Come si guasta un rapporto di buon vicinato

Lunedì 2 marzo 2020 da

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DOPPIO SOSPETTO – di Olivier Masset-Depasse. Interpreti: Veerle Baetens (Alice), Anne Coesens (Céline), Jules Lefebvre (Theo). Psycothriller, Belgio, 2018. Durata: 1h 31 minuti.

 E sì che valeva la pena infischiarsene del (molto ipotetico) Coronavirus andando a vedere questo film. Laddove in due villette-bene di Bruxelles anni ’60 vivono due famiglie che più familiari di così non si può. Tutto insieme, dalle cene alla scuola dei piccoli, dalle chiavi scambiate alla complicità delle signore. Finché, per rincorrere un gatto, il figlio di una delle due precipita e muore. Da allora il tranquillo quadretto diventa un minaccioso non dichiarato campo di battaglia. Fra le due madri dal <Doppio sospetto> reciproco. L’una, Céline, che ha perso il bambino e sembra accusare l’amica Alice di non essere stata attenta al momento dell’incidente. L’altra, Alice, che s’accorge di questo stato d’animo ma anche di certe strane attenzioni di Céline verso suo figlio Theo.

 Da quel momento cambia anche l’aria per lo spettatore. Che dire tenuto inchiodato alla poltrona, è poco. Perché il film diventa una inquietante partita a scacchi fra le due. Non da far paura, mica è un horror, ma da far dire <madonn> a ogni sequenza. Un campionario di sguardi sospettosi e indagatori, di piccoli gesti ostili, di comportamenti imprevisti, di mosse reciproche anche se non di porte che cigolano e di luce che se ne va. E con colpi di scena talmente continui che, quando hai deciso di prendere parte per l’una o per l’altra, e di aver volpinamente immaginato il seguito, rien ne va plus, tutto daccapo. Fino alla clamorosa conclusione, che sfidiamo il più incallito giallista di aver previsto.

 Ma la tensione è soprattutto psicologica. Con le due mamme-serpenti glaciali e imperscrutabili, in gara nel non farti capire chi ha ragione e chi torto e dove vanno a parare. Tra musiche ora che ti fanno prendere un accidente, ora nervosamente insinuanti. E aria infida alla Hitchcock. Un meccanismo perfetto ancorché convenzionale (tratto da un libro non pubblicato in Italia), con qualche forzatura di trama dove non fila. Nove Oscar belgi (forse troppi) e già Hollywood pronta alla replica, con lo stesso regista Masset-Depasse. Ma le bravissime Veerle Baetens e Anne Coesens sostituite da Jessica Chastain e Anne Hathaway. Ma come si fa a ripetere una cosa della quale non si deve sapere come va a finire quando già si sa come va a finire?