Felicità,ultimi consigli (in)utili

Sabato 8 giugno 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Meglio essere felici che infelici. Sembra una battuta alla Catalano, quel personaggio televisivo secondo il quale se non siamo morti, sicuramente siamo vivi. Eppure la felicità continua a essere più rara di un sorriso fra Di Maio e Salvini. E a milioni di anni dalla nostra comparsa sulla Terra stiamo ancora a chiederci cosa sia e dove sia manco fosse il diamante rosa. Chi ne avesse scoperto la formula segreta come la CocaCola dovrebbe essere premiato con un Nobel. Anzi essere fatto santo sùbito, benché la maggior parte dei santi si siano conquistati l’aureola più col tormento che col contento. Non meraviglia quindi che, più che i consigli dei santi, siano seguitissimi quelli di santoni con promesse di successo pari alle certezze di insuccesso.

 CRISI DI NERVI Ecco perché l’ultima guida pratica alla gioia appena uscita deve darsi un po’ le arie. Parlando di idee riconosciute dalla scienza per superare il muro più insuperabile del momento: lo scetticismo cronico degli infelici non meno cronici. Scienza qui rappresentata dall’ospedale San Raffaele di Milano, laddove già un ospedale non è che sia il soggetto più rassicurante in merito. Ed è Eliana Liotta l’autrice con le sue 25 idee per essere tutti raggianti come pasque. Chi s’attendesse complicati algoritmi per raggiungere il risultato, si tranquillizzi. Anche perché proprio gli algoritmi non sono solo formule matematiche ma uno dei motivi per cui siamo tutti sull’orlo di una crisi di nervi. 

 Le 25 idee sono molto più semplici finanche del famoso libretto rosso di Mao, quello che raccomandava di lavarsi i denti la mattina come via rapida alla rivoluzione. <Mangiare insieme> è indicato già come pizzico di felicità. Un po’ più complicato il consiglio di avere la <compagnia dell’io>, laddove uno dei nemici più giurati di se stessi è proprio <l’io>. Va bene la <curiosità>, più arduo dare <un senso alla vita> ché se uno ci riuscisse avrebbe già fatto Bingo per conto suo. Molto quotato come medicinale abbandonarsi al <tempo lento> come la Juve di Allegri, ciò che non dovrebbe essere in contraddizione col <movimento>, altro suggerimento, specie se non ci proponiamo di essere dei Mennea (che infatti era sempre incazzato nero).

 Ancòra. <Stare al sole> farebbe benissimo non solo per la tintarella, ma poi ci devono spiegare come mai gli islandesi se la passano meglio di noi. Quindi la <dieta del buonumore>, non essendo indicato però cosa meglio fra un ragù tirato per 48 ore e un polpo crudo succhiato come un erotismo. <Dire grazie> lo ha già suggerito papa Francesco, il quale ha aggiunto <dire prego> per una questione di educazione, che diamine. <Sorridere> è automatico, pure dopo una lettera dell’Agenzia delle entrate. <Abbracci> a volontà anche prima e dopo i pasti. Poi darsi <respiri profondi> magari in mezzo all’inquinamento cittadino. Così come coltivare la <musica>, fosse anche roba di XFactor.

 PUNTEGGIO OGNI GIORNO <Dormire bene>, raccomandano, e ci mancherebbe, anche dopo aver visto una rissa tv fra la Meloni e Sgarbi. E gli animali, trattate gli animali, che chissà chi gliela fa fare a farsela con tipi come gli umani. <Fare del bene> è ovvio, come quei salentini che hanno accolto i profughi con piatti di pasta asciutta e li hanno massacrati su Facebook noto covo di imbecilli. L’<amicizia> è sempre indicata, pur in tempi in cui bastare a se stessi è anche troppo. E il <coraggio>, ché se uno ce l’avesse se ne fregherebbe, francamente, della felicità. <Viaggi e vacanze> a più non posso, manco a dirlo nel Paese dei ponti e delle feste. E <menu per il microbiota>, sapendo che anche se abbiamo mal di denti dipende dall’intestino: allora carciofi e cioccolato fondente, un paio di noci quotidiane, essendo un panino SuperMac considerato benefico quanto una fidanzata che ti lascia. L’opposto dell’<amore>, che non manchi mai, possibilmente non come quello di chi ammazza una donna ogni due giorni.

 Insomma, se proprio non vogliamo tergiversare, il nostro manuale ci dice chiaro e tondo che la felicità deve essere una scelta, va desiderata. Cioè meglio essere felici. Questione di allenamento come la passeggiata veloce. Dandosi un punteggio ogni giorno. E non drammatizzando un dispiacere, perché metti che domani ne abbia uno peggio. E facendo finta di niente se fra le 25 note dell’Inno alla Gioia non c’è la sicurezza economica, magari sarà aggiunta in una seconda edizione dopo aver visto le reazioni alla prima.

 Ci si domanda sempre perché tutti dicano che in nessuna parte al mondo si vive così bene come in Italia, e tutti se ne vogliono andare dall’Italia. Perché il primo popolo della Terra riesce così spesso a essere l’ultimo soprattutto quando riesce a fare così male a se stesso. Difficile quesito. Forse perché in tutti i manuali non è compresa una 26ma causa di felicità: riuscire a capire cosa abbia nella testa (o nell’intestino) il Belpaese.