Ma chissÓ se Greta rispetta l’ambiente

Sabato 7 settembre 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Vedi una sagra qualsiasi a beneficio dei turisti. Salsicce, bombette, gnummareddi. Tutta bella carne rossa che più rossa c’è solo la muleta del torero. E poi, soprattutto dalle nostre parti, panzerotti che per beccarne uno devi fare mezzora di coda col tagliando come alla Asl. Magari i turisti sono amanti della natura, vanno alla sagre perché sono più genuine di una cena con lo chef che si crede Marlon Brando. Il fatto è che il turista ignora (o fa finta di ignorare) che ogni bistecca costa all’ambiente duecento litri di acqua. E che 37 miliardi di tonnellate l’anno di metano (molto più potente dell’anidride carbonica) sono sparati al cielo da quelle sporcaccione delle vacche durante la digestione. Mentre dove volete, se non in qualche lavandino, che smaltiscano l’olio della frittura più nero della nafta di un piroscafo? Eppure i turisti tutti contenti credono di aver fatto la loro parte per la difesa del pianeta.

 TURISMO DI MASSA Vedi gli aerei, specie ora con i <low cost>, basso costo, ché tu ne prendi uno e ti ritrovi all’altro capo del mondo. Ma chissà se il turista ecologo sa che terrificante quantità di gas serra è emessa con un volo. Tanto che partendo dalla Svezia si sta diffondendo nel mondo il movimento <flight shaming>, vergognarsi di volare. Mentre spuntano nuovi aeroporti ovunque, ne progettano uno anche ai 4 mila metri del Machu Picchu in Perù (e Dio voglia che non pensino a uno fra i Sassi di Matera, dove però a trattare come una discarica il cielo pulito stanno provvedendo le auto del film di 007). E non ne parliamo di Venezia, dove le supernavi da crociera passano trionfanti in un budello d’acqua rischiando di trascinarsi appresso tutta piazza San Marco. Ma senza che i passeggeri tanto rispettosi del creato si preoccupino più del precario equilibrio della Laguna che del loro sollazzo.

 La verità è che bisognerebbe eliminare il turismo di massa, essendo ogni turista più ammorbante di una vettura che ha bruciato la testata. Eppure il numero dei voli potrebbe raddoppiare in vent’anni. Né sembra che gli aerei siano pronti ad andare a energia solare più che a cherosene. Si dovrebbe viaggiare di più in treno. E però, per dire, non puoi costringermi a prendere l’Orient Express per andare in Cina nuova tappa di moda, tranne che io non voglia vivere il brivido superpagato di un omicidio a bordo. E quanto alle sagre, è vero che non si vive di sola carne (anzi si muore). Ma nessuna cicoriella sarà mai capace di far vivere il piacere fumoso di una grigliata consumata alla crudele in un piatto di plastica con posate accluse. Proprio quella plastica monouso che tutti dicono di voler eliminare tanto quanto nessuno lo fa. Meno che mai il turista benpensante che non può mangiare con le mani.

 Ma può il turista sentirsi in colpa proprio quando fa il turista? E proprio a me devi venire a dire di ridurre i viaggi? Posso far funzionare le gambe, ma oltre al <camino> verso Santiago di Compostela non intendo guadagnarmi in altro modo la santità. Posso evitare i luoghi più affollati. Ma se vado in quelli meno conosciuti come un Indiana Jones, prima o poi l’<effetto vasi comunicanti> riempirà anche quelli perché non c’è nulla di più contagioso di una nuova scoperta. E’ come i panini al pesce di <Pescaria> di Polignano, nessuno ci avrebbe pensato tranne i due geniali innovatori che li hanno inventati. Lanciando una floridissima moda anche fra chi mai avrebbe immaginato di accompagnare il pesce col pane manco fosse un ragù.

 EMISSIONI ZERO E la stessa Greta, bella mia. La svedesina paladina della natura diventata una star ché neanche Meryl Streep. Lei che per non usare gli aerei inquinanti (appunto) va a New York su una barca a vela da competizione. Rigidamente emissioni zero, tutto a energia del vento ed elettricità col sole. Finché è quell’impunito dello scrittore Alessandro Perissinotto a farle impietosamente le pulci. Scusi, si è mai chiesta quante risorse del pianeta sono state spese per realizzare le vele? Quali polimeri, quali plastiche sono stati utilizzati? Quanti fumi sono stati immessi nell’atmosfera per i trattamenti termici delle parti in metallo? Greta paragonata a quello sciatore che percorre i pendii immacolati di una montagna, dopo aver raggiunto l’alta quota con un elicottero. Lui che dice di amare l’ambiente (e ci mancherebbe) e di muoversi sulla neve senza inquinare. Ma chissà se ignaro che l’elicottero che lo ha portato lassù ha avvelenato l’aria quanto dieci automobili.

 Meno male che Greta c’è, sia chiaro. Ma ci passano tonnellate di veleni fra il dire del rispetto del creato e il fare dei comportamenti quotidiani. A cominciare dai turisti dei barbecue. Per fortuna le piazze si riempiono di giovani che come Greta pretendono un mondo non distrutto dalla ingordigia dei grandi. La domanda è quanti di questi giovani di buona volontà domani preferiranno la bicicletta al motorino.