< Copia e incolla > e diventi un bullo

Sabato 29 febbraio 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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La generazione <copia e incolla>. E’ probabile che un adolescente non andrà mai a mettere un cero sulla lapide di Lawrence <Larry> Tesler. Non è un calciatore come Ronaldo, non è un dj da sballo, non è una influencer da due milioni di <like> su Facebook, non è una celebrità da Instagram. Non ha mai presentato niente neanche da Feltrinelli e forse non c’è nemmeno su YouTube. E’ solo un tipo di 74 anni che una decina di giorni fa è venuto a mancare e non era neppure un Kobe Bryant caduto con l’elicottero e con l’aura dell’eroe. Per chi non ha la maggiore età, Tesler è solo uno finito sui giornali dei <grandi>. Eppure è per loro una specie di paradiso terrestre. Come uno che, per dire, avesse eliminato la scuola, gli amori finiti male, il permesso per usare il monopattino.  Ma non lo è, onestamente, solo per i figli del Terzo Millennio. 

 COME HARRY POTTER Tesler è l’inventore del <copia e incolla>.  Un tempo, per scrivere una paginetta di ricerca assegnata dal professore, bisognava consultare una enciclopedia che per i <millenians>, appunto, non deve essere più gradita di un foruncolo sul naso (se pure ne sopravvive qualcuna in casa). Ora c’è Wikipedia e la prima immane rottura è eliminata. Ma prima di Tesler bisognava ricopiare tutto, magari attaccando i pezzetti con lo stick. E’ stato lui ad inventare il Ctrl+C – Ctrl+V, altrimenti detto, appunto, funzione <Copia e incolla>. La utilizzi e puoi mettere insieme tutti i pezzetti di testo del mondo, senza che ne resti traccia manco fosse Harry Potter. Soprattutto non resta traccia dell’autore del pezzetto di testo trafugato (non essendosi chiamato <furto> neanche quello delle ossa di san Nicola a Myra). E se c’è in giro un programma spione di quelli capaci di smascherare i ladri di lavoro altrui, basta cambiare due parole qua e due là, e sono fregati sia il programma sia il legittimo autore.

 Ora con questo <copia e incolla> si può fare di tutto, dall’articolo di giornale (questo escluso) al libro, dal copione di Amadeus a Sanremo al programma della Regione. Tanto che ci sono state incaute Regioni di montagna che hanno messo fra i loro impegni quello di pulire le spiagge. O Regioni di mare che si sono ripromesse di aprire un passo alpino. Sindaci di sinistra che hanno detto cose di destra e sindaci di destra che hanno detto cose di sinistra (se ancòra ce ne sono). Copia e incolla sbagliato. Fino a tesi di laurea da 110 e lode presentate anche da abbonati al 18 ad ogni esame. Fino a libri nei quali spruzzatine di furti (pardon, trafugamenti)  hanno fatto fare la figura dei topini anche a celebrati scrittori best seller. Anni fa si sarebbe chiamato <plagio>. Ma è molto dubbio che di questi tempi una ipotesi di rossore possa apparire su volti più di bronzo delle campane di San Pietro. E’ vero che non c’è più nulla che non sia stato già detto, ma si spera che non sia anche vero che non c’è più nulla che sia limpido come una santa Maria Goretti.

 IL NUOVO GUTENBERG Quanto tempo risparmiato dobbiamo al signor Tesler? E quanta fatica? E quante belle figure ha fatto fare anche ad autentiche pippe? Perlomeno un <like> dovremmo metterglielo. Dovrebbero metterglielo i romanzieri di grido. Dovrebbero metterglielo i conferenzieri a gettone. Dovrebbero metterglielo gli avvocati da arringhe pronte all’uso. Dovrebbero metterglielo quegli studenti che hanno perso il dono di andare a scavare nelle cosiddette <fonti>, di cercare, di scoprire, di gioirne, presunte virtù oggi più impopolari del Coronavirus. Essendo soprattutto servito Larry Tesler a convincere un’attricetta da seconda visione di poter scrivere una storia da premio Strega. O un calciatore più tatuato che quotato di poterci raccontare la sua vita. Una moneta cattiva che ha scacciato quella buona, come dicono gli economisti ignari che la loro <legge di Gresham> sarebbe diventata il primo comandamento anche altrove.

  Quando l’orafo Johannes Gutenberg della famiglia patrizia dei Gensfleisch inventò la stampa a caratteri mobili a metà del 1400, non sapeva cosa avrebbe combinato. A cominciare dalla Riforma protestante. Perché per la prima volta i testi religiosi non erano più copiati a mano da monaci che la raccontavano come voleva il loro Ordine. Si potevano diffondere indipendentemente dalle loro pur benedette mani. E diffondersi anche fra chi li leggeva in modo diverso dal prete. Ciò che fece un certo teologo Martin Lutero, il quale spaccò in due la Chiesa.

 E’ probabile che Tesler non volesse spaccare nulla, tranne che fare un piacere sia alla Apple, che si intendeva di innovatori, sia alla sua carriera. Lo ha fatto soprattutto all’umanità. Insomma tutto a fin di bene. Si dice che la riproduzione ha preso il posto della rielaborazione. Magari non immaginava di fare un favore anche a tanti furbetti. Ma si sa come va. Per uno che usa il su cervello, ce ne sono dieci che copiano e incollano.