Se le pagine raccontano un Sud diverso da come lo immaginò Lombroso

Domenica 22 dicembre 2019 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Si riparla di Sud anche sui libri. E aumentano gli autori che gli fanno giustizia rispetto a un racconto che addebita solo ai meridionali, proprio in quanto meridionali, la responsabilità dell’incompleto sviluppo del Sud.

  Vittorio Daniele, docente di politica economica all’università di Catanzaro, è autore di <Il Paese diviso> (Rubbettino, pag. 259, £ 18). Il divario dipende dalle politiche a danno del Sud, visto che al momento dell’unità le condizioni del Paese erano piuttosto simili. Quindi nessuna causa né culturale né antropologica.

 Antropologia affrontata da Giuseppe Gangemi, docente di scienza dell’amministrazione all’università di Padova. In <Stato carnefice o uomo delinquente? La falsa scienza di Cesare Lombroso> (Magenes ed., pag. 333, £ 20) smonta la teoria pseudoscientifica secondo la quale i meridionali sono delinquenti nati e nell’800 responsabili di casi di cannibalismo sociale. Teoria ancòra riesumata in ogni polemica contro il Sud.

 I lettori della <Gazzetta> conoscono già <La scatola di cuoio> di Gianni Spinelli (Fazi ed., pag. 213, £ 16). E’ un romanzo intriso di magica atmosfera meridionale raccontata sapidamente dal giornalista-scrittore di San Michele di Bari. La sorpresa è il suo successo di vendite anche al Nord, conquistato da una cultura del Sud vista come ultimo approdo per dare senso alla vita.

 Infine un esordio promettente: Saverio Carlucci, materano, 25 anni, praticante giornalista. Il suo <Neve e fango> (Leone ed., pag. 198, £ 11,90) è un ingegnoso thriller che spazia tra alta finanza e mondo informatico, tra angeli e demoni. Tutto finché non subentrano due donne pericolosamente inquietanti.