Non si capisce proprio più niente

Sabato 22 Ottobre 2011 da la ’ Gazzetta del Mezzogiorno ’

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Risale a decenni fa, quando il giornale era venduto anche in strada dagli strilloni. Si racconta che uno di costoro, dopo aver urlato le principali notizie, chiudesse sempre allo stesso modo: “Non si capisce più niente”. Bisognerebbe rassicurare la buonanima: gli andava fin troppo bene, perché oggi si sparerebbe. Oggi siamo tutti naufraghi in cerca di una meta. E non per colpa dei giornali, che sono una foto del mondo, ma per mancanza di nocchieri e di una rotta. Così un giorno se ne dice una, un giorno un’altra.
 Eccone un piccolo campionario ricavato dalle cronache.
 SESSO, STRESS, SCUOLA: CONTRORDINE Uno: sesso. Si è sempre detto che non fare sesso fa venire il mal di testa. Contrordine: è il sesso che dà il mal di testa. Colpa dei rapporti disordinati, le più colpite le 40enni con una vita alla “Sex & the city”, lo sceneggiato tv americano interpretato da quattro infoiate sempre a caccia di chi portare a letto. Lo sostengono gli studiosi di cefalea.
 Due: lo stress. Si è sempre detto che fa male, che fra l’altro fa anche venire il mal di testa. Contrordine: il superlavoro fa bene. “Giostrare con difficoltà fra carriera e famiglia mantiene agile la mente, dà soddisfazioni intime e allunga la vita”. Lo sostiene Todd Buchholz, ex consigliere della Casa Bianca, cioè dei presidenti americani, nel libro “Fretta, perché se ne ha bisogno e amiamo la corsa al successo”. Non si sa se fosse stressato quando lo ha scritto.
 Tre: la scuola. Si è sempre detto che copiare non è educativo. Contrordine: copiare non significa copiare, significa prendere un’idea altrui e rielaborarla in proprio. E in fondo, copiando, comunque qualcosa si impara, come teorizza un campione reo confesso di copiature scolastiche, Luca Cordero di Montezemolo. Teoria nobilitata dal solito esperto pronto all’uso, tal sociologo Marcello Dei nel libro “Ragazzi, si copia”. Chi copia invece di consegnare in bianco denoterebbe “un senso di responsabilità, un fatto positivo: voler superare la prova”.
 Quattro: la scuola bis. Si è sempre detto che una bocciatura meritata è una lezione, insegna a conquistarsi la vita con lavoro e sacrificio. Contrordine: tutti promossi, bocciare costa e non serve più. E’ l’Ocse (Organizzazione Stati occidentali) a contestare il vecchio sistema: far ripetere l’anno scolastico rafforza diseguaglianze e pesa sui bilanci. Secondo i dati forniti, la presenza di ripetenti peggiora l’intera classe. Dati del resto un po’ superati per l’Italia, Paese fra i meno bocciatori. E con la ministra Gelmini che, di fronte all’ondata di promozioni nell’ultimo anno, ha commentato: “è prevalsa la severità”.
 Cinque: la bellezza. Si è sempre detto che belle sono le magre. Contrordine: rotonde è meglio. Tutti i perché a favore della burrosità in un libro di due giornaliste di moda, Daniela Fedi e Lucia Serlenga (“Curvy. Il lato glamour delle rotondità”). Secondo loro le donne in carne sarebbero più affascinanti perché più attente e curate proprio per trasformare in pregio il proprio ritenuto difetto. E piacerebbero di più agli uomini. Ci sono anche la formula matematica del sedere perfetto e la distanza ideale fra i capezzoli: 18 centimetri.
 MORIRE CONVIENE Sei: la pausa pranzo. Si è sempre detto che è indispensabile per una sana alimentazione, altrimenti ci si abbuffa la sera e si ingrassa. Anzi si sono fatte guerre sindacali per conservarla. Contrordine: non è che non serva la pausa, ma ormai si fa altro e non è detto che non sia meglio. Correre, seguire corsi di nuoto o di inglese, fare shopping, pregare, tradire (l’ora di punta sarebbe fra le 14 e le 15). Un compromesso sempre più in voga: non mangiare, ma seguire lezioni di cucina.
 Sette e seguenti: in gravidanza si può bere caffè e portare tacchi a spillo, nell’educazione e nel gioco coi figli il papà è meglio della mamma, consentire ai figli di arrampicarsi sugli alberi non li candida all’ortopedico ma li fa crescere meglio, la chiesa non condanni i coniugi che si lasciano ma stiano a loro vicini, le corna si devono perdonare se sono piccole, la vanità è più maschile che femminile.
 Otto: morire. Si è sempre ritenuto che sia una fregatura. Contrordine: conviene sempre, soprattutto se ci si prepara col pacchetto “all inclusive”, tutto compreso, offerto da un imprenditore milanese (bara, esequie e assistenti di conforto per chi resta).
 Sia consentito all’autore di questo articolo un commento almeno su quest’ultimo punto: l’imprenditore milanese vada, scusate, a farsi fottere.