo quello fra Di Maio e Salvini. Che infatti non sarebbero uniti manco col Bostik.

 E’ proprio per evitare rischi e seccature e gli avvocati di mezzo, che è meglio single e famiglie di una sola persona. Parlo con me. Anzi non parlo neanche con i nuovi elettrodomestici a comando vocale tipo Siri, meglio che ci pensi il cellulare a comando elettronico. La macchinetta del caffè programmata alle 7,30, lavatrici e lavastoviglie che sanno da sole quando si devono mettere in funzione, anche la doccia parte alle 7,45, il frigorifero segnala quando mancano la minerale e il parmigiano. E alle 13,30 la trattoria sotto casa mi manda da mangiare. Non una parola, se ti metti le cuffie anche il televisore lo senti senza che nell’ambiente si diffonda un fiato. E del resto ci ha pensato una app, applicazione da smartphone che viene dalla solita California, a dirmi come diventare il tipo più interessante che conosco: me stesso.

 Il fatto è che oggi la solitudine farebbe (farebbe) meno paura. Ancor più a una generazione che anche quando ha qualcosa da dirsi fianco a fianco lo fa tramite cellulare. Varrebbe  più essere liberi e autonomi, anche perché non ci si prende una responsabilità nemmeno sotto tortura. <Egolatria> più che egoismo. Orgogliosi allo specchio come i più belli del reame. Vita più sana e soddisfatta. Oppure sono solo vittime. Ché senza un lavoro che non cessi sempre dopo sei mesi e poi di nuovo ansia, chi si mette a creare, appunto, un nucleo familiare che non sia una famiglia mononucleare? Fare figli, non scherziamo. E niente figli significa popolazione sempre più vecchia, badanti più che babysitter. E silenzio più che gridi di bambini. In Italia ultra65enne ormai uno su cinque. Ma vedi il Giappone che sembra un camposanto, di questo passo al mondo non ci sarà più un giapponese.

 MALATTIA SOCIALE Dal prossimo autunno a Helsigborg, in Svezia, partirà un esperimento abitativo che farà convivere, con affitti agevolati, anziani, giovani e immigrati. Appunto contro la solitudine. In Gran Bretagna ne soffre il 22 per cento delle persone tanto che hanno nominato un viceministro per occuparsene. Malattia sociale. Imbattibile il centro di Manhattan, a New York, dove a vivere da soli sono il 90 per cento degli abitanti. E il fatto è che nel mondo occidentale si indeboliscono anche quelle che si definiscono <reti sociali>. Insomma i conoscenti se non proprio gli amici, ora in media meno di due ciascuno, sono sempre più quelli che dicono nessuno. Per scelta o per circostanze, <ognuno perso dietro ai fatti suoi>, come canta Vasco Rossi.

 I fatti suoi. Come a Manduria, dove tormentano di piccole violenze un povero anziano che muore senza che nessuno ne sapesse niente. Nel Sud dove incontravi sempre qualcuno che ti chiedeva, come stai. Eccoci allora tutti cattivi, anzi incattiviti, single e arrabbiati, neanche con un ritorno a casa dove trovare, chissà, un barbaglio di calore. Ora ci ritorni solo, accendi la luce, ti metti al cellulare. E dietro le finestre illuminate si svolge la fredda vita segreta di ciascuno di noi.