No,Harry e Meghan poverini proprio no

Sabato 18 gennaio 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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 Cari lettori, dite tutti cosa ne pensate. Oggetto Harry & Meghan, i due duchi che hanno detto bye bye a papà il principe Carlo e alla nonna regina Elisabetta d’Inghilterra. Scrisse una loro ava che non fare nulla come la monarchia britannica è il mestiere più difficile del mondo. Andare in giro su auto scoperte e salutare con la manina. Visitare scuole fra le bandierine e i gridolini delle maestre. Partecipare a party di beneficenza con concertini eccitanti come un sonnifero. Organizzare raccolte di fondi umanitari con dame stimolanti come merluzzi. Essere fotografati con cani sorridenti come ebeti. Indossare patacche e onorificenze più pesanti di un’incudine. Andare sempre in vacanza per rilassarsi da fatiche mai fatte. Girare per castelli accoglienti come obitori. Convivere con cortigiani più incartapecoriti di papiri.

 L’ADDIO DEI DUCHI E invece cosa ti capiscono i due sposini? Capiscono che più che da <royal>, reali, gli conviene comportarsi da <celebrity>, celebrità. Non invisibili ma visibilissimi. Capiscono che il loro valore in più è essere conosciuti in tutto il mondo. Cosicché non sfruttarlo è come avere Ronaldo in squadra ma tenerlo in panchina. Insomma il vero <business> delle celebrità è la loro notorietà esibita e non ibernata in una oscura contea britannica. E’ soprattutto mostrarsi il più possibile, esibirsi nella loro vita privata e non nasconderla in stanze grigie come prigioni per quanto dorate come regge. E’ la logica dello spettacolo. E’ la legge della società della comunicazione. E’ il primo comandamento di Hollywood, dalla quale non a caso lei proviene. Stare sotto i riflettori e circondarsi di gente famosa, che non sia il fratello di lui, William, e la cognata di lei, Kate, brillanti come parrucconi.

 Calde lacrime di commiserazione sono scese quando la regina ha fatto sapere che se ne vadano, ma non beccheranno più una sterlina. Non è che dovranno fare domanda di reddito di cittadinanza? E quale lavoro dovranno inventarsi per non finire alla mensa dei poveri? Ma un lavoro già ce l’hanno: apparire ogni giorno sui giornali e sulle televisioni. Accumulare milioni di <follower>, seguaci, sulla Rete, da Facebook a Instagram. Capitalizzare la loro fama da star. Ed essendo duchi (decaduti) del Sussex, tutto ciò che faranno col marchio Sussex farà il giro del pianeta come fanno il giro del pianeta la maglia di Ronaldo, gli slip che consiglia di mettere, l’università che invita a frequentare. Gli esperti calcolano che la loro Sussex Spa (appunto) potrà sfruttargli non meno di 400 milioni l’anno. E che la sola Meghan in comunicazione potrebbe valere un milione di dollari a botta. Comunicazione? Essere presente dove richiesta, come l’ex presidente americano Obama e la moglie Michelle, che racimolano 65 milioni l’anno tra apparizioni tv, eventi, serate di gala, presentazioni di libri. Manco fossero dei Fabrizio Corona in discoteca.

 STELLE TENTATRICI Già lei ha firmato un contratto con la Disney per dare voce ai cartoni animati. Già circolano felpe, boxer, calzini, matite, segnalibri col loro marchio Sussex. E voi, cari lettori, non le vorreste un paio di tazze Sussex per servire il the delle diciassette? Sussex, vuoi mettere? Lei potrà sostenere prodotti cosmetici o avere una propria linea di bellezza. Lui lanciare un canale televisivo negli Stati Uniti. E non ne parliamo se decidessero di scrivere le loro memorie, in verità non molto memorie visto che hanno 35 anni lui e tre in più lei: magari, raccontare l’atmosfera inebriante di Buckingham Palace, tra parenti velenosi come serpenti, consiglieri noiosi come penitenze, bambini educati come robot, giornate divertenti come funerali, stanze rassicuranti come mine anti-uomo, profumi inebrianti come muffe.

 Insomma saranno esuli a contratto e <royal> part-time. Lui ha perso la paghetta di due milioni l’anno che gli passava il padre, anche se ha sempre l’eredità di 25 milioni ricevuti dalla madre Diana e i sette che gli lasciò la bisnonna regina madre. Lei solo cinque milioni frutto di una serie televisiva. Ma nel giro di pochi anni li danno per miliardari. Una sorta di Chiara Ferragni e Fedez ma col sangue semi-blu. E del resto, come ha scritto una giornalista inglese tipo Crudelia, essere reali è un po’ come essere vergini: non lo si può restare solo un pochino. Eppure, lui sarà pure un orfano depresso per la morte della madre, lei sarà pure una capricciosa e (molto) dominante arrampicatrice sociale, ma una domanda la dobbiamo fare: si può stare in un luogo in cui c’è una regina col posto fisso da 68 anni, che va verso i 95 di età, che non molla neanche per pietà umana verso lo sconsolato figlio aspirante erede Carlo, che con i suoi cappellini ha visto imperterrita cambiare il mondo, passare papi, presidenti, primi ministri senza farsi tremare un solo sopracciglio?

 Dite, cari lettori, si può, ci si può seppellire così tranne lei?