< DRIVE > corre nella metafisica

Giovedì 6 Ottobre 2011 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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DRIVE – di Nicolas Winding Refn. Interpreti: Ryan Gosling, Carey Mulligan. Azione, Usa, 2011. Durata: 1h 33 min.
 
“Drive” è la guida che il mondo vorrebbe e non ha. E anche Ryan Gosling, che porta l’auto da dio, cerca di dargli una direzione che si perde in un destino senza mèta. Egli è a suo modo un poeta trascinato in un inferno di morte per raggiungere il paradiso della vita. E pur tenendo la strada come nessuno, nella luce lirica della scena finale è ancòra al volante nel vuoto di una strada simbolo del nichilismo del nostro tempo.
 Quasi muto, senza nome e senza passato, Gosling fa lo “stuntman”, gira le scene pericolose per il cinema. Ma per arrotondare fa anche il pilota per la malavita: mestiere senza nessun coinvolgimento, mette in salvo i banditi ma un secondo dopo i cinque minuti contrattuali sparisce e non c’entra più nulla. Finché un giorno incoccia, nel suo condominio, nella dolcezza della vicina Irene, che col piccolo Benicio attende l’uscita del marito dalla prigione.
 Il colpo di fulmine è altrettanto muto e platonico, perché Gosling è un eroe romantico e puro. Anzi, quando il marito di Irene torna, per amore si offre di aiutarlo in una rapina su commissione che lo liberi dal ricatto di un vecchio debito coi gangster. Ma le cose non vanno come devono andare. E s’innesca una lunga scia di violenze inaudite, scene dalla brutalità senza pari. Dove porti tutta questa esplosione iperrealista di sangue ciascuno vedrà. Domina però la taciturna malinconia della contraddizione fra la realtà e il sogno, fra ciò che ci circonda e ciò che si desidererebbe.
 Il cinema è pieno di personaggi con la mano armata dalle ragioni del cuore. Qui però la dimensione è più metafisica, c’è un’aria sospesa che neanche la selvaggia efferatezza di certi passaggi riesce a scalfire. Sembra che Gosling non solo non abbia un passato ma neanche un presente e meno che mai un futuro, come se la sua auto da cascatore restasse in volo fra il Bene e il Male. Metafora contemporanea, che ovviamente il film non risolve.
 Altrettanto ovviamente poco sarebbe stato possibile senza la grande regia del talentuoso quarantenne danese Nicolas Winding Refn, finora noto solo per la trilogia “Pusher” e per “Bronson”. Premiato per questo a Cannes, egli muove la macchina con un virtuosismo sfrontato, dando tensione ed emotività anche alle ombre e alle fissità (a volte eccessive): memorabile la sequenza nell’ascensore. Il suo Ryan Gosling, 31 anni, è il divo del momento (visto anche in “Crazy, stupid love” e nell’ultimo George Clooney). Incantevole la Irene di Carey Mulligan (reduce da “An education”), caratteristi azzeccati, musiche strepitose.
 C’è chi ha visto questo “Drive” come un furbo prodotto di classe che copiazza famosi registi di Hollywood. Tratto dal romanzo di James Sallis, in discussione fra il grande film e il filmone, di sicuro su quell’auto che corre c’è molto di più di un’auto che corre.