Ecco il Sud < Meraviglia > che doveva riaprire prima

Venerdi 1 maggio 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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Occorre reagire. La Lombardia sfida proditoriamente il governo e l’Italia aprendo da lunedì studi professionali e alberghi pur essendo ancòra nel pieno del virus. E’ lo stesso Nord che finora ha bloccato quel Sud in cui l’epidemia rallenta. Un Sud definito <improduttivo>, a cosa mai sarebbe servito? Un Sud che ha dovuto aspettare il Nord: cosa sarebbe avvenuto a parti inverse? E Nord in cui, sotto sotto, ha lavorato finora quasi il 60 per cento delle aziende autocertificatesi essenziali. Il Sud disciplinato avrebbe potuto aiutare l’Italia a una ripresa graduale e anticipata. Ma i Poteri Forti avrebbero mai accettato che la spinta non venisse dalla solita locomotiva? Avrebbero mai accettato una concorrenza che scoprisse gli altarini di un Sud niente affatto <improduttivo>? Anzi di produttività sorprendente nonostante uno Stato che gli ha dato e continua a dargli sempre meno per andare avanti?

 E allora, vediamolo questo Sud <improduttivo> che avrebbe potuto far comodo a tutti, Nord in testa. E che è stato fermato dal cattivo pregiudizio più che dal cattivo Covid.

 Il Sud cosiddetto <improduttivo> parte da un’azienda pugliese che garantisce la sicurezza delle ferrovie di mezzo mondo. Che partecipa al progetto del treno da 1200 chilometri all’ora. Che sforna satelliti in giro attorno alla Terra. Che ha contribuito a mandare una sonda verso il sole. Che costruisce un aereo superleggero da primato. Mentre da un vicino aeroporto si innalzeranno i viaggi turistici verso lo spazio. E’ il Sud che suscita una emozione spesso ignota agli stessi meridionali. Il Sud che, in tempi di avveniristica Silicon Valley californiana, può esibire anche le sue South Valley.

 E’ il Sud della Automotive Valley i cui prodotti fanno viaggiare le auto di tutti i marchi internazionali. Che ha il secondo colosso mondiale in questa componentistica con stabilimenti in mezzo pianeta. Una Valley in cui un barese che lavora anche con la Formula 1 è stato segnalato fra i trenta giovani <globali> da tenere d’occhio. C’è il Sud della Murgia Valley dai prodigi elettronici e informatici manco fossero dei Bill Gates. E che ogni giorno se ne inventano una in base alla <teoria dello stagno>, continuo ricambio di idee per evitare che i pesci muoiano.

 C’è il Sud della Techo Valley che lavora alle città intelligenti. Quello che fa concorrenza a Google Map controllando dal cielo mari, movimenti franosi, condizioni della maltrattata Terra. Quello che ricava energia elettrica dalla sabbia. C’è il Sud della Robot Valley, che ha collaborato anche a combattere il male che ci sta facendo dannare. E c’è il Sud della Software Valley che progetta programmi esclusivi per far funzionare il Paese.

 C’è il Sud della Web Valley. Quello in cui una multinazionale tecnologica giapponese con 240 mila dipendenti al mondo ha stabilito a Cosenza uno dei suoi tre centri di ricerca essendo gli altri, udite udite, a Tokyo, e proprio lì, a Palo Alto, California, cioè appunto Silicon Valley. Il Sud un cui docente tiene ogni anno un corso sull’intelligenza artificiale per il quale arrivano da ogni latitudine domande tre volte in più dei posti disponibili. E il Sud in cui multinazionali più potenti di interi Stati come la Apple e la Cisco hanno scommesso stabilendo a Napoli centri di formazione di giovani sviluppatori di app. E ne escono piccoli Einstein <perché l’innovazione non poteva che nascere qui>. E il Sud dell’Etna Valley con maghi dei computer che ti sembra il film <2001: Odissea nello spazio>. E perché no, quello che sicilianamente ricava tessuti dalle bucce d’arancia o traversine per i binari dagli pneumatici usurati con brevetto in 148 Paesi. Così come c’è il Sud che costruisce convogli per le metropolitane delle città del globo ma anche quella Freccia Rossa che al Sud è però preclusa dalla iniquità di un Paese che non tratta tutti allo stesso modo.

 E poi, e poi. Il Sud <improduttivo> di leggende come il bergamotto, la liquirizia, i pistacchi, il liquore Strega. Il Sud della Food Valley delle mozzarelle di bufala che nascono con la musica di Mozart, del tonno, della pasta, del pane di Altamura, dell’olio d’oliva venduto anche agli Harrods di Londra. Il Sud degli armatori. Il Sud della Moda Valley, il cucito napoletano (e non solo) per i dandy di ogni dove che non si limitano alle cravatte di Marinella. Nomi (anche pugliesi) che hanno fatto e fanno la storia del costume. E il Sud dell’Aero Valley, perché non ci sarebbero aerei in Italia senza il Sud. E il Sud del migliore ospedale contro il Covid.

 Il Sud <improduttivo> esporta nel 91 per cento del mondo. Un Sud con inaspettati primati produttivi nazionali. Quello che avrebbe potuto anticipare i tempi dell’Italia verso una ripresa difficile e dolorosa. E invece lo si è bloccato anche ora che poteva essere il segreto di un Paese che già non cresceva prima. Mentre la Lombardia conta i morti e apre.