Per fumare, ti resta soltanto casa tua

Sabato 26 gennaio 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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E tu volevi che in Italia non si scatenasse anche una guerra del fumo? Mentre è proibito pure in Turchia dove, come sappiamo, si fuma <come un turco>. Mentre sette fumatori italiani su dieci evitano di fumare davanti al cane e al gatto di casa, non sia mai. Mentre è accertato che un amore su tre finisce in fumo per colpa della sigaretta del partner. E mentre lo stesso amministratore delegato di Philip Morris Italia annuncia investimenti per un mondo senza fumo ma con prodotti che scaldano il tabacco senza bruciarlo. Tutta colpa del sindaco di Milano, Sala. Il quale, nei giorni in cui la sua città diventava una camera a gas per lo smog, nei giorni in cui chi usava un’auto veniva considerato un <serial killer>, ha annunciato che fra poco chi fumerà all’aperto sarà trattato peggio di un terrorista dell’Isis.

 LO STOP DI MILANO Già dal 2012 la sigaretta è lì vietata nei parchi pubblici, nelle zone in cui ci sono giochi per bambini o attrezzature sportive. Se il diktat sarà confermato dal Consiglio comunale, da marzo sarà proibito anche mentre si aspetta il bus. E meno male che da loro arriva abbastanza puntuale, visto che il fumo è l’alternativa all’incazzatura con intenti omicidi. Con l’idea di un bando totale entro il 2030, quando si potrà farlo solo in casa, e non è detto neanche. Perché, spiegano, hai voglia a dire cosa c’entra all’aperto. Con i palazzi intorno e le strade strette, si forma un canyon urbano in cui anche una cicca è un attentato alla vita. A parte i forni delle pizzerie non diversi da quelli dell’Ilva e le caldaie a gasolio non diverse dalla peste bubbonica. E a parte il fatto che bisogna partire sempre dai diritti di chi non fuma, non il contrario.

 Siccome in Italia non si sarebbe tutti d’accordo neanche se un governo vietasse per legge la morte, ecco la rissa manco ci fossero Salvini e le sardine. Vuole pulire il cielo con un cucchiaino. Trattano i fumatori come se la loro bocca fosse un tubo di scappamento. Tra poco ci impediranno anche di digerire, diranno che la digestione inquina (prova a essere una mucca con i suoi peti a metano, e vedrai). Ci trattano come scolaretti da educare, ma poi è lo stesso Stato a spacciare le sigarette. E’ l’ultima ipocrisia della sinistra, donde si dedurrebbe che fumare sia di destra. E infine il <ben altro>, nel Paese del benaltrismo: ci vogliono ben altri provvedimenti contro gli inquinamenti, ciò che funziona soprattutto per la rima.

 Dicevano i nostri genitori, fattela con quelli meglio di te. Allora vedi che a New York si può fumare per strada solo a 30 metri da edifici pubblici, scuole, centri per l’infanzia, ospedali, mentre è impossibile in parchi, spiagge e addirittura stadi anche se la tua squadra sta perdendo e devi sfogarti. In Svezia, stop assoluto dal 2025. Idem in Nuova Zelanda, anche per il timore di incendi essendo il secondo Paese al mondo per numero di costruzioni in legno. A Tokio niente fumo camminando, non perché non riescano a fare due cose contemporaneamente ma per evitare di ustionare i passanti urtandoli. Nel regno himalayano (e buddista) del Bhutan, stop alla produzione di tabacco, importabile solo in modiche dosi dall’estero. Nelle Hawaii, nel nome dell’armonia con la natura niente ai minori di 21 anni e dal 2024 sigarette consentite solo agli ultracentenari, tanto se muoiono non è molto il danno. Ma neanche altre città italiane scherzano, tutta Napoli interdetta all’aperto come Venezia entro l’anno. E spiagge senza cicche da Anzio a Ponza, da Lampedusa a Bibione, da Rimini a San Benedetto del Tronto,  da Ladispoli alla pugliese Porto San Cesareo. Di queste perlomeno si sa, ciò che non si sa è il livello di rispetto della norma nel Paese in cui farlo è un optional.

 LA LEGGE SIRCHIA  Ma ciò che si è bellamente dimenticato è che sono passati vent’anni dalla legge Sirchia. Quella che liberava dal fumo bar e ristoranti e tutti dicevano, vedremo quanto durerà. E’ incredibilmente durata, coi più indomabili che vanno a farsi la sigaretta fuori dovessero anche esserci 20 sottozero. Non si potrebbe neanche davanti a università e ospedali, ma prego farsi una passeggiata davanti a Giurisprudenza o ex-Enel a Bari, o davanti ai reparti del Policlinico per vedere se non ne passi affumicato come un’aringa. Da allora però i fumatori sono diminuiti di un milione, non si sa se per scelta o per estinzione.

 Certo, ne va del libero arbitrio. Ma si potrebbe fare come negli aeroporti, dove ci sono stanze dedicate a chi vuole ridursi a portacenere. Ci sono ditte che premiano i dipendenti che smettono, anzi gli fanno corsi di formazione. Ci sono le elettroniche per svapare. E quanto ai film, si invoca il <Ciak, si sfuma>, dovessimo perdere mitiche sigarette alla Humphrey Bogart o alla Alain Delon. Per fortuna è stata finora bocciata l’idea di scrivere <Il prossimo potrebbe essere il tuo> sui teschi che adornano i pacchetti.