Il corpo č mio e me lo vendo io

Sabato 24 Settembre 2011 da la ’ Gazzetta del Mezzogiorno ’

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Ovvio che oggi la bellezza sia il primo biglietto da visita: viviamo circondati dalle immagini. La bellezza ci fa l’occhiolino dai manifesti, ci intriga dalla tv, deborda dai rotocalchi, campeggia nella nostra fantasia. Bellezza femminile, anzitutto. Ma non è la bellezza che, secondo lo scrittore russo Dostojevski, salverà il mondo. E’ invece quella che rischia di precipitarlo in un testa-coda di stravolgimento di valori. Per cui avviene che si suggerisca ai candidati a un lavoro (ma soprattutto alle candidate) di mandare il curriculum con una foto, magari ritoccatissima al fotoshop o di qualche annetto prima: perché è quella che colpisce per prima più che una laurea col massimo di voti e una mezza dozzina di master. Bellezza come bell’aspetto, sia chiaro.
 LA BELLEZZA COME MERCE La bellezza fa vendere un prodotto ma diventa prodotto essa stessa. Vali perché sei bella o bello. E quando la bellezza non c’è, soprattutto nelle donne, è come se non si fosse donne: si dice, non è bella ma ha due palle così. Cioè la donna entra nella solita concezione maschile del mondo. E’ sempre avvenuto, ma ora molto di più. Tempi più spregiudicati e più scollacciati, rispetto alle ipocrisie e ai veli passati. E tempi in cui la bellezza, invece di essere un accessorio, diventa la scorciatoia più battuta per arrivare dove cultura, intelligenza, sacrificio non arriverebbero. Quand’anche ci fossero.
 Oggi basta essere inquadrati una volta di più fra il pubblico di un qualsiasi evento tv perché si aprano porte: ti andrà male, ci sarà sempre una discoteca che ti inviterà a una serata come ospite d’onore. E come traguardo sognato da molti altri. Il dio è la notorietà, essere riconosciuti, vedersi additati, diventare qualcuno per un bicipite o un paio di tette. Fedeli alla profezia del mago della pop art, l’americano Andy Warhol, secondo il quale oggi ciascuno potrà avere il suo quarto d’ora di celebrità. Perché c’è un’orgia di telecamere ovunque. E perché quella celebrità non è mai stata così a poco prezzo. Chi non è stato mai puntato da un obiettivo è un invisibile. Ed è la principale condanna in un mondo in cui nessuno guarda più in faccia l’altro, in cui non ci si conosce pur vivendo a gomito, in cui la solitudine delle città e degli spazi è una lacerazione.
 Il romano che ha sfregiato la fontana in piazza Navona ha detto che non è che la fontana gli avesse fatto qualcosa, solo che così si parlava di lui. Attirare l’attenzione. Oddio, la si può attirare in tanti modi, ma vuoi mettere in un posto conosciuto in tutto il mondo, che finisce su tutti i giornali, che ti tiene le luci della ribalta accese per giorni? Se tanto mi dà tanto, puoi andare ad ammazzare il presidente degli Stati Uniti, o il papa in piazza San Pietro: come un Ali Agca ha tentato di fare, e quasi sicuramente senza che ci fosse alcun complotto dietro. Il turco si è fatto troppi anni di carcere, altrimenti un posto all’”Isola dei famosi” non glielo toglieva nessuno.
 RAGAZZE PER I POTENTI Poi uno (ma soprattutto una) può avere, come si dice, il rapporto che vuole con il suo corpo. Puoi essere tanto brutto (o brutta) da essere un personaggio anche per questo, visto che l’informazione si muove sulle eccezioni, mica sulla vita normale (e spesso eroica) di ogni giorno. Ma se il corpo è bello, possono usarlo e puoi fartelo usare in ogni modo. Merce di scambio. Per esempio le signorine della premiata scuderia Gianpi Tarantini, spedite in missione come una compagnia di giro ovunque ci fosse un potente da soddisfare. Libere anche di rifiutarsi, ancorché significhi perdere visibilità. O di essere utilizzate come un oggetto che ha un prezzo, o come tangente in cambio di altro. Rinunciando alla dignità, anche se nessuno può sindacare sulla dignità altrui. Il sesso è mio e me lo gestisco io, ma all’esatto opposto delle ormai preistoriche battaglie femministe.
 E poi, la morale, ogni epoca ha la sua, come oggi si va con l’auto e non col calesse. Oggi diventa morale ciò che piace, è etica la bella vita. Con un concetto diverso anche dei padri, visto che oggi rimproverano le figlie se sono poco intraprendenti, non il contrario. Certi padri, è naturale, appunto le eccezioni di cui si occupa la stampa. Ma sono quelli che fanno più rumore. C’è chi vorrebbe un biblico fuoco purificatore. Ma intanto le strade sono piene di cartelloni di una ditta di abbigliamento, uno dei quali, il più castigato, dice: “Sono Maddalena, faccio la escort e non sono una ragazza facile”. Auguri.