E grazie a ’ Pinturicchio ’ il calcio diventò l’arte della leggerezza

Venerdi 16 Dicembre 2011 da ’ La Gazzetta del Mezzogiorno ’

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Fantasioso. Elegante. Piacevole. Geniale. Sono alcuni degli aggettivi che accompagnano la biografia di Bernardino di Betto, pittore umbro-toscano a cavallo fra 1400 e 1500. Semisconosciuto per i non addetti ai lavori se non se ne rivelasse il nome che lo ha invece immortalato: Il Pinturicchio. Noto nel mondo dell’arte ma incredibilmente anche in quello del calcio da quando Gianni Agnelli, uno che se ne intendeva sia di arte che di calcio, non soprannominò così il suo calciatore più amato: Alessandro Del Piero.
 Diciamoci la verità: siccome l’Avvocato era uno con lo sfottò facile, allorché lo disse si rimase male. Rimase male, forse, anzitutto Del Piero. Quel vezzeggiativo di Pinturicchio, tanto per cominciare. E poi, avesse detto Raffaello o Michelangelo o chessò io, insomma un nome più alla portata, uno se ne sarebbe inorgoglito. Ma era solo un problema di conoscenza della materia. Perché se l’Avvocato disse Pinturicchio, Pinturicchio era.
 Voleva dire grazia, come somma di tutto. Quella che Del Piero ha sempre espresso sul terreno. Con i suoi movimenti. Con i suoi arabeschi. Con la sua leggerezza. Con la sua capacità, che è poi dei grandi, di rendere facile tutto ciò che fa. Anche ora che è arrivato a 37 anni, e che magari pensano che non regga una partita intera, specie ai ritmi forsennati della Juve di Antonio Conte. Ma, senza nulla togliere a tutti gli altri, quando è di scena lui è ancòra un’altra cosa, il cielo si illumina di immenso. “Ah, come gioca Del Piero”, esclamava il giornalista Maurizio Mosca.
 Siccome il nostro Alex calca la scena da un bel po’, di sue lodi ne sono state scritte a iosa. Eppure non se ne è scritto abbastanza per la gioia dei suoi adoratori, una infinità indefessa a giudicare il boato che ancor oggi sale dallo Juventus Stadium quando appare il suo nome. Eccone quindi un’altra biografia, “Alex Del Piero. Minuto per minuto” di Roberto Savino (Castelvecchi-Ultra Sport, pag. 288, euro 16,50).
 Savino è un barese di 41 anni che fa l’avvocato (“a” minuscola). Inutile dire di chi sia tifoso. Necessario invece dire quanto tignoso sia, se è stato capace di ricostruire la carriera del nostro eroe davvero minuto per minuto, partita per partita, gol per gol. Un documento ineguagliabile, anche in tempi in cui alle celebrazioni pallonare si presta soprattutto la potenza emotiva delle immagini. Eppure, ogni pagina sembra raccontare al di là delle cifre e delle date, è come se accendesse l’immaginazione su un campione che ha unito alla proverbiale “classe cristallina”, anche la “correttezza esemplare”. E una umiltà e signorilità non frequenti nell’ambiente.
 Ovvio che non sia da nascondere anche da parte del recensore una fede. Che poi, lo devono ammettere anche i parrocchiani di altre chiese calcistiche, è una folgorazione da bellezza. Una bellezza smarrita che Del Piero fa lampeggiare ogni volta che un pallone si incolla al suo piede. Appunto arte, Pinturicchio nostro.