Il Miracolo continua - Camerata Musicale Barese

Brochure 29 Novembre - 13 Dicembre 2011

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Quante ne sono avvenute in 70 anni. La guerra. La Resistenza e la Liberazione. Le macerie. La nascita della democrazia. Il miracolo economico. L’Italia in auto e col frigo. L’esplosione della tv. Il ’68 dell’Immaginazione al potere. Lo sbarco sulla Luna. Il terrorismo. La crisi petrolifera. L’ingresso nell’euro. Internet. Tangentopoli e la Seconda Repubblica. La bufera finanziaria mondiale.
 Tutto in questo tempo è cambiato. E rapidissimamente domani non sarà più quello di oggi. Come Seneca nelle lettere a Lucilio: stai vivendo il presente che in un batter d’ali è già passato mentre il futuro è già presente. Ma 70 anni attraversati e portati bene dalla Camerata Musicale Barese come se invece nulla fosse cambiato. Un libro aperto che ci potrebbe raccontare la storia di una generazione. Inossidabile all’inesorabilità del tutto.
 Si è scritto che ogni giorno dovrebbe essere accompagnato dal verso di una poesia, dal risuonare di una nota, dal profumo di un fiore. Dovrebbe essere accompagnato dal brivido della Bellezza. Proprio la grande vittima del nostro vivere. Una bellezza smarrita nelle parole, nei gesti, nei comportamenti, nei paesaggi che ci circondano. Una bellezza vilipesa e offesa. La bellezza che secondo Dostojevski salverà il mondo senza che si sappia chi salverà la bellezza. Ricordando che nei costumi della città si brinda ancora alla bellezza, per dire quanto ora ci manchi.
 Non avesse altri meriti, la Camerata è una fra le ultime vestali della bellezza, il picchetto d’onore prima che la bellezza diventi un Milite Ignoto. E’ il sublime violino che un poeta come Fellini fa salire al cielo nel suo struggente <La voce della luna>, quando il frastuono belluino della modernità si ferma all’improvviso come un incantesimo. E’ la divina armonia della danza che disegna arabeschi sul palcoscenico. E’ un piano che gorgheggia nel magico buio di un teatro. E’ una tromba che sospira come un velluto. E’ una grande orchestra nel trionfo della sua potenza.
 Tutto questo ha fatto la Camerata per 70 anni. E questo continua a fare. La Camerata è il sortilegio dello spettacolo che si fa spettacolo, è la carezza nella fatica quotidiana. Una sua medesima fatica dalla quale ogni momento sembra uscire intatta, fra mezzi sempre precari, ostinate indifferenze, irrecuperabili sordità. E in una città che, nonostante tutto, ogni volta smentisce una sua troppo conclamata resistenza a tutto ciò che non è immediatamente produttivo, a cominciare dalla cultura. Poi ci sono i <tutto esaurito>. E prevale l’intelligenza mediterranea di chi, più che il <c’ero anch’io>, privilegia il viaggio nei campi inesplorati dell’arte, nei mari aperti della conoscenza.
 Perciò augurando lunga vita alla Camerata, in fondo si augura lunga vita a noi stessi. Ma già calano le luci e si apre il sipario. Il miracolo continua.