E questa estate proibito annegare

Sabato 16 maggio 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

Lascia un Commento Inserito da Lino Patruno

 

Scusi, ma al mare potrò salire sul canotto del mio <affetto stabile>? Sì, purché non ci siano altri, altrimenti sarebbe assembramento. Ma figuriamoci, io sto col mio <affetto stabile> e mi tengo una candela appresso? Da due in su ci vuole uno yacht per le distanze. E la chiamano estate, cantava Bruno Martino 55 anni fa: non è che aveva previsto tutto? Proibiti i crampi in acqua, nessuno ti potrà stendere la gamba come fanno i calciatori. Niente annegamenti, non si può fare il bocca a bocca. E niente scherzi come i <sali e scendi>, quando si cala qualcuno sotto per ridere, tranne che non lo fai con un braccio meccanico di almeno tre metri. Se per la Fase due abbiamo rischiato la guerra civile fra regioni,  per la Fase tre si teme una guerra incivile fra bagnanti.

 AL MARE COL VIRUS Già a sentire parlare di <estate a numero chiuso> ci manca l’aria. E certe proposte per isolarci sulle spiagge sembrano più il ghigno di uno scienziato pazzo che di quegli esperti in tv come mignatte. C’è chi ha pensato a cupolette come igloo non col ghiaccio ma con l’effetto serra di 50 gradi, temperatura da prima cottura. Altri hanno progettato piccoli bivani con due lettini a cinque metri l’uno dall’altro e il citofono per parlarsi. C’è anche una soluzione a basso costo, attorno all’ombrellone e al lettino una passata di filo spinato, tipo il recinto per non fare scappare le mucche. Meno gettonate gabbie come quelle per entrare nelle banche con la voce della signorina. Allo studio tende da pellerossa col buco sopra. Niente spalmature reciproche di creme.  Servizio a domicilio, basta accavallamenti al bar per prendere il gelato. E ogni tre postazioni una incoraggiante colonnina col termoscanner per misurare la febbre e amuchina per disinfettare mani e piedi. Accoglienza di bagnini travestiti da infermieri all’ingresso. Fantozzi di questi tempi sarebbe stato un dilettante.

 Per le spiagge libere, vigili col conta-persone, superate le 250, stop e gli altri in coda in attesa del turno B sotto il solleone. Si consiglia di andare a prendere il bigliettino all’alba come per la Posta. Per ogni turno, sanificazione di sdraio e salvagenti con disinfettanti adatti alle impronte dei sederi. Ma poi, questo virus si trasmette con la sabbia? Solo se uno ci ha starnutito sopra e proprio quei due tre granelli ci entrano nel naso. Nel dubbio scegliere lo scoglio. Tutto attorno cartelloni con teschi e croci. E l’acqua di mare, possiamo stare sicuri? Dicono che il sale farebbe stramazzare il Corona, altrimenti consentito solo il bagno rimanendo con labbra e narici asciutte. Schizzi soltanto da lontano e fra parenti. C’è chi sospetta l’effetto aerosol del mare grosso, nell’attesa consigliabile la bonaccia all’essenza di fogna.

 Nessun problema con le piscine, già il cloro faceva girare alla larga non solo i Covid. Magari si potrà pensare a corsie larghe come autostrade. E immuni i laghi, anche se il bagno nei laghi lo fanno solo gli sfigati. Ma poi, questo calore, siamo sicuri che per il virus sia come il giorno di santo Stefano per i tacchini? Pare di sì, ci dispiace tanto per lui ma per questo non starebbe facendo sfracelli in Africa. E anche da noi pare che non siano il suo ambiente ideale i corpi inzuppati di sudore, incandescenti di abbronzatura, catramati di protezione cento che fanno schifo a prescindere. Sempre e ovunque con la mascherina che si attacca come Bostik e si allarga come un gonfalone. Neanche la montagna sarebbe la preferita per il virus, troppa aria aperta per non prendersi un accidenti anche lui.

 NOTTI MAGICHE C’è il surriscaldamento globale, ma tanto c’è l’aria condizionata. Ma non è che il maledetto verrà a romperci l’anima anche lì? Essenziale che l’aria condizionata sia più pulita di una ciminiera dell’Ilva. Prudenziale dotarsi di ventagli o di ventilatori, quelli che ti prende una zaffata al collo e vai a Voltaren per una settimana. Previsto un incremento delle risse tra favorevoli e contrari. Solo un’illazione l’obbligo per i turisti in arrivo di rimanere in quarantena per quaranta giorni prima di sciamare per la loro estate, ferie così non le darebbero neanche ai pipistrelli.

 Tutto lascia prevedere che non sarà un’estate indimenticabile, anzi lo sarà. Quelle estati tipo <e basta che c’è sta ‘o sole, e basta che c’è sta ‘o mare>. Quelle estati da notti magiche, visto che l’animale ci ha tolto anche gli Europei di calcio. Ma vuoi mettere che ci eviteremo le partenze intelligenti e i bollini rossi? E gli ingorghi in autostrada e le città vuote? E i timballi sulle spiagge e i Cheyenne all’assalto di tutto? Suvvia, siamo stati capaci di farci forza insieme non stringendoci ma isolandoci. Più siamo rimasti al chiuso a casa, più abbiamo combattuto a viso aperto. Più siamo stati a distanza, più abbiamo fatto squadra. Un ultimo sforzo questa estate: se saremo tumulati come mummie, il virus non potrà farci niente.