L’Italia,repubblica fondata sullo spritz

Sabato 30 maggio 2020 da < La Gazzetta del Mezzogiorno >

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La movida, la movida. La più bella è stata la rubrica della Jena pubblicata giorni fa sulla <Stampa>: <Si alzò un solo grido: “Ma lasciateci morire in pace”>.Insomma nessuno avrebbe mai immaginato che il principale problema della fase 2 Dopo Virus fossero questi ragazzi scapocchioni. I quali, incuranti di tutti i virologi, immunologi, infettivologi, catastrofologi, benpensantologi che fanno? Si affollano nottetempo davanti ai bar, assembrati uno addosso all’altro come Bostik, con la mascherina appesa a un orecchio e le labbra a meno di un metro. E bevono tranquillamente come se scendessero dalla Luna e nessuno gli avesse mai detto che nell’aria c’è ancòra un tipo che finora ne ha mandato più di 30 mila al creatore. Così sui Navigli di Milano o sul lungomare di Bari o in Sant’Oronzo a Lecce. Un muro umano. Loro escono per fare ciò che hanno sempre fatto, andare a stare dove stanno gli altri. Come dicevano gli spagnoli della prima movida: <Esta noche todo el mundo a la calle> L’esatto contrario di quanto ora il resto del mondo fa (o dovrebbe).

 TUTTA UNA MOVIDA Sono in tiro e azzimati come per una festa. In mano la birrozza e, fosse anche in un prosaico usa e getta di plastica, il loro dio: lo Spritz. Aperol, prosecco e seltz. Che è riuscito a unificare l’Italia più di Garibaldi. E non per niente un nome dal tedesco <spritzen>, spruzzare, ciò che esattamente fanno questi ragazzi verso lo scandalo altrui. I più tolleranti nei loro confronti hanno detto che sono degli imbecilli. Un gruppo di medici ha scritto su Facebook: <Non curiamo i cretini>. E uno schieramento mai così compatto neanche per la nazionale di calcio moraleggia dai giornali, dalle tv, dai social perché la smettano, perché siano responsabili, perché si rendano conto che il nemico è ancòra in agguato e carogna pure. E che se si alza di nuovo il picco del contagio, ci facciamo l’estate chiusi in casa come topi lessi.

 L’aria è di quelle, <tanto non può succedere a noi>. Fregandosene di poterlo far succedere agli altri perché non risultano fra loro casi conclamati di vaccinati anzitempo. Ma colpevoli soprattutto del peggior reato in Italia, trasformare la tragedia in farsa. Questa, diciamolo, la loro colpa storica. Prima si è pensato di usare i vigili urbani per distanziarli un po’, ma si è dimostrata più disperata di un accordo fra Di Maio e Dibattista. Poi si è detto vediamo con i carabinieri a piedi, ma si è dimostrata più inutile di uno Sgarbi senza parolacce. Qualche sindaco ha minacciato di chiudere le loro strade, ma ha fatto meno paura di un gatto nero a Napoli. Il sindaco di Milano, Sala, ha proibito bevande da asporto dopo le 19, ma l’assembramento dentro sarà peggio che fuori. Qualcuno ha minacciato il coprifuoco, ma è stato più labile di un amore di Belen. Fino alla pensata che potrebbe davvero essere l’arma letale, anche se non si sa per chi.

 GIOVANI E VECCHI Non si sa ancòra come si potranno muovere gli <assistenti civici>. Non si sa se saranno come i pensionati che scortano i ragazzini delle scuole sulle strisce. Non si sa se saranno redditi di cittadinanza messi finalmente a lavorare. Non si sa se saranno ronde travestite da Madonna o Vasco Rossi per fregare i non distanziati. Non si sa se saranno nonni allenati a trattare con nipoti che li mandano a quel paese una volta sì e l’altra pure. Non si sa se si daranno l’aria di appuntare su un taccuino i nomi dei più incollati fra loro. Non si sa se avranno una divisa che è il sistema rapido per vestire di autorità un italiota. Non si sa se si aggireranno indifferenti pronti a piombare come falchi sul reo. Non si sa se saranno geometri con la squadra e il compasso. Non si sa se faranno tanta paura da essere i primi a girare alla larga. Non si sa neanche se questi assistenti siano tutta una invenzione, come dice lo sceriffo Decaro, adibiti solo ad aprire parchi e mercati. Da ciò che si sa, soprattutto non si sa. L’unica cosa che si sa è che, benché non si sappia, nel governo stanno già litigando. Ma questo si sapeva.

 Qualcuno dice che i giovani si sentono una categoria a parte. Siano portatori insani di un razzismo generazionale. Insomma che il virus è roba da vecchi, vedetevela fra di voi e lasciateci addensare in pace. Sono convinti che tutto sia finito e fatela finita. Altri li difendono, teniamoceli sprizzati e stretti stretti (si fa per dire) prima che anche loro prendano un aereo senza ritorno come tanti. Più probabile che il problema vero è che siano non meno italiani del resto del Paese. Quelli che finora si sono lavate le mani dodici volte al giorno e nove volte su dieci hanno messo la mascherina. Sembra incredibile come un rigore sbagliato di Ronaldo. Il fatto è che quelli erano (eravamo) gli italiani in gabbia. Ma che ora, aperta la gabbia, facendo il peggio daranno il meglio di sé. Quelli che faranno (faremo) il tuffo in piscina senza la doccia prima.