Scrivi monopattino leggi multi-danno

Sabato 24 agosto 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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No, troppo faticosi i monopattini di un tempo, quello dei ragazzini oggi diventati adulti. Un piede sopra e l’altro a strisciare forsennati fino a diventare come peperoni per il sudore. E c’era anche il rudimentale carretto a quattro ruote e a rischio osso sacro. Ma era un gioco, mentre oggi, scusate, il nuovo monopattino è una scelta ecologica, per una vita in verde, anzi <green>. Anzi proprio una rivoluzione della mobilità urbana. Anzi il futuro che avanza. E così, dimmi in che città del mondo vai, e ti dirò che monopattino trovi. Oltre cento queste città. Ma di sicuro molte di più, come chi è reduce da vacanze sa. Fino a parlare di <generazione monopattino>, perché ad usarlo è soprattutto chi ha meno di 30 anni. Particolare finora sfuggito: elettrico è, perché non vorremo mica far venire l’affanno ai nostri figli <pizz’e core>.

 CONTRO IL TRAFFICO Tutto nato nella solita California della Silicon Valley, dove ogni giorno se ne inventano una. Ma ora sbarcato anche in Italia. Il traffico ci sommerge, l’inquinamento provoca il surriscaldamento globale, il surriscaldamento globale fa sciogliere i ghiacciai, abbiamo avuto il luglio più caldo di sempre. Domani i poveri che non possono spostarsi resteranno ad arrostire nei Sud del mondo, i ricchi se ne andranno sempre più a Nord: dove, per la verità, anche in una Islanda si soffoca come da noi. Si poteva continuare a fare questa vita? Ecco allora il monopattino. Col quale non è che puoi volare come la Befana sulla scopa. Ma percorrere il cosiddetto <ultimo miglio>, sì. Arrivi  a casa, vai al lavoro, raggiungi gli amici in pizzeria. Trenta chilometri di autonomia, basta e avanza se non vuoi correre un Gran Premio.

 Il problema è che questi nuovi mezzi di locomozione sono più silenziosi di un pesce col mal di gola. E se non hai più occhi di un telescopio astronomico, ti piombano addosso come una fucilata. Né la loro stabilità è diversa da quella di una saponetta. Così negli Stati Uniti ci hanno lasciato finora la pelle in undici, tanto che a New York e a Seattle hanno detto stop fino a nuovo ordine. E un morto c’è stato anche a Parigi e in Svezia. Senza contare effetti collaterali ortopedici a cominciare dalla schiena a pezzi. Perché non è che per loro hanno inventato tragitti lisci come palle di biliardo. E non tutti ricordano di essere comunque in piedi su due ruote. Né tutti rispettano le regole, ricordando anzitutto che anche un mezzo così gentile non è di gommapiuma.

 Né solo monopattino. Facendo parte della categoria anche l’<hoverboard>, due ruote orizzontali senza manubrio. O il <segway>, due ruote orizzontali con manubrio. O il <monowheel>, una ruota con due alette ai lati per i piedi e niente manubrio, roba da equilibristi del Cirque du Soleil. Tutti mezzi di trasporto di competenza del ministro Toninelli, quello più contestato di un gol in fuorigioco. E per i quali è stata una pacchia (rieccola) fino al 27 luglio scorso, quando per l’Italia le famose regole sono state infine stabilite. Senza che però la pacchia finisca immediatamente, avverbio poco incline al Belpaese. Avendo i Comuni un anno di tempo per iniziare la sperimentazione. Oltre che apporre una segnaletica, predisporre i parcheggi, attrezzare le colonnine di ricarica.

 MANEGGIARE CON CURA Allora monopattini con potenza non superiore ai 500 watt, potenza non esattamente da luce sul comodino. Concessi solo ai maggiorenni (o ai minorenni col patentino per ciclomotori). Libertà di circolazione nelle ore diurne, obbligo di giubbotto o bretelle retroriflettenti dal tramonto all’alba successiva (imposizione che potrebbe avere lo stesso successo del dovere per gli automobilisti di mettere le cinture di sicurezza). Segnalatore acustico, luce bianca o gialla fissa sul davanti (e rossa dietro) in condizioni di scarsa illuminazione (altrimenti mezzo trasportato a mano). Circolazione consentita solo in aree pedonali, marciapiedi, piste ciclabili e, su strada, solo nelle Zone 30 (30 chilometri all’ora). Dove non ci sono, velocità massima di 6 km l’ora. Vietati il trasporto di passeggeri o cose oltre che il traino. Evitare manovre brusche e acrobazie, così come è vietato che i motorini impennino ma lo fanno tutti i ragazzini che si credono Valentino Rossi. Costo dai 90 agli 800 euro, cineserie a parte. Possibilità di noleggio, se dalle nostre parti non finisce come con le biciclette, per le quali il noleggio è stato confuso con la licenza di danneggiamento o di furto.

 Il fatto è che non è che i Comuni siano tanto entusiasti di avere questi affari fra i piedi. E non c’è dubbio che sia tutta materia da maneggiare con cura. Vedendo ogni giorno monopattini piombarti appresso senza un sibilo, al buio e senza luci: insomma roba fra il divertimento e il teppismo. Ma si sa, in tutte le cose, il problema è sempre la cultura del rispetto. Proprio quella che se non ce l’hai, valla a imparare chissà dove.