Intervista al virus < Perchè sono venuto>

Sabato 11 aprile 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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<Vi dovete pentire, ecco perché sono venuto>.

Scusi, signor Coronavirus, magari si crede un nuovo messia. Ma pentire di cosa?

<Del vostro stile di vita, di tutto il vostro peggio che io porterò al meglio>.

A parte il fatto che lei è un terrorista più che un benefattore, un assassino più che una autorità morale, quale sarebbe questo nostro peggio?

<Vi vedevo continuamente rovinarvi con le vostre mani, non sopportavo come trattate il pianeta, di come vi comportate l’uno con l’altro, i soprusi, le guerre, i pregiudizi, l’invidia sociale, l’avidità, l’ipocrisia, l’egoismo. Avete superato il limite. Voi vi sparate per una partita di calcio, vi accoltellate per un posteggio, uccidete le vostre donne>.

 MALATI GIA’ DA PRIMA Ecco la predica domenicale. Ma per tutto questo lei ammazza migliaia di persone, stermina i nostri anziani, fa milioni di disoccupati, riduce tanti alla povertà, cerca di farci tornare alle palafitte, ci precipita nella paura, prova a farci perdere tante conquiste ottenute col nostro lavoro e col nostro ingegno? Per tutto questo lei si comporta peggio di quelle guerre che dice di combattere? Per tutto questo lei minaccia il nostro progresso? E in cambio di cosa, di quale regresso?

<Ecco, siete malati di velocità, schiavi della tirannia del tempo, dite di averne sempre meno a disposizione proprio quando la tecnologia fa tante cose al posto vostro. E non ne avete per voi stessi, per le vostre famiglie, per un abbraccio, una stretta di mano. Se poteste lo fermereste, il tempo, vivete assatanati come se fosse il vostro ultimo giorno>.

 Lasci stare l’ultimo giorno, questa è la sua specializzazione. E lasci stare gli abbracci e le strette di mano, ipocrita è lei. Non è che è fra quelli che vorrebbero che si decrescesse invece di crescere, che ci si fermasse invece di andare avanti, che stessimo in una caverna sul Tibet invece che in una piazza?

<Ma no, dovreste solo vivere le vostre vite più semplicemente. Riscoprire la lentezza. La frugalità, la sobrietà. Meditare. Smetterla col sempre di più. Finirla con le ingiustizie. Godervi la natura, camminare, fare del bene, non dare importanza al superfluo, respirare profondamente>.

 Certo, e per questo lei ci impedisce di passeggiare nelle nostre città, ci toglie il respiro fino alla morte, ci fa tanto male dicendo che è a fin di bene, ci inchioda a una stupida mascherina, ci costringe al supplizio della vita in isolamento, ci fa tanto danno col minimo sforzo. Davvero si vuole prendere gioco del mondo fino a questo punto?

 <Sentite, voi volete viaggiare, andare al ristorante, riempire cinema e teatri, aprire sempre nuove fabbriche, comprarvi vestiti nuovi che non vi servono. E poi l’ultimo smartphone, cavallette per discoteche e movide, godervela, non perdervi una fine settimana, tutti in palestra, file ovunque, affollarvi, al mare, e la settimana bianca. Malati di consumismo. Questo è lo stile di vita del quale parlo. Molle, senza morale. Nella vita c’è bisogno di qualcosa di più grande>.

 TRUCE ARROGANZA Ah, ecco, lei si atteggia a flagello divino, maestro di vita dando la morte. Ma il papa le ha detto <vade retro> come un demonio. Lei ce la vuole far pagare. Vuol dividere il nostro tempo in un <prima> e in un <dopo> di lei. Ci costringe a una quarantena non solo fisica ma dello spirito e dei sentimenti. Gode nel vedere le nostre città vuote come gusci, i nostri bambini non correre nel vento, i nostri vecchi soli, i nostri cari morire non salutati da nessuno, i nostri ospedali come lazzaretti del dolore in cui si entra ma non si sa se si esce.

 <Guardi, voi siete capaci di raggiungere altri mondi anche se fate della Terra un inferno. Sapete trapiantare organi, crearne di nuovi, generare vite in laboratorio, produrre copie di voi stessi, sostituirvi a Dio. Con un computer sapete raggiungere ogni angolo del pianeta senza muovervi, anzi vi ho dato anche io una mano. Con la vostra tecnologia volete l’immortalità, sconfiggere le malattie anche se questa volta non vi va bene. Vi sentite onnipotenti ma ora siete impotenti, permettete, davanti a un cosino come me. Vi rendete conto che sono bastato io a paralizzare il mondo? Che vi succede?>.

 Lei fa l’arrogante. Come se non fosse solo un pipistrello. Lei vuole uccidere anche la nostra democrazia, la nostra libertà di scelta. Ma le posso garantire che non ci rassegneremo alle sbarre, non vivremo più a distanza come se fosse una conquista, non ci controlleremo uno con l’altro, non eviteremo di baciarci, non andremo al supermercato marcandoci a zona, ci riprenderemo parchi e giardini, torneremo in vacanza. Non diventeremo peggiori per essere migliori come l’intende lei. Ci pensiamo, ma ci pensiamo noi.

 <Va bene, va bene. Intanto datevi da fare a farmi fuori. Tanto, se necessario, mi modifico e ritorno>.

 Vedremo. Ma non sentirci in colpa sarà il migliore vaccino contro di lei. Stia bene, anzi malissimo.