Datemi un nonno per salvare l’Italia

Sabato 28 settembre 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Il 2 ottobre è un’altra festa <dei> nonni perché nessuno osa più fare la festa <ai> nonni. Con i nonni in posizione di forza mentre prima erano in posizione di debolezza. Da compatiti a riveriti. Perché se un tempo si diceva, ma il nonno dove lo metto?, ora si dice, ma il nipote dove lo metto? Perché se prima i nipoti erano il bastone della vecchiaia dei nonni, ora i nonni sono il bastone per la giovinezza dei nipoti. Provino a farne a meno, e un nipote su tre non saprebbe come sopravvivere. E non solo perché sono diventati per loro un ammortizzatore sociale più della cassa integrazione. Non solo perché con l’invecchiamento della popolazione e i figli che non si fanno ci sono più nonni che nipoti. Non solo perché sono rimasti l’unica cosa fissa, a cominciare dalla loro pensione, in un mondo sempre più mobile, a cominciare dal lavoro dei nipoti. Ma perché vivono in media cinque anni di più. E soprattutto perché, più la famiglia scompare, più sono l’unica speranza che non scompare.

 SOSTEGNO AI NIPOTI Con sempre nuovi ruoli per loro. Vedi ora a Hong Kong, dove infuria la <rivolta degli ombrelli>. Si ribellano i giovani che non vogliono perdere la democrazia per colpa di leggi cinesi che stanno alla democrazia come Salvini sta a una gentilezza. Così all’ex veneranda età di 85 anni, nonno Wang si mette fra la polizia e i ragazzi mascherati quando gli scontri infuriano. E solleva il bastone da passeggio davanti agli agenti per evitare che partano le cariche, così come con occhialini da piscina si protegge gli occhi dai lacrimogeni. Anzi insieme ad altri coetanei che ne seguono l’esempio, si porta dietro uno sgabellino perché neanche la longevità può farci molto con l’artrosi né è un sollievo il surriscaldamento globale che fa incazzare Greta.

 Vedi l’iniziativa <Nonni con lode> a favore degli studenti fuorisede dell’università e del politecnico di Torino. Un giovane fuorisede sta a un bottone da cucire e a un uovo a tegamino come lo scalatore Rudolf Messner sta a una immersione in mare. Dal cucito alla cucina. Sono le materie che i nonni gli insegnano, ricevendone in cambio un aiuto per la dichiarazione dei redditi o la domanda per un’ecografia alla Asl. Scambio di abilità differenti, mentre prima i nonni erano buoni soltanto a far pesare disabilità. E i giovani a fargli pesare fastidio e indifferenza.

 Beato il nonno e chi ce l’ha, si potrebbe dire. Chi ha un nonno ha un tesoro mentre prima aveva una rogna. Con i servizi sociali che non ci sono, chi si giocherebbe un nonno come se non ci fosse? Così i bambini all’asilo è meglio che li portino loro, visto quanti padri se li dimenticano in auto. E chi se li tiene questi nipoti, con la mamma che lavora? E che se si mette a pagare la babysitter, deve fare il mutuo? Cinquanta miliardi di euro l’anno si risparmiano così, visto che le babysitter non pagano le tasse e ai nonni non danno neanche la paghetta. E risparmiate anche un miliardo 322 milioni di ore l’anno.  E chi li porta questi nipoti alla danza, e in piscina, alla ludoteca, all’inglese, alla vaccinazione, alla festa di compleanno? E in palestra, al piano, al parco, alla recita, al museo, ai dinosauri? E chi li porta in tutti i posti inutili in cui le scuole li fanno andare spacciando per istruttive visite che nessuno ha mai capito in cosa istruiscano? E chi dice ai nipoti basta con quei giochi al cellulare perché i genitori che stanno sempre al WhatsApp non possono dire ai bambini di non stare sempre con i videogiochi? 

 L’ANELLO MANCANTE Ma non solo. Addirittura lo Zimbawe, Stato africano insospettato. Dove hanno inventato la <Panchina dell’amicizia> sulla quale far sedere persone che hanno bisogno di ritrovare se stesse. Persone che hanno perso il senso della propria esistenza. Persone che non si raccapezzano più. Persone che tanto ci vedono nero da essere finite nel buio della depressione. E bisognose di una luce. Chi più di un nonno allo scopo? A dare futuro proprio loro che non ne hanno molto davanti. Sono state oltre 400 le nonne coinvolte. Come dire che chi ha già vissuto una vita, può fare assaporare un gusto nuovo alla tua. Panchine poi approdate prima in Gran Bretagna e poi negli Sati Uniti. Dove migliaia di nonne si sono sedute coi loro pazienti da curare sulle panchine arancione di Central Park e non solo.

 Il fatto è che sono diventati più remoti del pianeta Urano i nonni che facevano gli <umarelli>, appostati davanti ai cantieri edili per trascorrere le loro ore vedendo quelle degli altri al lavoro. E se non ci sono loro, nessuno trasmette più un minimo di passato a giovani convinti che il passato non gli serve a niente. Non gli serve a niente l’esperienza altrui per evitare le cavolate proprie. I nonni sono il racconto, l’anello mancante della memoria e del buonsenso. Vai a vedere che quanto più sembra che non servano, tanto più l’Italia è una Repubblica fondata sui nonni.